Il glossario della previdenza e del lavoro: A - C

Dall'anticipo pensionistico al metodo di calcolo contributivo: definizioni, chiarimenti e tutte le info utili a portata di clic con il glossario del welfare di Pensioni&Lavoro! 

 

A.G.O. 

Si tratta dell’acronimo che indica l’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti. Gestita dall’INPS, include il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, le tre Gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) e alcune Gestioni minori. All’interno di queste categorie, l’iscrizione è obbligatoria per tutti i soggetti che prestino attività retribuita all’interno del territorio italiano, a prescindere da sesso e nazionalità. 

 

Aliquote contributive

Si tratta della percentuale che deve essere applicata alla retribuzione del lavoratore per determinare il contributo annuo da destinare al finanziamento dei programmi previdenziali di natura obbligatoria. Le aliquote sono quindi generalmente dovute all’Inps o a altri enti previdenziali sia di natura obbligatoria (ad esempio, le Casse professionali) che di natura integrativa (secondo quanto disposto dal Ccnl di riferimento). 

 

Ape sociale

L'Ape sociale è la formula di anticipo pensionistico i cui oneri sono totalmente a carico dello Stato e, di conseguenza, riservata solo a specifiche categorie di lavoratori. Si tratta dunque di un’indennità di natura assistenziale erogata dall’INPS nel periodo che intercorre tra la domanda e l’accesso alla pensione anticipata. È elargita su domanda a soggetti in stato di bisogno cha abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta.

Queste, in particolare, le categorie “in condizioni di difficoltà” interessate: a) disoccupati (involontari), che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi e risultino in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni; b)  soggetti che assistano, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, e sia in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni; c)  invalidi civili che presentino una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni, pari ad almeno il 74% e siano in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni; d)  lavoratori dipendenti che, al momento della decorrenza dell'indennità, svolgano da almeno 6 anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e siano comunque in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 36 anni.

 

Ape volontaria

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, è la misura che consentirà di ritirarsi dal lavoro in anticipo, percependo l’assegno INPS attraverso un finanziamento bancario, fino alla “naturale” maturazione dei requisiti per la pensione. Si tratta dunque di un vero e proprio prestito garantito dalla propria pensione di vecchiaia, corrisposto dalla banca – esentasse - sotto forma di quote mensili per un totale di 12 mensilità e la cui successiva restituzione sarà diluita, in un periodo di 20 anni, mediante una trattenuta effettuata direttamente dall’INPS al pagamento di ciascun assegno pensionistico (tredicesima inclusa).

L’Ape volontaria può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata; sono invece esclusi i liberi professionisti iscritti alle Casse professionali. Per accedere al prestito, sono richiesti almeno 63 anni di età e 20 di contributi. Il richiedente non dovrà poi risultare già titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità e dovrà contare su un importo stimato della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps (703 euro nel 2017).

 

Assegno sociale

Prestazione economica erogata dall’Inps su domanda, spetta ai cittadini in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge. Per il 2017, l’importo dell’assegno è fissato in 448,07 euro per tredici mensilità.

Sono prerequisiti essenziali per poter presentare domanda: 65 anni e 7 mesi di età, uno stato di bisogno economico, la cittadinanza italiana, la residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni sul territorio nazionale. Il diritto alla prestazione è accertato in base al reddito personale per i cittadini non coniugati e in base al cumulo del reddito del coniuge per i cittadini coniugati.

 

Assistenziali (prestazioni) 

Prestazioni sociali e/o economiche che prescindono dall’effettiva contribuzione previdenziale erogate a cittadini che si trovino in particolari condizioni di difficoltà. 

 

Cassa di previdenza 

Ente previdenziale di riferimento per determinate categorie di professionisti (liberi professionisti iscritti a un Albo professionale), che ha il compito di riscuotere e gestire i contributi previdenziali e assistenziali dei propri iscritti, per poi corrispondere loro prestazioni di natura previdenziale e assistenziale

 

Contributivo (metodo di calcolo)

Metodo di calcolo delle pensioni che si basa sul totale dei contributi accreditati e rivalutati durante la vita lavorativa, in base a determinate aliquote e tassi di rivalutazione. Si applica ai dipendenti o lavoratori autonomi che hanno iniziano la propria attività lavorativa a partire dall'1 gennaio 1996.

 

Cumulo gratuito 

Previsto in forma gratuita dalla Legge di Bilancio 2017, il cumulo rientra, insieme a ricongiunzione e totalizzazione, tra i meccanismi a disposizione del lavoratore in caso di contribuzione mista, vale a dire in caso di versamento di contributi a due o più forme di assicurazione obbligatoria (IVS). In particolare, il cumulo gratuito prevede la possibilità cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza alcun onere economico, così da ottenere il riconoscimento di un'unica pensione, che sarà poi liquidata secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. Dunque, a differenza della ricongiunzione, non opera alcun trasferimento della contribuzione da una gestione previdenziale all'altra.

 

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