Giornalisti dipendenti

Tutte le informazioni previdenziali utili ai giornalisti dipendenti iscritti all'INPGI

 

Le modifiche al Regolamento INPGI approvate in settembre 2016 dal Cda dell’ente, il 4 maggio 2017 hanno ricevuto l’ultimo benestare dei Ministeri vigilanti (Lavoro e Economia). Pertanto, per le pensioni della particolare categoria sono arrivate le regole INPS e le misure più “cattive” della riforma Fornero. In qualche caso, persino peggiorate. Calcolo contributivo per tutti (decisamente meno vantaggioso), età pensionabile a 66 anni e 7 mesi, introduzione dell’aspettativa di vita, flessibilità in uscita a maglie strette e a caro prezzo, stop alla pensione a qualsiasi età con 40 anni di contributi, nuovi prelievi sui trattamenti oltre un certo importo. Questo, in sintesi quanto stabilito. 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

Il sistema pensionistico dei giornalisti dipendenti, iscritti all’INPGI, è finanziato attraverso un prelievo contributivo rapportato alla retribuzione erogata.

L’attuale aliquota contributiva destinata al fondo pensioni è pari al 33%, così suddivisa: 21,81 a carico azienda e 9,19 a carico del lavoratore. Sulla quota di retribuzione annua d’importo eccedente una determinata somma - annualmente rivalutata (indice Istat) e pari per il 2018 a 46.184 euro - è prevista un’aliquota maggiorata di un punto a completo carico del dipendente, che versa quindi il 10,19%.


 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alla condizione che l'assicurato sia in possesso di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

La pensione di vecchiaia

Spetta all'età  di 66  anni e 7 mesi per  gli uomini e per le donne, con almeno 15 anni di contribuzione se l'anzianità contributiva maturata al 31 dicmbre1992 era uguale o superiore a 15 anni; con almeno 20 anni di contribuzione in caso contrario. Ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia è riconosciuto utile il periodo di contribuzione nell'assicurazione obbligatoria INPS, o in forme sostitutive, esclusive o esonerative e nella Gestione Previdenziale Separata, costituita in favore dei giornalisti che svolgono attività autonoma di libera professione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa.

Il suddetti requisiti anagrafici, a far tempo dall'1 gennaio 2013, sono stati adeguati alle cosiddette speranze di vita (sulla base dei dati forniti dall’ISTAT), con una periodicità triennale (biennale dal 2019). 

Pensione di vecchiaia giornalisti dipendenti 2017

Dal 2019 l’età prevista per la pensione di vecchiaia sarà adeguata alla variazione della aspettativa di vita. L’applicazione di eventuali successivi adeguamenti sarà valutata dal Consiglio di Amministrazione dell’INPGI.

Deroghe -  Possono accedere alla pensione di vecchiaia anche successivamente al 1° gennaio 2017, tutti coloro i quali:

a) hanno già maturato requisiti previsti dalla disciplina in vigore al 31 dicembre 2016 e cioè:

  • per gli uomini 65 anni d’età (nati entro il 1951) con almeno 20 anni di contribuzione;
  • per le donne - pensione intera - 62 anni (nate entro il 1954) con almeno 20 anni di contribuzione;
  • per le donne - pensione con abbattimenti - 60 anni d’età (nate entro il 1956) con almeno 20 anni di contribuzione. Al calcolo della pensione sarà applicato un abbattimento permanente legato all’anticipo rispetto ai requisiti di età previgenti (dal 2,38% al 10%).

b) i giornalisti rientranti nelle clausole di salvaguardia previste nella tabella sottostante:

Così la pensione dei giornalisti

La pensione anticipata (ex anzianità) 

La pensione di anzianità è il trattamento previdenziale che si può ottenere in anticipo rispetto all’età prevista per la  vecchiaia.  

Sono previste due possibilità di accesso:

  • con almeno 39 anni  di contribuzione e 62 anni di età; 
  • con almeno 40 anni di contribuzione indipendentemente dall'età. 

In seguito agli al meccanismo degli adeguamenti demografici, adottato dalla riforma del 2017, nel biennio 2019-2020 il requisito contributivo salirà a 40 anni e 5 mesi.

Gli iscritti all'INPGI  possono ottenere la pensione di anzianità con i precedenti requisiti (35 anni di  contribuzione e  57 anni di età). In tal caso, l’ammontare della pensione viene ridotto stabilmente di una percentuale, in relazione agli anni di anticipazione rispetto agli anni mancanti alle età sopra indicate. Gli abbattimenti saranno i seguenti: 4,76% per un anno; 9,09% per due anni; 13,04% per tre; 16,67% per quattro; 20% per cinque anni.

Sono considerati utili, ai fini del conseguimento del diritto a pensione  di anzianità,  i periodi di iscrizione  e di contribuzione nell’assicurazione generale obbligatoria INPS. Il conseguimento del diritto alla pensione di anzianità è subordinato alla cessazione del rapporto di lavoro.
 

Anni di anticipo e relativa percentuale di abbattimento

Prepensionamento aziende editoriali in crisi

Un apposito decreto legislativo (n.69/2017), in attuazione della legge di riforma dell’editoria (n. 198/2016), ha definito nuovi criteri per l'accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti dipendenti di aziende editoriali riconosciute in stato di crisi. Il provvedimento stabilisce il requisito di anzianità contributiva Inpgi pari a 25 anni, al posto degli precedenti 18, ed estende anche alla categoria l’applicazione del meccanismo di adeguamento del requisito all’aspettativa di vita, secondo i criteri generali vigenti.

I giornalisti possono maturare il diritto alla pensione anticipata con un anticipo massimo di 5 anni rispetto all’età anagrafica stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia nel regime previdenziale dell’Inpgi.
 

La pensione di invalidità

Il  giornalista ha diritto alla pensione di invalidità a qualsiasi età, quando:

a) sia riconosciuto totalmente e permanentemente inabile ad esercitare l'attività professionale giornalistica;

b) risultino versati in suo favore almeno 15 anni (180 contributi mensili), ovvero non meno di 5 anni (60 contributi mensili)  dei quali almeno uno (12 contributi mensili) nel quinquennio precedente la domanda di pensione;

c) sia intervenuta la cessazione effettiva dell'attività professionale giornalistica, regolata da contratto nazionale di lavoro.

Qualora l'assicurato non risulti  già titolare di altro trattamento pensionistico, ovvero, non abbia ancora conseguito diritto a pensione presso altri Enti previdenziali, la misura di tale  pensione non può essere inferiore  a quella derivante da 20 anni di contribuzione.

Nei casi in cui l'invalidità derivi da causa di servizio si prescinde dal requisito contributivo. L’invalidità si considera dipendente da causa di servizio quando il servizio stesso ne abbia costituito la causa unica, diretta ed immediata.

Al compimento dell'età stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia. 

La pensione ai superstiti

Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno uno versati nel quinquennio precedente la data della morte.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari sono il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: un solo superstite: 75%; due superstiti: 90%; tre o più superstiti: 100%.

Se la vedova possiede reddditi 

Nel caso  in cui  il  coniuge  sia  l'unico  superstite,  la  relativa percentuale si  applica in  misura piena  o ridotta  secondo l'importo della pensione origine (in godimento o maturata dal coniuge deceduto):

Scaglioni importo pensione d'origine


La pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta, in relazione al reddito ai fini Irpef posseduto (esclusa la casa di abitazione), come segue:

Riduzione pensione in base al reddito

 

DECORRENZA DELLE PENSIONI

Decorrenza pensioni giornalisti 2017

 

MISURA DELLA PENSIONE

L'anzianità contributiva
E' data dal totale di tutti i contributi versati da un giornalista nell'arco dell'intera vita lavorativa. Ai fini del calcolo della pensione l'anzianità contributiva va suddivisa in 4 quote:

  • quota A, costituita dagli anni di contribuzione maturati precedentemente al 31.12.1992.
  • quota B, costituita dai contributi versati dal 1.1.1993 al 31.7.1998.
  • quota C, costituita dalle contribuzioni versate a partire dal 1° agosto 1998.
  • quota D, costituita  dalle contribuzioni versate a partire dal 1° gennaio 2006.

La retribuzione pensionabile 

Per la "Quota A" : media annua delle retribuzioni degli ultimi 5 anni precedenti la domanda, ovvero se più favorevoli, dei 10 anni di calendario migliori (di tutta la carriera).

Per la "Quota B": media annua delle retribuzioni relative a tutti gli anni coperti da contribuzione successivi al 31.12.1992 e dagli eventuali ultimi 5 anni precedenti il 31.12.1992. (1)

Per la "Quota C": la retribuzione pensionabile è quella calcolata per la "Quota B"(2)
 

Per la "Quota D": media annua delle retribuzioni relative a tutti gli anni coperti da contribuzione.

L'aliquota di rendimento
L'importo annuo della pensione è calcolato applicando alla retribuzione media pensionabile individuale (rivalutata ISTAT) un'aliquota di rendimento, in modo diverso a seconda che ci si riferisca alla "Quota A", alla "Quota B", oppure alle Quote "C" e "D".

Quota A: 

- 2,66% dell'importo ricompreso entro la media retributiva della categoria dell'anno immediatamente precedente la decorrenza della pensione;

- 2,00% dell'importo eccedente, fino ad terzo della media predetta * ;

- 1,66% dell'ulteriore eccedenza fino a due terzi della stessa media * ;

- 1,33% dell'importo residuo, senza alcun limite.

 

______________________________________

(1) Per coloro i quali hanno più di 15 anni di contributi al 31/12/1992 media annua ultimi 10 anni, se più favorevoli, 10 anni migliori

(2) Per gli iscritti all’Inpgi post 24/04/1998 media tutta la vita lavorativa 

Quote C e D:

- 2,66 % dell'importo ricompreso entro il minimo contrattuale annuo del redattore ordinario vigente nell'anno precedente la decorrenza del trattamento, maggiorato del 20% .

- 2,00% dell'importo eccedente, fino al 33% ;

- 1,66% dell'importo eccedente compreso tra il 33 ed il 66%;

- 1,33% dell'importo eccedente compreso tra il 66 ed il 90%;

- 0,90% dell'importo eccedente il 90%. 

 

Metodo contributivo 

Valido per l'intera pensione degli assicurati posteriormente al 31 dicembre 2016. 

L'importo della pensione nel sistema contributivo è determinato dal prodotto tra il montante individuale dei contributi e il coefficiente di trasformazione relativo all'età di pensionamento. 

Il coefficiente relativo a 57 anni viene preso a riferimento anche per le pensioni maturate in età inferiore. Il montante si ottiene applicando alla retribuzione imponibile annua un'aliquota di computo del 33%. Tale montante si rivaluta su base composta al 31 dicembre di ciascun anno (con esclusione dell'anno in corso), applicando un tasso di capitalizzazione dato dalla variazione media quinquennale del Pil (prodotto interno lordo) nominale, con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare.

Contributo di solidarietà - La riforma prevede, con decorrenza dall'1 gennaio 2017, il prelievo di  un contributo straordinario di partecipazione al riequilibrio finanziario della gestione previdenziale” da applicare, in via temporanea per la durata di 3 anni, a tutti i trattamenti di pensione di importo pari o superiore a 38.000 euro annui lordi, con percentuali crescenti in base a diverse fasce reddituali.

Così il contributo di solidarietà

REGIME DEL CUMULO 

Le pensioni di vecchiaia  sono cumulabili con i redditi di lavoro autonomo e dipendente nella loro interezza.

La pensioni di anzianità, liquidata con meno di 40 anni di contribuzione è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente e  autonomo fino ad un limite massimo, annualmente aggiornato, che per l’anno 2018 è fissato in  misura pari a  22.168,22 euro. La quota di reddito eccedente tale limite non è incumulabile fino a concorrenza del  50% del predetto trattamento pensionistico, al netto della quota cumulabile.

Le pensioni di invalidità sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendenti non giornalistico fino ad un limite massimo, annualmente aggiornato, che per l’anno 2018 è fissato in  misura pari a 22.168,22 euro. La quota di reddito eccedente tale limite non è incumulabile fino a concorrenza del  50% del predetto trattamento pensionistico, al netto della quota cumulabile.

Le pensioni di anzianità  sono equiparate, agli effetti del cumulo, alle pensioni di vecchiaia quando i titolari compiono l’età prevista per le pensioni di vecchiaia. 

                                              Regime cumulo giornalisti 2017

 

LE NOVITÀ 2017-2018

Cumulo Gratuito
Dal primo gennaio 2013 i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, degli iscritti alla Gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive dell'AGO  - comprese, dal 1° gennaio 2017, le Casse libero-professionali - possono cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione.

Ciò a condizione che:

  • non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni;
  • non posseggano i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del cumulo.

La facoltà può essere esercitata per la liquidazione dei seguenti trattamenti pensionistici:

  • di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti;
  • anticipata con i requisiti contributivi  previsti dalla legge in generale (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018, (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti);
  • per inabilità;
  • ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione presso una delle Gestioni assicurative interessate al cumulo.

Il criterio di calcolo dell’assegno ottenuto con il cumulo non segue la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma viene applicato il criterio pro-rata, con le regole in vigore in ciascuna gestione.

A differenza di quanto avviene per la totalizzazione (decorrenza differita a 18 mesi per la pensione di vecchiaia e 21 mesi per la pensione di anzianità), la pensione (vecchiaia/anzianità) ottenuta grazie all'istituto del cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

La decorrenza della pensione di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa e pertanto i trattamenti liquidati in base alle disposizioni sul cumulo devono avere decorrenza successiva all'1 febbraio 2013 (successiva al 1° febbraio 2017, in caso di contribuzione versata presso una Cassa professionale).