Lavoratori dello spettacolo

La previdenza a favore dei lavoratori dello spettacolo è gestita dall’ex ENPALS, confluito nell’INPS dal 1° gennaio 2012. Si tratta di un fondo sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria INPS

Ai  fini del calcolo della contribuzione e delle prestazioni, i lavoratori dello spettacolo sono inseriti in tre gruppi, indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro, a seconda che:

a)  prestino a tempo determinato, attività artistica o tecnica, direttamente  connessa  con la produzione e la realizzazione di spettacoli;

b)  prestino a tempo  determinato  attività al  di  fuori delle ipotesi di cui alla lettera a);

c)  prestino attività a tempo indeterminato (si tratta per lo più degli impiegati delle emittenti televisive, Rai, Mediaset, ecc.).

Elenco delle categorie iscritte all’ENPALS

Gruppo A): lavoratori a tempo  determinato che prestano attività artistica o tecnica direttamente connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli:

  •  
  • artisti lirici;
  •  
  • attori di prosa, operetta, rivista, varietà e attrazioni, cantanti di musica leggera, presentatori, disc-jockey;
  •  
  • animatori in strutture ricettive connesse all’attività turistica;
  •  
  • attori e generici cinematografici, attori di doppiaggio cinematografico;
  •  
  • registi e sceneggiatori teatrali e cinematografici, aiuto registi, dialoghisti ed adattatori cinetelevisivi;
  •  
  • direttori di scena e di doppiaggio;
  •  
  • direttori d’orchestra e sostituti;
  •  
  • concertisti e professori d’orchestra, orchestrali;
  •  
  • tersicorei, coristi, ballerini, figuranti, indossatori;
  •  
  • tecnici del montaggio, del suono;
  •  
  • operatori di ripresa cinematografica e televisiva, aiuto operatori;
  •  
  • scenografi;
  •  
  • attrezzisti.
  •  
  • lavoratori autonomi esercenti attività musicali.
  •  

Gruppo B): lavoratori a tempo determinato che prestano attività al di fuori delle ipotesi di cui al gruppo A):

  •  
  • bandisti; organizzatori   generali,   direttori, ispettori, segretari   di produzione cinematografica, cassieri, segretari di edizione;
  •  
  • amministratori di formazioni artistiche; tecnici addetti alle manifestazioni di moda, tecnici dello sviluppo e stampa;
  •  
  • maestranze cinematografiche, teatrali e radio televisive; macchinisti, pontaroli;
  •  
  • elettricisti;
  •  
  • falegnami e tappezzieri;
  •  
  • sarti;
  •  
  • truccatori e parrucchieri;
  •  
  • arredatori, architetti;
  •  
  • figurinisti teatrali e cinematografici;
  •  
  • pittori, stuccatori e formatori;
  •  
  • artieri ippici;
  •  
  • operatori di cabine, di sale cinematografiche; impiegati amministrativi e tecnici dipendenti dagli enti od    imprese esercenti   pubblici  spettacoli,   dalle imprese   radiofoniche   e televisive,  dalle imprese  della  produzione  cinematografica,  del doppiaggio e dello sviluppo e stampa, maschere, custodi e personale di pulizia dipendenti dagli enti ed imprese soprannominati;
  •  
  • impiegati ed operai dipendenti dalle case da gioco, dagli ippodromi, dalle scuderie  dei cavalli da corsa  e dai cinodromi, prestatori d’opera  addetti ai totalizzatori, o alla ricezione delle scommesse, presso gli ippodromi e cinodromi, nonché  presso le sale da corsa e le agenzie ippiche;
  •  
  • addetti agli impianti sportivi;
  •  
  • dipendenti dalle imprese di spettacoli viaggianti;
  •  
  • lavoratori  dipendenti dalle  imprese  esercenti il noleggio e la distribuzione dei films.
  •  

Gruppo C): tutti i lavoratori dello spettacolo, iscrivibili all’ENPALS secondo le norme vigenti, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (si tratta degli impiegati amministrativi delle TV, ecc.).

 

 

I CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

Il fondo pensioni ENPALS è finanziato attraverso un prelievo contributivo rapportato alla retribuzione corrisposta al lavoratore.

La retribuzione imponibile ai fini del versamento della contribuzione previdenziale è costituita da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.Contrariamente a quanto avviene per l’Inps, la retribuzione utilizzata per il versamento dei contributi ENPALS, non corrisponde alla retribuzione presa a base per il calcolo della pensione.  Quest’ultima infatti viene presa in considerazione entro un limite massimo, rivalutato annualmente sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT.


La contribuzione pensionistica per i lavoratori dello spettacolo

 

 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Valutazione della contribuzione
L’anzianità contributiva ENPALS è espressa in giorni, considerando l’anno lavorativo convenzionale di 312 giorni, cui corrispondono 12 mesi di 26 giorni ciascuno.

Fino al 31 dicembre 1992,  l’annualità di contribuzione veniva soddisfatta con un numero di contributi giornalieri pari a:

  •  
  • 60, per i lavoratori appartenenti ai gruppi A;
  •  
  • 180, per gli appartenenti  gruppo B.
  •  

Dal 1° gennaio 1993, ai fini del diritto alla pensione, con la sola eccezione della pensione dovuta ai superstiti, il requisito dell’annualità di contribuzione è stato elevato:

  •  
  • a 120 contributi giornalieri, per le categorie appartenenti ai gruppo A;
  •  
  • a 260 contributi giornalieri, per le categorie appartenenti al gruppo B.
  •  
  • a 312 contributi giornalieri, per le categorie appartenenti al  gruppo C.
  •  

Il nuovo criterio di parametrazione dell’annualità contributiva si applica ai soli periodi di attività lavorativa successivi al 31 dicembre 1992.

In altre parole, ai fini della individuazione delle annualità contributive - per tutti i soggetti che vantano contribuzione versata entro il 31 dicembre 1992 - occorre utilizzare i due diversi criteri di parametrazione, a seconda che si tratti di contributi riferiti a periodi ante o post 1° gennaio 1993.

Riepilogando, il requisito dell’annualità di contribuzione utile per la pensione si considera ora soddisfatto in presenza di:

  •  
  • 180 contributi giornalieri per i lavoratori appartenenti al gruppo A. Per questi lavoratori, ai fini del diritto a pensione, qualora possono far valere annualmente almeno 60 contributi giornalieri, viene accreditato d’ufficio, negli anni in cui la retribuzione globale percepita non superi quattro volte l’importo del trattamento minimo INPS, un numero massimo di 60 contributi giornalieri, fino a concorrenza di 180 contributi giornalieri annui complessivi. In  ogni caso tale accreditamento è consentito per un numero di anni non superiore a 10;
  •  
  • 260 contributi giornalieri per i lavoratori dal gruppo B;
  •  
  • 312 contributi giornalieri per gli  appartenenti al gruppo C.
  •  

Nel caso di passaggio fra i diversi gruppi, per la determinazione del numero complessivo di giornate accreditate, utili per l’acquisizione del  diritto alla pensione, quelle relative al gruppo di provenienza sono riproporzionate in base al rapporto esistente tra i rispettivi requisiti di annualità

Totalizzazione contributi INPS-ENPALS

I contributi versati nell’assicurazione generale INPS  (obbligatori, figurativi, volontari e da riscatto) si totalizzano sia ai fini del diritto che della determinazione della misura della pensione ENPALS, e viceversa.

I contributi settimanali INPS trasferiti e utilizzati all’ENPALS si trasformano in giornalieri moltiplicandoli per 6. I contributi giornalieri ENPALS trasferiti e utilizzati presso l’INPS si trasformano in settimane dividendoli per 6.

 

La pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia viene riconosciuta qualora ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni: compimento dell'età pensionabile; raggiungimento di determinati requisiti contributivi; cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Età

Spetta all'età  di 66  anni e 7 mesi per  gli uomini e per le donne (il limite di età femminile è stato infatti parificato a quello maschile a partire dal 2018).

Il suddetti requisiti anagrafici, a far tempo dal 1° gennaio 2013, sono adeguati alle cosiddette speranze di vita (sulla base dei dati forniti dall’ISTAT), con una periodicità triennale (biennale dal 2019).

I suddetti limiti di età sono tuttavia ridotti per alcune specifiche categorie (si veda la seguente tabella).

Minimo di contributi
Il diritto alla pensione di vecchiaia è riconosciuto quando il lavoratore possa far valere almeno 20 anni di contribuzione.

I ballerini e tersicorei  conseguono il diritto alla pensione quando siano trascorsi almeno 20 anni dalla data iniziale dell’assicurazione al fondo e risultino versati un numero di contributi giornalieri effettivi in costanza di lavoro, esclusivamente con la qualifica di tersicoreo o ballerino, pari a 2.400 giornate.

 

La pensione di vecchaia contributiva

Per i lavoratori che hanno iniziato l'attività dal 1° gennaio 1996 (privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995), la pensione di vecchiaia, dal 1° gennaio 2012, richiede gli stessi requisiti di quelli previsti per i soggetti che risultano già assicurati alla data del 31.12.1995 (vedi sopra).

E’ inoltre possibile ottenere la pensione di vecchiaia all’età di 70 anni e 7 mesi (2016-2018) sia le donne che gli uomini, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva (non valgono i contributi figurativi).

E' richiesta la cessazione del lavoro dipendente.

Condizione. Affinché venga riconosciuta la pensione, l’importo del trattamento non deve risultare inferiore  a 1,5 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (limite pari a 679 euro mensili del 2018). Si prescinde da quest’ultima condizione (1,5 volte l’assegno sociale), nel senso che la pensione viene comunque messa in pagamento, all’età di 70 anni (e oltre), in presenza di un minimo di 5 anni di contribuzione effettiva.

 

 

La pensione di anzianità

La pensione di anzianità è il trattamento previdenziale che si può ottenere in anticipo rispetto all’età prevista per la vecchiaia.

Dal 1° gennaio 2012 per la pensione anticipata è richiesta un’anzianità contributiva pari a 42 anni ed un mese per gli uomini e 41 anni ed 1 mese per le donne. Tali requisiti sono aumentati di un ulteriore mese per l’anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall’anno 2014, e sono parametrati periodicamente agli andamenti demografici.

Nella tabella che segue sono riepilogati i limiti di età già comprensivi degli adeguamenti alla cosiddetta speranza di vita, sino a tutto il 2020.

Requisiti di anzianità per pensione lavoratori spettacolo

Qualora la pensione viene richiesta prima del compimento dei 62 ani di età, l’importo della stessa subisce, sulla quota liquidata con il criterio retributivo, una riduzione del 1% per ogni anno di anticipo, riduzione che sale al 2%, per ogni anno successivo ai primi due. A far tempo dal 1° gennaio 2015, la riduzione non si applica nei confronti di coloro che raggiungono i requisiti entro il 2017.

 

Pensione anticipata contributiva

Dal 1° gennaio 2012 i requisiti sono gli stessi di quelli previsti per i soggetti che risultano già assicurati alla data del 31.12.1995 (vedi sopra).

E’ inoltre possibile ottenere la pensione anticipata all’età di 63 anni e 3 mesi (2013-2015), sia le donne che gli uomini, con almeno 20 anni di contribuzione effettiva non sono considerati utili i contributi figurativi).

Condizione. Affinché venga riconosciuta la pensione, l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 2,8 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (limite pari a 1.268 euro mensili del 2018).

 

Trattamenti di invalidità

Sono previsti due distinte prestazioni: l'assegno di invalidità e la pensione di inabilità.

Assegno di invalidità
Si considera invalido l'assicurato la cui capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle sue attitudini sia ridotta a meno di 1/3, in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale.

L'assegno ha carattere temporaneo: viene infatti accordato solo per un triennio, suscettibile di riconferma sempre che il soggetto risulti ancora invalido. Alla scadenza del triennio, per ottenerne la conferma il titolare di assegno è tenuto a presentare apposita domanda. Dopo tre riconoscimenti consecutivi l'assegno è confermato automaticamente e cioè indipendentemente dalla domanda dell'interessato. Al compimento dell'età pensionabile per la vecchiaia, sempre che ricorrano i relativi requisiti di contribuzione, l'assegno di invalidità si trasforma d'ufficio in pensione di vecchiaia.

L'assegno d'invalidità è ridotto proporzionalmente all'entità dei redditi, conseguiti per attività lavorativa. In altri termini, all'invalido che continua a svolgere attività lavorativa e realizza una somma superiore a 4 volte il trattamento minimo Inps, l'assegno viene ridotto del 25%. Se il reddito supera invece 5 volte l'ammontare annuo del minimo, la riduzione sale al 50%.

Trattamento invalidi e cumulo pensione

Il minimo Inps per il 2018 è pari a 6.596,46 euro annui.

Pensione di invalidità specifica
La particolare prestazione è riservata ad alcune categorie di lavoratori dello spettacolo, di età non inferiore ai 30 anni, i quali abbiano perduto la capacità di lavoro specifica nell’esercizio dell’attività professionale.

La differenza tra l’assegno d’invalidità generica e pensione d’invalidità specifica sta appunto nella diversa valutazione delle condizioni del lavoratore. Nel primo caso (invalidità generica) è richiesto uno stato invalidante che riduca per oltre i 2/3 la capacità lavorativa generica.  Nel secondo caso (invalidità specifica) lo stato invalidante può essere riconosciuto anche quando la capacità lavorativa generica risulti ridotta in misura inferiore al 67%, ma comunque in misura tale che non consenta la prosecuzione dell’attività specifica.

Un esempio. La lacerazione dei legamenti muscolari di una gamba non costituisce di per sé stato invalidante tale da ridurre oltre i 2/3 la capacità di un “normale” lavoratore (anche del settore dello spettacolo), ma è più che sufficiente per il riconoscimento dell’invalidità “specifica” nei confronti di una ballerina.

La particolare prestazione è riferita alle seguenti categorie:

  •  
  • attori di prosa, operetta, rivista, varietà ed attrazioni, presentatori e disc-jockey;
  •  
  • attori generici cinematografici, attori di doppiaggio cinematografico;
  •  
  • direttori d’orchestra e sostituti;
  •  
  • figuranti e indossatori;
  •  
  • artisti lirici, professori  d’orchestra, orchestrali, coristi, concertisti, cantanti di musica leggera;
  •  
  • tersicorei e ballerini.
  •  

La pensione di invalidità specifica è riconosciuta a condizione che il richiedente:

a) abbia raggiunto il 30° di età;

b) abbia perduto la capacità di lavoro specifica nell’esercizio dell’attività professionale abituale o prevalente per infermità, difetto fisico o mentale, in modo totale e permanente;

c) possa far valere almeno 5 anni di anzianità di iscrizione all’ENPALS;

d) possa far valere almeno 600 contributi giornalieri, dei quali almeno 120 nel triennio precedente la data di presentazione della domanda di pensione;

e) e che i contributi minimi (di cui alla precedente lettera d)) risultino versati per lavoro svolto nella sola attività professionale abituale e prevalente per la quale è richiesto il riconoscimento dell’invalidità specifica.

Pensione d'inabilità
Si considera inabile, ai fini del conseguimento del diritto a pensione, l'assicurato che a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

La pensione di inabilità è costituita dal trattamento effettivamente maturato sulla base della contribuzione versata, maggiorato di una quota pari a quella che l'inabile avrebbe maturato se avesse continuato a lavorare sino all’età di 60 anni (uomini e donne). L'anzianità contributiva da considerare non può comunque superare i 40 anni.

Requisito contributivo
Ai fini del perfezionamento del diritto all'assegno di invalidità e alla pensione di inabilità è richiesto il possesso dei seguenti requisiti di contribuzione: almeno 5 anni di contribuzione (260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la presentazione della domanda.

 

La pensione ai superstiti

Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della morte.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari possono classificarsi in tre gruppi: il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto), i genitori, i fratelli e le sorelle (in mancanza di coniuge e figli).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell'intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo: 60%; coniuge e un figlio: 80%; coniuge e due o più figli: 100%. Qualora abbiano diritto a pensione soltanto i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote sono le seguenti: un figlio: 70%; due figli: 80%; tre o più figli:100%; un genitore: 15 %; due genitori: 30%; un fratello o sorella: 15%. La pensione ai superstiti non può, in alcun caso, risultare superiore all'intero ammontare della rendita della quale risultava titolare, o che sarebbe spettata al lavoratore deceduto.

Se la vedova possiede redditi
La pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta: del 75 %, in presenza di redditi imponibili Irpef d'importo annuo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps; del 60 %, in presenza di redditi (escluso quello della casa di abitazione) d'importo annuo superiore a 4 volte il trattamento minimo; del 50 %, in presenza di redditi imponibili Irpef d'importo annuo superiore a 5 volte il trattamento minimo Inps.

Il minimo Inps per il 2018 è pari a 6.596,46 euro annui.

 

Decorrenza delle pensioni

La pensione di vecchiaia e quella di anzianità decorrono dal mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti richiesti per il diritto. L’assegno di invalidità e la pensione di inabilità decorrono dal mese successivo a quella della relativa domanda. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

La decorrenza delle pensioni

 

Misura della pensione

Il sistema di calcolo della pensione si differenzia a seconda dell'anzianità contributiva maturata alla data del 31 dicembre 1995:

  •  
  • per chi può contare su almeno 18 anni di contributi (compresi i contributi, figurativi, da riscatto e ricongiunzione), si applica il cosiddetto criterio e cioè “retributivo”, per l’anzianità maturata sino al 31 dicembre 2011, e “contributivo” per i periodi di attività successivi al 1° gennaio 2012;
  •  
  • per chi ha meno di 18 anni di contributi, il criterio utilizzato è misto, e cioè “retributivo”, per l’anzianità maturata sino al 31 dicembre 1995, e “contributivo” per i periodi di attività successivi al 1° gennaio 1996;
  •  
  • per i nuovi assunti, dopo il 1° gennaio 1996, (privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995) si applica invece il solo criterio contributivo, strettamente collegato al valore della contribuzione versata nell’arco dell’intera vita lavorativa.
  •  

Lavoratori spettacolo: i criteri di calcolo della pensione

 

Calcolo retributivo

La misura della pensione nel sistema retributivo è data dalla somma di due distinte quote (A + B). La prima (A) corrispondente all’importo  relativo all’anzianità contributiva maturata sino a tutto il 31 dicembre 1992; la seconda (B) corrispondente all’anzianità contributiva acquisita dal 1°gennaio 1993 in poi.

Per il calcolo della quota A la retribuzione giornaliera pensionabile viene ricavata dalla media delle migliori 540 retribuzioni giornaliere, fra tutte quelle versate ed accreditate nell’arco dell’intera vita lavorativa. Le retribuzioni, per il periodo intercorrente tra il 1° gennaio 1957 ed il 1° gennaio del quinto anno anteriore a quello di decorrenza della pensione,sono rivalutate sulla base della variazione media annua dell’indice ISTAT del costo della vita.

Per il calcolo della quota B, la retribuzione giornaliera   ricavata dalla media di un determinato numero di migliori retribuzioni ovvero di ultime retribuzioni a seconda che il lavoratore appartenga al raggruppamento A, B o C. Le retribuzioni sono rivalutate secondo lo stesso criterio utilizzato per la quota A.
   
                                       

L’ammontare del trattamento è  pari al 2% della retribuzione pensionabile per ogni anno di contribuzione: con 25 anni si ha diritto, quindi, al 50%, con 35 anni al 70% e così via, fino all’80% con 40 anni, massima anzianità presa in considerazione.

Sulla quota di retribuzione annua eccedente il cosiddetto “tetto pensionabile” (46.123 euro per il 2017), rivalutato annualmente sulla base degli indici Istat (costo vita),  l’aliquota si riduce come segue:

  •  
    • all’1,5% per la fascia eccedente il 33%;
    •  
    • all’1,25% per la fascia compresa tra il, 33 ed il 66%;
    •  
    • all’1%, infine, per l’ulteriore fascia di retribuzione annua pensionabile eccedente il 66%.
    •  

L’aliquota di rendimento da applicare alla retribuzione pensionabile utilizzata per la quota “B”, è invece determinata come segue:

  •  
    • 1,6%, per ogni anno di contribuzione, della fascia eccedente il 33% del “tetto”;
    •  
    • 1,35%, per ogni anno di contribuzione, della fascia compresa tra il 33 e il 66% eccedente il “tetto”;
    •  
    • 1,10%, per ogni anno di contribuzione, della fascia compresa tra il 66 e il 90% eccedente il “tetto”;
    •  
    • 0,90%, per ogni anno di contribuzione, della fascia eccedente il 90% del “tetto”.
    •  

Aliquote rendimento lavoratori dello spettacolo

L'integrazione al minimo

Quando l’importo della pensione, calcolato con il criterio retributivo sulla base della contribuzione effettivamente versata risulta inferiore a una certa cifra (il minimo stabilito dalla legge) si procede alla cosiddetta integrazione, che rappresenta quindi la differenza, a carico dello Stato, tra la quota effettivamente maturata e la soglia stabilita.

Le condizioni richieste affinché scatti l’integrazione sono due: chi richiede la pensione non deve avere altri redditi Irpef (con esclusione della casa di abitazione) di importo superiore a 2 volte il minimo; il reddito complessivo della coppia (pensionato e relativo coniuge) non deve superare l’importo annuo di 4 volte il minimo.  

Calcolo contributivo

Il sistema contributivo funziona ad accumulo. Il lavoratore provvede, con il concorso dell’azienda, ad accantonare annualmente il 33% del proprio stipendio. Il capitale versato produce una sorta di interesse composto, a un tasso legato alla dinamica quinquennale del Pil (il prodotto interno lordo) e all’inflazione.

Alla data del pensionamento al montante contributivo, ossia la somma rivalutata dei versamenti effettuati, si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumentare dell’età. Il coefficiente, ad esempio, è pari al 4,589%, per chi chiede la rendita a 60 anni, sale al 5,326% per chi resiste fino a 65 anni e al 6,378% se si decide di arrivare fino a 70 anni.

I coefficienti di trasformazione sono rivisti ogni tre anni (ogni due anni dal 2019), sulla base della evoluzione degli andamenti demografici.

Per le pensioni liquidate sulla base del criterio contributivo, le disposizioni sull’integrazione al minimo non trovano applicazione.

I coefficienti di trasformazione del montante contributivo


Per le pensioni liquidate a soggetti di età inferiore a 57 anni (pensione di inabilità e pensione ai superstiti) si applica il coefficiente di trasformazione previsto per coloro che hanno compiuto i 57 anni.

Regime del cumulo

Il cumulo pensione-reddito da lavoro è ormai un problema che riguarda esclusivamente i beneficiari della pensione di invalidità. I titolari della vecchiaia, infatti, da tempo possono svolgere sia attività di lavoro dipendente che da autonomo, senza subire alcuna riduzione della pensione.


Lo stesso vale per quelli di anzianità a partire dal 2009.

La mappa del cumulo per i lavoratori dello spettacolo

 

 

LE NOVITÀ 2017 - 2018

A decorrere dal 1° maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2019, è istituito l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica (in sigla APE). Si tratta di un prestito corrisposto a quote mensili per 12 mensilità, fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. Trattandosi di un “prestito” e non di una prestazione previdenziale, le somme erogate non concorrono a formare il reddito ai fini dell'Irpef.

Requisiti - L'anticipo pensionistico può essere richiesto da tutti i lavoratori che, al momento della domanda, hanno un'età anagrafica minima di 63 anni e che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché siano in possesso del requisito contributivo minimo di 20. Inoltre,  la pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, deve essere pari o superiore (al momento dell'accesso alla prestazione), a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 710 euro nel 2018).

La durata minima dell'APE è di 6 mesi. L'importo minimo della quota di APE ottenibile è pari a € 150 mensili, mentre quello massimo non può superare i seguenti importi:

Importo e durata APE

L’Ape sociale - Ai lavoratori che al compimento del requisito anagrafico dei 63 anni aderiscono all’APE, è riconosciuta un'indennità (la cosiddetta APE sociale), per una durata pari al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell'età richiesta per la pensione di vecchiaia. L’indennità, è pari all'importo della rata mensile della pensione calcolata al momento non soggetta a rivalutazione dell'accesso alla prestazione, e non può superare l'importo massimo mensile di 1.500 euro. La speciale indennità (che a differenza dell’APE volontaria non deve essere restituita) spetta a condizione che l’interessato:

a) si trovi in stato di disoccupazione involontaria, che abbia concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi e risulti in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;

b) assista, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, o parente o affine di 2° grado convivente se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità hanno compiuto 70 anni o sono anch'essi affetti da patologie invalidanti o sono deceduti o mancanti, e sia in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;

c) presenti una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, almeno pari al 74% e sia in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;

d) sia lavoratore dipendente, al momento della decorrenza dell'indennità, all'interno delle professioni indicate nella tabella che segue, che svolga da almeno 6 anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sia in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 36 anni.          

      

A. Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici

B. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

C. Conciatori di pelli e di pellicce

D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

E. Conduttori di mezzi pesanti e camion

F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

G. Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

H. Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido

I. Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati

L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia

M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Dal 2018 anche:

N. Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca

O. Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative

P. Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature

Q. Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

L'indennità è compatibile con la percezione dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui.

Iter procedurale - Per accedere all’anticipo pensionistico, il soggetto richiedente deve prestare all’Inps la domanda di certificazione del diritto all'APE. L'Inps, verificato il possesso dei requisiti, certifica il diritto e comunica all’interessato l'importo minimo e l'importo massimo ottenibile. Il soggetto in possesso della certificazione,  deve presentare domanda di APE e contemporaneamente  domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. Nella domanda il soggetto richiedente deve indicare il finanziatore (la banca) cui richiedere l'APE, nonché l'impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Le informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di legge sono fornite, al soggetto richiedente dall'INPS, per conto del finanziatore e dell'impresa assicurativa.

La domanda di APE e di pensione non sono revocabili, salvo in caso di esercizio del diritto di recesso previsto dal T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia. In deroga al “codice del consumo”, il termine per recedere dal contratto di assicurazione è di 14 giorni.

 

Cumulo Gratuito

Dal 1o gennaio 2013 i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, degli iscritti alla Gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive dell'AGO  - comprese, dal 1° gennaio 2017, le Casse libero-professionali - possono cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione.

Ciò a condizione che:

  •  
  • non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni;
  •  
  • non posseggano i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del cumulo.
  •  

La facoltà può essere esercitata per la liquidazione dei seguenti trattamenti pensionistici:

  •  
  • di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti;
  •  
  • anticipata con i requisiti contributivi  previsti dalla legge vigente (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018, (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti);
  •  
  • per inabilità;
  •  
  • ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione presso una delle Gestioni assicurative interessate al cumulo.
  •  

Il criterio di calcolo dell’assegno ottenuto con il cumulo non segue la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma viene applicato il criterio pro-rata, con le regole in vigore in ciascuna gestione.

A differenza di quanto avviene per la totalizzazione (decorrenza differita a 18 mesi per la pensione di vecchiaia e 21 mesi per la pensione di anzianità), la pensione (vecchiaia/anzianità) ottenuta grazie all'istituto del cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

La decorrenza della pensione di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.
La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa e pertanto i trattamenti liquidati in base alle disposizioni sul cumulo devono avere decorrenza successiva al 1o febbraio 2013 (successiva al 1° febbraio 2017, in caso di contribuzione versata presso una Cassa professionale).

 

La quattordicesima mensilità

A partire dall’anno 2007, a favore dei pensionati con età non inferiore a 64 anni, viene riconosciuta una somma aggiuntiva, determinata in funzione dell’anzianità contributiva maturata. La somma, una sorta di 14^ mensilità, è corrisposta insieme alla mensilità di luglio e spetta a condizione che il soggetto non possieda un reddito complessivo individuale superiore a 1,5 volte il trattamento minimo Inps (9.787 euro).

A tal fine si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, ad eccezione sia dei redditi derivanti dagli assegni familiari e dall’indennità di accompagnamento, sia del reddito della casa di abitazione, dei trattamenti di fine rapporto e delle competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito l’elevazione del limite di reddito utile da 1,5 volte a 2 volte il trattamento minimo (da 9.895 a 13.697 euro).