Sportivi professionisti

Gli sportivi sono iscritti all’ex gestione Enpals, ente soppresso nel 2011 e confluito nell’Inps, con la denominazione di Fondo Pensione Sportivi Professionisti (FPSP)

 

I CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione) 

La tutela previdenziale per gli sportivi è stata riconosciuta per la prima volta con la legge 366/1973, modificata dalla legge n. 91/1981.

Sono oggi considerati lavoratori sportivi “..gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici che esercitano l'attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell'ambito delle discipline regolamentate dal C.O.N.I e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l'osservanza delle direttive stabilite dal C.O.N.I. per la distinzione dell'attività dilettantistica da quella professionistica”.

Le particolarità
Il FPSP presenta alcune particolarità rispetto alle regole previste per il fondo pensioni lavoratori dipendenti in quanto:

  • i soggetti iscritti al fondo, se in possesso di anzianità contributiva prima del 1995, possono ancora oggi andare in pensione con età più basse rispetto a quelle previste per la generalità dei lavoratori di quelle coorti. In alcune condizioni è possibile richiedere il versamento di contributi di ufficio (accredito automatico di contributi per un certo numero di giornate), utili ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione (vedi sotto contributi d’ufficio);
  • se un soggetto iscritto al fondo FPSP ha versato contributi anche nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti, può cumulare gratuitamente e automaticamente le contribuzioni accreditate presso i due fondi al fine di ottenere la liquidazione di un’unica pensione (la contribuzione accreditata presso il FPLD è utile solamente ai fini della determinazione della misura della prestazione);
  • l’annualità contributiva è espressa non in anni ma in giorni.

Attenzione! Il fondo pensioni degli sportivi professionisti è finanziato attraverso un prelievo contributivo rapportato alla retribuzione corrisposta. La retribuzione imponibile ai fini del versamento della contribuzione previdenziale è costituita da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Contrariamente a quanto avviene per l’Inps, la retribuzione utilizzata per il versamento dei contributi ex ENPALS, non corrisponde alla retribuzione presa a base per il calcolo della pensione.  Quest’ultima infatti viene presa in considerazione entro un limite massimo, rivalutato annualmente sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’Istat.

L'aliquota aggiuntiva (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l'anno 2018, l'importo di 149,45 euro e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna delle predette fasce di retribuzione giornaliera. Sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente il relativo massimale di fascia, si applica un contributo di solidarietà (nella misura del 5%, di cui 2,50% a carico del datore di lavoro e 2,50% a carico del lavoratore).

Il contributo di solidarietà - Nella misura dell'1,2% - di cui 0,60% a carico del datore di lavoro e 0,60% a carico del lavoratore) - è dovuto sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente l’importo di 325,00 euro e fino all’importo giornaliero di 2.370,00 euro.

Contribuzione pensionistica sportivi 2018

 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI 

Pensione di vecchiaia anticipata

1) Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

La pensione si ottiene in presenza dei seguenti requisiti:

  • 54 anni e 1 mese di età (uomini) e 51 e 7 mesi (donne);
  • 20 anni di assicurazione dal primo contributo versato al Fondo.

Il suddetti requisiti anagrafici, a far tempo dal 1° gennaio 2013, sono  adeguati alle cosiddette speranze di vita (sulla base dei dati forniti dall’ISTAT), con una periodicità triennale (biennale dal 2019). ). I valori dal 2018 in poi riportati nella tabella sono aggiornati con l’adeguamento demografico. 

L’ annualità minima di contribuzione richiesta è pari a 260 contributi giornalieri. Ai fini del raggiungimento dei  5.200 contributi giornalieri (260 per 20 anni) versati o accreditati con la qualifica di sportivo professionista, concorrono anche i periodi di contribuzione figurativa (maternità,  servizio militare, ecc.) e  i versamenti volontari effettuati  al Fondo. E’ richiesta la cessazione dell’attività lavorativa dipendente, anche nel caso in cui sia svolta all’estero.

2) Soggetti privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996

Dal 1° gennaio 2012, i soggetti per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia in presenza di una delle seguenti condizioni:

  • 63 anni e 7 mesi di età anagrafica sia per gli uomini che per le donne (requisiti anagrafici soggetti all’adeguamento demografico);
  • 20 anni di assicurazione e di contribuzione;
  • importo di pensione non inferiore a 2,8  l’ammontare dell’assegno sociale (1.268,40 euro nel 2018); 
  • cessazione dell’attività lavorativa dipendente, anche se svolta all’estero.

Oppure con:

  • 70 anni e 7 mesi di età anagrafica sia per gli uomini che per le donne (requisito soggetto all’adeguamento demografico);
  • 5 anni di assicurazione e di contribuzione.

Agli sportivi professionisti iscritti dopo il 31 dicembre 1995, per il conseguimento dell’età pensionabile è consentito aggiungere alla propria età anagrafica,  un anno ogni 4 di lavoro effettivamente svolto nella specifica qualifica, sino ad un massimo di 5 anni.

Nel sistema di calcolo interamente contributivo le categorie di lavoratori appartenenti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti, armonizzate al regime dell’assicurazione generale obbligatoria, mantengono le specificità dei requisiti previsti nel sistema misto in ordine a:

  • 20 anni di assicurazione dal 1° contributo versato al Fondo;
  • annualità di contribuzione minima di 260 contributi giornalieri;
  • 5.200 contributi giornalieri per attività svolta esclusivamente nella qualifica di sportivo professionista. 

 

TRATTAMENTI DI INVALIDITA'

Valgono le regole previste per la generalità dei lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’INPS, con una particolarità della pensione cosiddetta “di privilegio”.

Pensione di privilegio
Per queste due prestazioni previdenziali, riconosciute in favore delle categorie di lavoratori iscritti al FPLS dal nr. 1 al nr. 14 di cui all’art. 3 del D.L.C.P.S. n. 708/1947,

Valgono le stesse regole previste per l’assegno ordinario di invalidità e per la pensione di inabilità salvo che lo stato di invalidità, ovvero, quello di inabilità debbano essere imputabili a “causa di servizio”.

I requisiti sanitari richiesti per ottenere le prestazioni sono: riconoscimento dello stato d'invalidità o di inabilità, comunque dipendente da causa di servizio, che renda il richiedente inabile al servizio stesso. Il requisito contributivo è almeno un contributo giornaliero versato.

Pensione ai superstiti
Valgono le regole previste per la generalità dei lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’INPS.

 

MISURA DELLA PENSIONE

Il sistema di calcolo della pensione si differenzia a seconda dell’anzianità contributiva maturata alla data del 31 dicembre 1995:

  • per chi ha almeno 18 anni di contributi (compresi i contributi, figurativi, da riscatto e ricongiunzione), il criterio utilizzato è misto, e cioè “retributivo”, per l’anzianità maturata sino al 31 dicembre 2011, e “contributivo” per i periodi di attività successivi al 1° gennaio 2012; 
  • per chi ha meno di 18 anni di contributi, il criterio utilizzato è misto, e cioè “retributivo”, per l’anzianità maturata sino al 31 dicembre 1995, e “contributivo” per i periodi di attività successivi al 1° gennaio 1996;
  • per  coloro che si sono iscritti, dal 1° gennaio 1996 (privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995) , si applica invece il solo criterio contributivo, strettamente collegato al valore della contribuzione versata nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Lavoratori spettacolo: i criteri di calcolo della pensione

 

Calcolo retributivo

La misura della pensione nel sistema retributivo è data dalla somma di due distinte quote (A + B). La prima (A) corrispondente all’importo  relativo all’anzianità contributiva maturata sino a tutto il 31 dicembre 1992; la seconda (B) corrispondente all’anzianità contributiva acquisita dal 1° gennaio 1993 in poi.

Per il calcolo della quota A la retribuzione giornaliera pensionabile viene ricavata dalla media delle migliori 540 retribuzioni giornaliere, fra tutte quelle versate ed accreditate nell’arco dell’intera vita lavorativa. Le retribuzioni che precedono il quinto anno anteriore a quello di decorrenza della pensione, sono rivalutate sulla base della variazione media annua dell’indice ISTAT del costo della vita.

Per il calcolo della quota B, la retribuzione giornaliera pensionabile è costituita dalla media delle ultime 3.120 retribuzioni giornaliere (rivalutate ISTAT) assoggettate a contribuzione.

L’ammontare del trattamento è  pari al 2% della retribuzione pensionabile per ogni anno di contribuzione: con 25 anni si ha diritto, quindi, al 50%, con 35 anni al 70% e così via, fino all’80% con 40 anni, massima anzianità presa in considerazione.

Sulla quota di retribuzione annua eccedente il cosiddetto “tetto pensionabile” (46.630 euro per il 2018), rivalutato annualmente sulla base degli indici ISTAT (costo vita),  l’aliquota si riduce come segue: 

  • all’1,5% per la fascia eccedente il 33%;
  • all’1,25% per la fascia compresa tra il, 33 ed il 66%;
  • all’1%, infine, per l’ulteriore fascia di retribuzione annua pensionabile eccedente il 66%.

L’aliquota di rendimento da applicare alla retribuzione pensionabile utilizzata per la quota “B”, è invece determinata come segue:

  • 1,6%, per ogni anno di contribuzione, della fascia eccedente il 33% del “tetto”;
  • 1,35%, per ogni anno di contribuzione, della fascia compresa tra il 33 e il 66% eccedente il “tetto”;
  • 1,10%, per ogni anno di contribuzione, della fascia compresa tra il 66 e il 90% eccedente il “tetto”;
  •  0,90%, per ogni anno di contribuzione, della fascia eccedente il 90% del “tetto”.

In sostanza, per gli iscritti al Fondo con almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/1995 la pensione si calcola sulla base di tre quote (due in forma retributiva ed una in forma contributiva):

  • La Quota "A" riferita all'anzianità contributiva maturata fino al 31/12/1992. Si ricava dalla media delle migliori 540 retribuzioni giornaliere fra tutte quelle versate ed accreditate nell'arco della vita lavorativa. Le retribuzioni sono rivalutate sulla base della variazione media annua dell'indice ISTAT del costo della vita, ma solo fino al quinto anno precedente la decorrenza della pensione, ed entro il limite del massimale di retribuzione giornaliero pensionabile che, per l’anno 2017, ammonta a 322 euro.
  • La Quota "B" riferita all'anzianità contributiva maturata dal 01/01/1993 al 31/12/2011. Si ricava dalla media delle ultime 2.080 retribuzioni giornaliere. La rivalutazione opera su tutte le retribuzioni del periodo di riferimento ad eccezione dell’anno di decorrenza della pensione e di quello immediatamente precedente. La retribuzione rivalutata non può essere utilizzata al di sopra del massimale di retribuzione giornaliero pensionabile previsto (pari a 322 per il 2015).
  • La Quota “C” riferita all’anzianità contributiva maturata dal 01/01/2012 fino al mese precedente la data di decorrenza della pensione. Si ricava accantonando il montante di contribuzione, rivalutato anno per anno, che deve essere poi moltiplicato per il relativo coefficiente di trasformazione in base all’età del lavoratore alla decorrenza del trattamento di pensione.

Per i lavoratori iscritti al Fondo con meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/1995 la pensione si calcola sempre sulla base di tre quote con le stesse modalità sopra esposte, con l’eccezione del fatto che la “quota B” si calcola con riferimento all’anzianità contributiva maturata tra il 01/01/1993 ed il 31/12/1995 e che la quota C si calcola relativamente al periodo compreso tra il 01/01/1996 ed il mese precedente la data di decorrenza del trattamento di pensione.

Calcolo contributivo

Ai lavoratori con primo accredito contributivo dopo il 31 dicembre 1995 l’importo della pensione si calcola interamente secondo il sistema contributivo.

Il sistema contributivo funziona ad accumulo. Il lavoratore provvede, con il concorso del proprio datore di lavoro, ad accantonare annualmente il 33% della retribuzione. Il capitale versato produce una sorta di interesse composto, a un tasso legato alla dinamica quinquennale del Pil (il prodotto interno lordo) e all’inflazione.

Alla data del pensionamento al montante contributivo, ossia la somma rivalutata dei versamenti effettuati, si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumentare dell’età. Il coefficiente, ad esempio, è pari al 4,589%, per chi chiede la rendita a 60 anni, sale al 5,326% per chi resiste fino a 65 anni e al 6,378% se si decide di arrivare fino a 70 anni.

I coefficienti di trasformazione sono rivisti ogni tre anni (ogni due anni dal 2019), sulla base della evoluzione degli andamenti demografici.  

I coefficienti di trasformazione del montante contributivo


Per le pensioni liquidate a soggetti di età inferiore a 57 anni (pensione di inabilità e pensione ai superstiti) si applica il coefficiente di trasformazione previsto per coloro che hanno compiuto i 57 anni.

Contribuzione d’ufficio

Ai soli fini dell’acquisizione del diritto ai trattamenti pensionistici è prevista una  “contribuzione d’ufficio”,  alle seguenti condizioni:

  • l’accredito dei contributi d’ufficio può essere effettuato a condizione che la retribuzione globale percepita non superi il 50% del massimale di retribuzione imponibile stabilito dalla legge, rivalutato annualmente (ossia 162,50 euro nel 2018);
  • il numero dei contributi giornalieri accreditabili d’ufficio sino al limite di 260 per ogni anno deve essere rapportato sino alla capienza massima di 312 contributi giornalieri annui;
  • l’accredito è consentito per più anni per un numero di giornate non superiore a 1040 (4 anni) e sino alla concorrenza di 5.200 contributi giornalieri.

Cumulo contributivo

Al fine di agevolare la definizione dei trattamenti pensionistici in favore degli assicurati titolari sia di una posizione assicurativa presso la Gestione Ex-ENPALS sia di altra contribuzione presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), vengono cumulate gratuitamente e automaticamente le contribuzioni accreditate presso i due fondi al fine di ottenere la liquidazione di un unico trattamento previdenziale. Nel caso di pensione di vecchiaia anticipata in favore degli sportivi professionisti la competenza alla liquidazione della prestazione è sempre attribuita al FPSP e la contribuzione accreditata presso il FPLD  è utilizzata solamente per la determinazione della misura della prestazione.