Biologi

L’ente di riferimento per la tutela previdenziale dei biologi liberi professionisti è l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi (ENPAB)

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI

L'Ente di previdenza dei biologi liberi professionisti si alimenta con due tipi di contribuzione.

Contributo soggettivo
Viene stabilito in misura pari al 15% del reddito professionale netto prodotto nell’anno, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell’Irpef, entro un determinato massimale, rivalutato annualmente in relazione alle variazioni Istat dell’indice generale dei prezzi al consumo (pari per l’anno 2018 a 101.427 euro). E’ comunque dovuto un importo minimo di 1.103,00 euro.

Oltre al contributo soggettivo obbligatorio del 15%, è concessa la facoltà di avvalersi di una maggiore aliquota contributiva variabile prescelta dal 15% al 20% del reddito professionale netto. Viene poi prevista una riduzione del contributo minimo (50%), limitatamente ai primi tre anni di iscrizione, per coloro che iniziano l'attività prima dei 30 anni.

Contributo integrativo (ripetibile nei confronti dei clienti)

Pari al 4% dei corrispettivi assoggettati ad Iva (2% per prestazioni rese a Pubbliche Amministrazioni), con un minimo di 88,00 euro. 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia si ottiene con le seguenti tre alternative:

1. età di 65 anni sia per gli uomini e che per le donne con almeno 5 anni di contribuzione;
2. indipendentemente dall'età, con 40 anni di contribuzione, a condizione che sia cessata l’attività professionale
3. con almeno 5 anni di contribuzione e con 57 anni di età, a condizione che sia cessata l’attività professionale;

Un ulteriore requisito, che deve  essere soddisfatto in tutte le tre alternative, è quello relativo all'importo  della pensione  che non può essere inferiore a 543,60 euro, pari a 1,2 volte  il cosiddetto assegno sociale INPS; si prescinde dal suddetto requisito al compimento dei 65 anni.

Pensione di inabilità

Spetta a qualsiasi età, con un minimo di 5 anni di contributi dei quali almeno 3 versati nell'ultimo quinquennio; si prescinde dal requisito contributivo quando l'inabilità é causata da infortunio.

Richiesto il riconoscimento dello stato di inabilità totale (100%). Nel determinare l'anzianità contributiva utile per determinare l’importo della pensione di inabilità si attribuisce una maggiore anzianità convenzionale fino a raggiungere il massimo di 40 anni. 

Assegno di invalidità
Spetta a qualsiasi età, con un minimo di 5 anni di contributi dei quali almeno 3 versati nell'ultimo quinquennio; si prescinde dal requisito contributivo quando l'inabilità é causata da infortunio. Viene richiesto il riconoscimento dello stato di inabilità che riduce a meno di 1/3 la capacità all’esercizio della professione.

L’assegno d’invalidità è ridotto proporzionalmente all’entità dei redditi, conseguiti per attività lavorativa. In altri termini, all’invalido che continua a svolgere attività lavorativa e realizza una somma superiore a 4 volte il trattamento minimo Inps, l’assegno viene ridotto del 25%. Se il reddito supera invece 5 volte l’ammontare annuo del minimo, la riduzione sale al 50%.

Il minimo Inps del 2018 è pari a 6.596,46 annui. 

Pensione ai superstiti

Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della morte.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari possono classificarsi in tre gruppi: il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto), i genitori, i fratelli e le sorelle (in mancanza di coniuge e figli).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo: 60%; coniuge e un figlio: 80%; coniuge e due o più figli: 100%. Qualora abbiano diritto a pensione soltanto i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote sono le seguenti: un figlio: 70%; due figli: 80%; tre o più figli:100%; un genitore: 15 %; due genitori: 30%; un fratello o sorella: 15%. La pensione ai superstiti non può, in alcun caso, risultare superiore all’intero ammontare.

Se la vedova possiede redditi
La pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta: del 75 %, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps; del 60 %, in presenza di redditi (escluso quello della casa di abitazione) d’importo annuo superiore a 4 volte il trattamento minimo; del 50 %, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 5 volte il trattamento minimo Inps. 

Il minimo Inps del 2018 è pari a 6.596,46 annui. 

 

 

DECORRENZA E MISURA DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Decorrenza
La pensione di vecchiaia decorre dal mese successivo al compimento del 65° anno di età. La pensione di anzianità, quella di inabilità e invalidità decorrono dal mese successivo alla presentazione della domanda. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

Misura della pensione
L'importo della pensione è determinato dal prodotto tra il montante individuale dei contributi e il coefficiente di trasformazione relativo all'età di pensionamento.

 

Il coefficiente relativo a 57 anni viene preso a riferimento anche per le pensioni maturate con 40 anni di contribuzione in età inferiore a 57 anni.
Il montante si ottiene applicando alla retribuzione imponibile annua un'aliquota di computo (10% o più in caso di versamenti superiori). Tale montante si rivaluta su base composta al 31 dicembre di ciascun anno (con esclusione dell'ultimo anno), applicando un tasso di capitalizzazione dato dalla variazione media quinquennale del Pil nominale, con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare.

 

LE NOVITÀ 2017-2018

Cumulo gratuito
Dal primo gennaio 2013 i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, degli iscritti alla Gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive dell'AGO  - comprese, dal 1° gennaio 2017, le Casse libero-professionali - possono cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione. Ciò a condizione che:

  • non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni;
  • non posseggano i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del cumulo.

La facoltà può essere esercitata per la liquidazione dei seguenti trattamenti pensionistici:

  • di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti;
  • anticipata con i requisiti contributivi  previsti dalla legge vigente (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018, (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti);
  • per inabilità;
  • ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione presso una delle Gestioni assicurative interessate al cumulo.

Il criterio di calcolo dell’assegno ottenuto con il cumulo non segue la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma viene applicato il criterio pro-rata, con le regole in vigore in ciascuna gestione.

A differenza di quanto avviene per la totalizzazione (decorrenza differita a 18 mesi per la pensione di vecchiaia e 21 mesi per la pensione di anzianità), la pensione (vecchiaia/anzianità) ottenuta grazie all'istituto del cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

La decorrenza della pensione di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa e pertanto i trattamenti liquidati in base alle disposizioni sul cumulo devono avere decorrenza successiva all'1 febbraio 2013 (successiva al 1° febbraio 2017, in caso di contribuzione versata presso una Cassa professionale).

 

WELFARE

L'Enpab adotta la politica del  welfare come sostegno costante al lavoro, attuando piani a vantaggio del libero professionista in tutte le fasi della sua attività lavorativa, dallo start up al consolidamento della sua vita professionale. Attività finalizzate alla formazione, teorica e pratica, e alla valorizzazione del professionista.

Gli interventi di maggior rilevanza riguardano l’indennità di malattia/infortunio e il contributo per la formazione professionale.

L’ente riconosce un’indennità giornaliera in favore degli iscritti che, in seguito a infortunio o malattia, non abbiano potuto esercitare in maniera assoluta la professione, a causa proprio della conseguente "inabilità temporanea". Viene assicurato un sussidio economico, compensativo del mancato guadagno, per un periodo massimo di 60 giorni, nell’intero anno solare, con esclusione degli eventi che abbiano determinato una "inabilità temporanea" di durata inferiore ai 7 giorni continuativi.

Possono beneficiare dell’indennità gli iscritti attivi il cui  reddito familiare, così come risulta dal modello Isee conseguito nell’anno precedente la domanda, non sia superiore a 30.000 euro. L’entità del sussidio è pari ad  1/365° del reddito conseguito nell’anno precedente il verificarsi dell’evento. Viene in ogni caso riconosciuta una indennità giornaliera nella misura minima di 50 e nella misura massima di 90 euro.

Per ulteriori informazioni e notizie è possibile inoltrare le richieste secondo le seguenti modalità: a mezzo posta all’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Biologi, via di Porta Lavernale n.12 (00153) Roma. A mezzo posta elettronica all’indirizzo assistenza@enpab.it, oppure  contattando il lunedì ed il mercoledì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 il numero 06/45547011.

 

RIFERIMENTI DELL’ENTE

ENPAB - Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi
Via di Porta Lavernale 12
00153 Roma
www.enpab.it