Consulenti del lavoro

La tutela previdenziale dei consulenti del lavoro è gestita dall’ENPACL (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro)

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

La Cassa di previdenza dei consulenti del lavoro (ENPACL), si alimenta con due tipi di contribuzione.

Contributo soggettivo
12% del reddito professionale dichiarato ai fini Irpef, calcolato su un reddito minimo di 17.410 euro e massimo di 97.296. La quota minima è pari a 2.089 euro (il 12% di 17.410). Previsto inoltro un contributo soggettivo facoltativo pari a 500,00 euro o multipli di 500.

Il contributo soggettivo viene ridotto al 50%, a partire dal sesto anno di iscrizione, per i consulenti che risultano iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria e che ne abbiano fatto richiesta.

Contributo integrativo (ripetibile nei confronti dei clienti)
4% dei corrispettivi assoggettati ad Iva, con un minimo di 309,00 euro.

 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Pensione di vecchiaia
Spetta all'età di 70 anni (a regime nel 2025) con un minimo di 5 anni di contribuzione.
Nel periodo transitorio (fino a tutto il 2024) il requisito dell'età è così articolato:

Affinché venga riconosciuta la pensione nel periodo transitorio (in età inferiore a 70 anni), l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 5 volte l’ammontare del contributo soggettivo minimo stabilito nell’anno di maturazione del diritto.

Pensione di anzianità
La pensione di anzianità è corrisposta a coloro che, sommando età e periodo di iscrizione e contribuzione, raggiungano le quote sotto indicate:

a) quota 96 dal 01/01/2013 (età minima 60 – anzianità minima 36 anni)
b) quota 97 dal 01/01/2015 (età minima 60 – anzianità minima 37 anni)
c) quota 98 dal 01/01/2017 (età minima 60 – anzianità minima 38 anni)
d) quota 99 dal 01/01/2019 (età minima 60 – anzianità minima 39 anni)
e) quota 100 dal 01/01/2021 (età minima 60 – anzianità minima 40 anni)

La pensione conseguita con anzianità contributiva inferiore a 40 anni richiede la cancellazione dall’Albo professionale.

Pensione di inabilità
Viene corrisposta a qualsiasi età, con un minimo di 5 anni di contribuzione (si prescinde dall’anzianità contributiva in caso di infortunio). E' richiesto il riconoscimento dello stato di inabilità totale (100%).

Gli anni ai quali va commisurata la pensione di inabilità sono aumentati di 10, sino a raggiungere il massimo di 35.

Pensione di invalidità
Spetta a qualsiasi età con un minimo di 10 anni di contribuzione (5 in caso di infortunio). E' richiesto il riconoscimento della perdita di almeno il 70% della capacità lavorativa.

Pensione ai superstiti
Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 10 anni di contribuzione.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari possono classificarsi in tre gruppi: il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto), i genitori, i fratelli e le sorelle (in mancanza di coniuge e figli).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo: 60%; coniuge e un figlio: 80%; coniuge e due o più figli: 100%.

Decorrenza delle pensioni
La pensione di vecchiaia decorre dal mese successivo al compimento del 65° anno di età. La pensione di anzianità, quella di inabilità e invalidità decorrono dal mese successivo alla presentazione della domanda. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

Decorrenza pensioni consulenti del lavoro 2017

 

MISURA DELLA PENSIONE

La misura della pensione è determinata dalla somma di 5 quote.

A) quota fissa di 324,00 euro annui, per ogni anno riferito all’anzianità maturata sino al 2009;

B) quota fissa di 332,00 euro annui, per ogni anno riferito all’anzianità maturata dal 2010 al 2012;

C) 7,50% dei contributi complessivi versati con marche assicurative (fino al 31.12.91);

D) 10% dei contributi integrativi complessivi (2% sul volume d'affari Iva) versati dal 1992 fino a tutto il 2002 e 8% dei contributi integrativi dal 2003 al 2012.

Le quote fisse A e B sono rivalutate annualmente sulla base degli indici ISTAT.

E) quota relativa alla contribuzione maturata dal 1° gennaio 2013, determinata dal prodotto tra il montante individuale dei contributi e il coefficiente di trasformazione relativo alla eta' di pensionamento (vedi tabella).

Coefficienti di conversione del montante contributivo 2017

Il coefficiente relativo a 57 anni viene preso a riferimento anche per le pensioni maturate in età' inferiore.

Il montante è dato dalla sommatoria dei versamenti relativi a tre quarti dell’importo del contributo integrativo versato dal 1° gennaio 2013. Qualora un quarto del contributo integrativo risultasse superiore alla quota minima, si utilizza quest’ultima.

Il tasso annuo di capitalizzazione del montante contributivo individuale è pari al 90% della media quinquennale del rendimento netto del patrimonio investito, con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare, con un valore minimo garantito pari all’1,5% ed un massimale pari alla media quinquennale del PIL utilizzato per il sistema di calcolo contributivo INPS.

Prevista un'integrazione per le pensioni di importo più basse, alle stesse condizioni stabilite per le pensioni INPS. Per cui, affinché scatti l’integrazione occorre che: l’interessato non abbia altri redditi IRPEF  di importo superiore a 2 volte il minimo INPS (13.193 euro nel 2018) e il reddito complessivo della coppia (pensionato e relativo coniuge) non deve superare l’importo annuo di 4 volte il minimo (26.386  euro nel 2018).

 

LE NOVITÀ 2017-2018

Cumulo gratuito

Dall'1 gennaio 2013 i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, degli iscritti alla Gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive dell'AGO  - comprese, dall'1 gennaio 2017, le Casse libero-professionali - possono cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione. Ciò a condizione che:

  • non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni;
  • non posseggano i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del cumulo.

La facoltà può essere esercitata per la liquidazione dei seguenti trattamenti pensionistici:

  • di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti;
  • anticipata con i requisiti contributivi  previsti dalla legge vigente (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018, (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti);
  • per inabilità;
  • ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione presso una delle Gestioni assicurative interessate al cumulo.

Il criterio di calcolo dell’assegno ottenuto con il cumulo non segue la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma viene applicato il criterio pro-rata, con le regole in vigore in ciascuna gestione.

A differenza di quanto avviene per la totalizzazione (decorrenza differita a 18 mesi per la pensione di vecchiaia e 21 mesi per la pensione di anzianità), la pensione (vecchiaia/anzianità) ottenuta grazie all'istituto del cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

La decorrenza della pensione di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa e pertanto i trattamenti liquidati in base alle disposizioni sul cumulo devono avere decorrenza successiva all'1 febbraio 2013 (successiva all'1 febbraio 2017, in caso di contribuzione versata presso una Cassa professionale).

 

WELFARE

Anche l’Enpacl  ha recentemente  ripensato la propria funzione, indirizzandola sempre più su misure di Welfare attivo, che consentano agli iscritti di avere aiuti nel campo professionale, sanitario e familiare.

Il Regolamento prevede numerose provvidenze a favore degli iscritti e titolari di pensione. 

Interventi per situazioni di gravità:

a) calamità naturali;

b) furto o incendio del materiale e dell’attrezzatura dello studio, purché non dipendenti da dolo o da colpa grave, tali da impedire e/o compromettere il normale esercizio della professione e/o l'integrità fisica della persona stessa;

c) malattie, infortuni e situazioni di tale bisogno che determinino condizioni di particolare disagio economico dell'iscritto o pensionato e dei suoi familiari;

d) decesso dell'iscritto o del pensionato quando determini uno stato di tale disagio economico

per i familiari superstiti da compromettere le minime esigenze di sussistenza.

Attività di sviluppo e sostegno della professione

Il Cda promuove azioni finalizzate alle attività di sviluppo e sostegno alla professione con i seguenti obiettivi:

  • facilitare l’esercizio della libera professione dei propri associati, organizzando e/o favorendo, anche per quanto attiene i rapporti con la pubblica amministrazione, l’accesso a servizi informatici di supporto all’attività di studio, a banche dati, archivi, corsidi apprendimento a distanza e altri servizi similari;
  • favorire l’erogazione di aiuti finanziari sotto la forma di prestiti agevolati per l’acquisto di attrezzature, strumenti, arredi, hardware e software, tutti finalizzati all’allestimento e/o al potenziamento degli studi professionali dei propri associati e/o allo svolgimento di incarichi professionali;
  • erogare aiuti economici finalizzati alla tutela della maternità ed al sostegno della genitorialità;
  • salvaguardare la continuità dell’esercizio dell’attività degli studi professionali, attraverso la promozione di iniziative atte a favorirne il passaggio generazionale;
  • promuovere convenzioni o accordi commerciali per l’accesso agevolato a servizi e forniture inerenti l’attività professionale.

Nella definizione delle condizioni di accesso ai benefici relativi alle attività  sopra indicate,  si tiene conto della tipologia e validità del progetto, nonché della opportunità di favorire l’avvio alla libera professione dei giovani iscritti, considerando anche le situazioni reddituali dei richiedenti e le effettive condizioni di bisogno.

Inoltre, l’ente ha stipulato due polizze sanitarie. Si tratta:

a) della Polizza sanitaria integrativa attraverso la quale l’Ente ha assicurato, gratuitamente, gli iscritti per i «Grandi interventi chirurgici e i gravi eventi morbosi». Per incentivare i giovani che si avvicinano alla pratica professionale, dal 2016 viene garantito a tutti i praticanti, iscritti per la prima volta, la copertura degli infortuni già vigente in favore di tutti gli iscritti all’Enpacl;

b) della Long Term Care (LTC) ossia la copertura assicurativa, concepita a tutela del professionista che, a seguito di malattia o infortunio, venga a trovarsi in condizioni di non autosufficienza. La polizza garantisce l’erogazione di una rendita mensile di 1.515 euro vita natural durante, e prevede una copertura base e supplementare collettiva, il cui onere è a totale carico dell’Ente

Per ulteriori informazioni e notizie è possibile consultare nella sezione  il “Regolamento di previdenza e assistenza” pubblicato sul sito web dell’ente. 

 

RIFERIMENTI DELL’ENTE

Cassa di Previdenza dei Consulenti del Lavoro
Via Cristoforo Colombo 456
00145 Roma
www.enpacl.it