Giornalisti

L’Ente Previdenziale di riferimento per i Giornalisti è l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI)

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

Il sistema pensionistico dei giornalisti liberi professionisti, iscritti all’INPGI 2, è finanziato attraverso un prelievo contributivo, rapportato  ai compensi erogati, che si distingue a seconda delle modalità dell’attività svolta: collaboratori coordinati e continuativi e free-lance. 

Co.Co.Co.

Il contributo è dovuto nella misura del 26,72% (comprensivo dello 0,72% destinato al fondo maternità e assegni familiari) dei compensi, di cui 17,81% a carico dell’azienda e ed 8,91% a carico del giornalista.  Il contributo è dovuto entro il massimale di 101.427 euro.

Free-Lance

a) Contributo soggettivo:  10% del  reddito professionale dell'anno precedente dichiarato ai fini Irpef, con  massimale di 101.427 euro e con un contributo  minimo di 212 euro; sulla parte di reddito  professionale  eccedente  il massimale non è dovuta alcuna contribuzione.

Il contributo soggettivo è dovuto nella misura del 50% per gli iscritti  all’ordine professionale con anzianità inferiore a 5 anni.

Agli iscritti che lo richiedano espressamente è concessa la facoltà di versare, oltre al contributo soggettivo obbligatorio del 10%, una contribuzione soggettiva aggiuntiva la cui aliquota minima non può essere inferiore al 5%.

b) Contributo integrativo: gli iscritti devono applicare una maggiorazione percentuale del 2% su tutti i corrispettivi che concorrono a formare  il reddito imponibile dell'attività giornalistica autonoma di  libera professione. E’ previsto un contributo integrativo obbligatorio minimo, pari al 2% del reddito su cui è determinato il contributo minimo (43 nel 2018).

c)  quota fissa di 41 euro per il fondo maternità

Restituzione dei contributi: gli iscritti che al compimento dei 66 anni di  età cessino (o abbiano cessato)  l'attività  professionale  senza maturare  il diritto alla  pensione (minimo di 5 anni di contribuzione), possono chiedere  la restituzione dei contributi  soggettivi versati, maggiorati degli interessi legali.

 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alla condizione che l'assicurato sia in possesso di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia spetta al compimento del 66° anno di età, a condizione che risultino versati almeno 20 anni di contribuzione effettiva,  oppure all’età di  70 anni e minimo 5 anni di anzianità contributiva.

Pensione di anzianità (vecchiaia anticipata)
Il diritto alla pensione può essere anticipato:

- al compimento dei 63 anni di età con almeno 20 anni di contribuzione effettiva, a condizione che l’ammontare della prima rata risulti non inferiore ad una soglia mensile, annualmente rivalutata sulla media quinquennale del PIL, pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale Inps (679 euro mensili del 2018). Si prescinde dal predetto importo al compimento del 66° anno di età;

- indipendentemente dai requisiti anagrafici, al raggiungimento di un’anzianità contributiva non inferiore a 40 anni.

Pensione supplementare
Gli iscritti  che siano  titolari di  pensione di  vecchiaia o di  anzianità come  dipendenti, autonomi  o liberi  professionisti,  possono richiedere,  successivamente al compimento del 66.mo anno di età,  la liquidazione  di una  pensione  supplementare, anche senza aver  maturato i  requisiti di cui ai precedenti punti.

Pensione d’invalidità  
Il diritto alla pensione di invalidità matura, a qualsiasi età, alle seguenti condizioni:

  • l’assicurato sia riconosciuto totalmente e permanentemente inabile all’esercizio dell’attività professionale giornalistica;
  • risultino versate almeno cinque annualità di contribuzione, delle quali almeno tre nel quinquennio precedente la domanda di pensione;
  • l’attività lavorativa professionale sia effettivamente cessata.

L’ammontare della pensione di invalidità è determinato assumendo il coefficiente di trasformazione (vedi Misura  della pensione) relativo all’età di 57 anni, qualora l’assicurato al momento del pensionamento abbia un’età inferiore.

Se l’iscritto non risulta  già titolare di altri trattamenti pensionistici (o comunque non ne ha  maturato il diritto),  la pensione non può essere inferiore ad un importo minimo, calcolato in base a 20 anni di contribuzione, con integrazione a carico dell’INPGI delle eventuali annualità di contribuzione mancanti.

La pensione d’invalidità,  ferma restando l’incompatibilità con lo svolgimento di attività professionale giornalistica, non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente ed autonomo di natura non giornalistica nella misura del 50% o per la parte eccedente il trattamento minimo Inps e fino a concorrenza dei redditi stessi.

Pensione ai superstiti  
Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno uno versati nel quinquennio precedente la data della morte.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari sono il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: un solo superstite: 75%; due superstiti: 90%; tre o più superstiti: 100%. Per   determinare   la   pensione   indiretta   il   coefficiente   di trasformazione (vedi  Misura della  pensione)  è  quello relativo ai  57 anni,  in caso  di  decesso  dell'assicurato  a età inferiore.

Se la vedova possiede redditi
Per il coniuge (unico) superstite è previsto un particolare regime di cumulabilità  fra  il  trattamento   di  pensione   ed   i   redditi assoggettabili ad Irpef:

Cumulo tra reddito e pensione superstiti giornalisti 2017

Ai familiari del giornalista deceduto che non abbia maturato il requisito contributivo utile alla liquidazione della pensione ai superstiti, spetta una indennità “una tantum”, pari ai contributi versati, maggiorati degli interessi al tasso legale.

 

MISURA DELLA PENSIONE

L'importo della  pensione è  determinato dal prodotto tra il montante individuale  dei   contributi  e  il  coefficiente  di  trasformazione relativo all'età di pensionamento.

Il coefficiente relativo a 57 anni viene preso a riferimento anche per le pensioni  maturate in età inferiore a 57 anni.

Il montante  si ottiene  applicando alla retribuzione imponibile annua un'aliquota di computo (vedi sotto). Tale montante  si rivaluta  su base composta al 31 dicembre di ciascun anno (con  esclusione dell'anno  in corso),  applicando  un  tasso  di capitalizzazione dato  dalla variazione  media  quinquennale  del  Pil (prodotto interno  lordo) nominale,  con  riferimento  al  quinquennio precedente l'anno  da rivalutare.

I coefficienti  di  trasformazione  sono  soggetti  a  revisione triennale  (biennale dal 2019) sulla    base   delle    rilevazioni  demografiche, dell'andamento  del   Pil  e   delle  dinamiche generali delle retribuzioni.

Aliquote di computo

Per il 2018 l’aliquota di computo è fissata:

  • al 10% per i giornalisti liberi professionisti senza vincolo di subordinazione;
  • al 26,72% per i soggetti che esercitano attività giornalistica sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, non iscritti ad altro fondo di previdenza obbligatoria, né titolari di pensione diretta;
  • al 17% per i soggetti che esercitano attività giornalistica sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti ad altro fondo di previdenza obbligatoria ovvero titolari di pensione diretta.

 

DECORRENZA DELLE PENSIONI

La pensione di vecchiaia e quella di vecchiaia anticipata decorrono dal mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti richiesti per il diritto. La pensione d’invalidità decorre dal mese successivo a quello della relativa domanda. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

 

WELFARE

Il Fondo prevede l’erogazione di prestiti a tasso agevolato,  mediante convenzione con un istituto di credito. Il finanziamento, da un minimo di 2 mila ad un massimo di 20 mila euro, è riconosciuto all’iscritto da almeno 2 anni. L'importo delle rata del prestito, moltiplicata per 12, non può essere superiore ad 1/5 del reddito professionale lordo dichiarato alla Gestione Separata nell'anno precedente a quello della richiesta.

Assicurazione infortuni e diaria da ricovero - Il Fondo consente la stipula di una polizza a copertura  sia degli infortuni professionali che quelli extra professionali, che offre al giornalista di scegliere tra quattro ipotesi.

  • 105.000 euro in caso di morte e per invalidità permanente; rimborso delle spese di cura sino ad  2.500 euro; premio annuo del contratto 155 euro. Con garanzia invalidità temporanea, 25 euro al giorno, il premio annuo  sale a   280;
  • 155.000 euro in caso di morte e per invalidità permanente; rimborso delle spese di cura sino ad  5.000 euro; premio annuo del contratto 232 euro. Con garanzia invalidità temporanea, 50 euro al giorno, il premio annuo  sale a   460;
  • 200.000 euro in caso di morte e per invalidità permanente; rimborso delle spese di cura sino ad  7.500 euro; premio annuo del contratto 320 euro. Con garanzia invalidità temporanea, 75 euro al giorno, il premio annuo  sale a   340;
  • 250.000 euro in caso di morte e per invalidità permanente; rimborso delle spese di cura sino ad  10.000 euro; premio annuo del contratto 400 euro. Con garanzia invalidità temporanea, 100 euro al giorno, il premio annuo  sale a  520.

Nel caso di invalidità permanente la liquidazione del sinistro avviene con la deduzione di una franchigia pari al 3%.  Nel caso di invalidità superiore al 15% la franchigia viene abrogata. Nel caso di invalidità permanente di grado superiore al 50% viene liquidata l’intera somma assicurata.

Diaria da ricovero -  La  polizza prevede:

  • un’indennità giornaliera a seguito di ricovero dovuto a malattia, infortunio, parto o aborto spontaneo o terapeutico. L’indennità è dovuta per ciascun giorno di degenza e per la durata massima di 365 giorni per sinistro;
  • un’indennità di convalescenza sino a un massimo di 60 giorni. Somma massima assicurabile: 150 euro.

Il premio varia in funzione dell’età dell’assicurato.

Per ulteriori informazioni e notizie è possibile consultare il relativo Regolamento, pubblicato sul sito web dell’ente, nella sezione dedicata alla Gestione Separata. 

 

RIFERIMENTI DELL’ENTE

INPGI
Via Nizza 35
00198 Roma

www.inpgi.it