Medici

L'Ente Previdenziale di riferimento per i Medici è l'Ente nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri (ENPAM)

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

Il Fondo Generale ENPAM (cui sono obbligatoriamente iscritti tutti i medici e odontoiatri iscritti presso gli ordini provinciali, indipendentemente dalla attività svolta) si alimenta con due tipi di contribuzione.

1) contributo  minimo   (quota  fissa  obbligatoria  per  tutti  gli  iscritti) comprensivo del contributo maternità (40 euro).  Gli importi aggiornati al 2018 sono:

  • € 221,09  annui fino a 30 anni di età
  • € 429,16  annui dal compimento dei 30 fino ai 35 anni
  • € 805,35  annui dal compimento dei 35 fino ai 40 anni
  • € 1.487,34 annui oltre i 40 anni

2) contributo proporzionale sui redditi professionali non già assoggettati ad altra contribuzione previdenziale (ospedalieri, convenzionati con il SSN):

  • 16,50% del reddito professionale entro il massimale di 101.427,00 euro, più 1% sull’eccedenza (il massimale di reddito dal  2015 è stato parificato a quello previsto per gli iscritti all’Inps). Dal 1° gennaio 2015 è previsto un aumento graduale del contributo pari all’1% all’anno fino al 19,5% (nel 2021).  

3)  quota fissa di 40,00 per il fondo maternità.

                            Contribuzione medici 2017
 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato ad alcune condizioni che, in via generale, sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Pensione di vecchiaia
Spetta all'età di 68 anni (a regime nel 2018) sia  per gli uomini che per le donne, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva. Periodo transitorio: il requisito anagrafico dei 68 anni è stato raggiunto nel 2018 con la progressione evidenziata in tabella. 

                                     Pensione di vecchiaia 2017

È richiesto il possesso di diploma di laurea da almeno 30 anni.

Pensione di anzianità
È possibile ottenere la pensione di vecchiaia anticipata (anzianità), con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni. Oppure, indipendentemente dall’età minima, con un’anzianità contributiva di 42 anni. Periodo transitorio: il requisito anagrafico dei 62 anni è stato raggiunto nel 2018 con la progressione evidenziata in tabella. 

                                       Pensione di anzianità 2017

È richiesto il possesso di diploma di laurea da almeno 30 anni.

Alle pensioni liquidate prima del compimento dell’età di vecchiaia si applica un coefficiente di riduzione secondo l'età di conseguimento che va dal 32,58%, a 55 anni, al 2,20%  a 66 anni.

Pensione di inabilità
Spetta in seguito al riconoscimento dello stato di inabilità  permanente e  assoluta all'esercizio della professione, derivante da infortunio o malattia. Obbligo di cessazione definitiva di ogni attività professionale. Nel determinare  l'anzianità contributiva,  si considerano  anche gli anni intercorrenti tra la domanda di pensione ed il compimenti dell’età di vecchiaia, con un massimo di 10 anni. Integrazione al trattamento minimo: l'importo annuo della pensione di inabilità non può essere inferiore ad Euro 15.097,23

Pensione di invalidità
Non sono previste prestazioni pensionistiche per invalidità permanenti parziali.

Pensione ai superstiti
Pensione di reversibilità: spetta in caso di decesso del pensionato.
Pensione indiretta: spetta in caso di decesso  dell'assicurato con una anzianità contributiva utile di almeno 5 anni.

Beneficiari (le percentuali si applicano alla pensione in godimento o spettante; in caso di pensione indiretta si applicano su di un importo almeno pari  alla pensione di inabilità che sarebbe spettata al momento del decesso): coniuge solo, 70%; Coniuge e 1 figlio, 80%; coniuge e 2 o più figli, 100%; 1 figlio senza coniuge, 80%; 2 figli senza coniuge, 90%; 3 o più figli senza coniuge, 100%. 

 

DECORRENZA E MISURA DELLA PENSIONE

Decorrenza

La pensione di vecchiaia decorre dal mese successivo a quello di compimento dell’età. La pensione di inabilità decorre dal mese successivo a quello di cessazione di ogni attività. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

Decorrenza pensioni 2017

Misura della pensione

La pensione è composta da due quote:

a.   quota relativa alla contribuzione obbligatoria fissa

Rendimento per ogni anno di contribuzione:

     -    1,10% sul reddito pensionabile per gli anni fino al 31.12.1997

     -    1,75% sul reddito pensionabile per gli anni dal 1.1.1998 al 31.7.2006

     -    1,50% sul reddito pensionabile a partire dal 1.8.2006 sino al 31 dicembre 2012

Il reddito pensionabile è dato dalla media dei redditi ricostruiti dividendo i contributi fissi versati per l'aliquota dell'11,50% fino al 1997 compreso e del 12,50% a partire dal 1998.

La quota A, relativa alla contribuzione maturata sino al 31.12.2012, viene rivalutata sulla base dell’incremento percentuale fatto registrare dal numero indice dei “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati”, elaborato dall’ISTAT, tra l’1.1.2013 e l’anno che precede quello di decorrenza della pensione

La pensione ordinaria “Quota A”, relativa ai contributi dovuti dal 1° gennaio 2013, si determina secondo il sistema contributivo adottato dall’INPS.

                             Coefficienti montanti contributivo medici 2017

b.   quota relativa  alla contribuzione  proporzionale, istituita nel 1990 e riferita alla contribuzione versata sino al 31.12.2012

Rendimento per ogni anno di contribuzione:

     -    1,75% (1,25% per l’anzianità contributiva maturata dal 1.1.2013) sul reddito pensionabile sul quale è stata versata la contribuzione ordinaria del 16,50%

     -    0,28% (0,19% per l’anzianità maturata dal 1.1.2013) sul reddito pensionabile sul quale è stata versata la contribuzione ridotta del 2%. 

Il reddito pensionabile è costituito dalla media dei redditi professionali soggetti a contribuzione (rivalutati in base all'indice Istat) con un massimale 101.427,00 euro. 

Ove l’iscritto cessi l’attività professionale ad una età superiore a quella indicata pro tempore prevista per la pensione di vecchiaia, l’aliquota di rendimento relativa agli anni di contribuzione successivi alla suddetta età, fino e non oltre il 70° anno, viene maggiorata del 20%.
 

FONDO MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PEDIATRI

Iscritti al Fondo speciale sono tutti i medici generici, pediatri ed addetti ai servizi di guardia medica aventi rapporto professionale con gli istituti del Servizio Sanitario Nazionale comunque denominati ed operanti nei propri studi professionali.

Contributi obbligatori
La contribuzione consiste in una percentuale pari a:

  • Medici di medicina generale: 20% dei compensi lordi erogati, di cui: 10,375% a carico del SSN e 9,625% a carico del medico
  • Pediatri: 19,00% dei compensi lordi erogati, di cui: 9,375% a carico del SSN e 7,625% a carico del medico.

Dal 2016 è previsto un aumento graduale dell’1% all’anno fino a un massimo del 26% (nel 2024; per i pediatri nel 2025).

Trattamenti pensionistici
Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Pensione di vecchiaia
Spetta all'età di 68 anni sia  per gli uomini che per le donne, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva. Periodo transitorio: il requisito anagrafico dei 68 anni è stato raggiunto nel 2018 con la seguente progressione.

                                           Pensioni di vecchiaia 2017
Sono richiesti il possesso di diploma di laurea da almeno 30 anni e la cessazione di ogni attività convenzionata con il SSN.

 

Pensione di vecchiaia anticipata (ex anzianità)
È possibile ottenere la pensione di vecchiaia anticipata (anzianità), con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni. Oppure, indipendentemente dall’età minima, con un’anzianità contributiva di 42 anni.

Periodo transitorio: il suddetto requisito anagrafico di 62 anni è stato raggiunto  nel 2018 con la progressione illustrata in tabella. 

Pensione di vecchiaia anticipata 2017

È richiesto il possesso di diploma di laurea da almeno 30 anni.

Alle pensioni liquidate prima del compimento dell’età di vecchiaia si applica un coefficiente di riduzione secondo l'età di conseguimento che va dal 32,58%, a 55 anni, al 2,20%  a 66 anni.

Pensione di inabilità
Spetta in seguito al riconoscimento dello stato di inabilità  permanente e  assoluta all'esercizio della professione, derivante da infortunio o malattia. Obbligo di cessazione definitiva di ogni attività professionale.

Nel determinare  l'anzianità contributiva,  si considerano  anche gli anni intercorrenti tra la domanda di pensione ed il compimenti dell’età di vecchiaia, con un massimo di 10 anni.

Integrazione al trattamento minimo: l'importo annuo della pensione di inabilità non può essere inferiore a 15.264 euro. 

Pensione di invalidità
Non sono previste prestazioni pensionistiche per invalidità permanenti parziali.

Pensione ai superstiti
Pensione di reversibilità:  spetta in caso di decesso di un pensionato.
Pensione indiretta: spetta in caso di decesso di un assicurato con almeno 5 anni di contribuzione.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari sono il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo, 70%; coniuge con un figlio 80%; coniuge con 2 o più figli 100%; un figlio senza coniuge 80%; 2 figli senza coniuge 90%;  3 o più  figli senza coniuge 100%. 

Decorrenza
La pensione di vecchiaia  decorre dal mese successivo al compimento dell’età pensionabile, ovvero dal mese successivo a quello di cessazione del rapporto professionale con il SSN, se posteriore. La pensione di anzianità decorre dal  mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti richiesti per il diritto. La pensione di inabilità decorre dal mese successivo a quello di cessazione  del rapporto professionale con il SSN. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.


                                Decorrenza pensioni
 

Misura della pensione

Base pensionabile:

1) si calcola il compenso percepito in ciascun anno di rapporto ricostruendolo attraverso i contributi obbligatori versati;

2) si rivaluta il compenso di ciascun anno in base all’incremento percentuale registrato dall’indice dei “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati” elaborato dall’ISTAT tra l’anno cui si riferiscono i contributi stessi e quello che precede l’anno di decorrenza della pensione. L’indice ISTAT sopra citato è applicato in misura pari al 75% per gli iscritti che al 1° gennaio 2013 hanno compiuto i 50 anni di età ed in misura pari al 100% per gli iscritti infracinquantenni;

3) si sommano i compensi annui, come sopra rivalutati, di ciascuno dei periodi di contribuzione e si dividono per il medesimo numero di anni di contribuzione presente nel Fondo.
 

Rendimento per ciascun anno di contribuzione:

  •      1,65% del compenso medio fino al 31.12.83
  •      2,25% del compenso medio dal 1.1.84 e fino al 31.12.1994
  •      1,40% del compenso medio dal 1.1.95 e fino al 31.12.1998
  •      1,456% del compenso medio dal 1.1.99 e fino al 31.12.2003
  •      1,50% del compenso medio dal 1.1.2004 al 31.12.201

Si ricorda inoltre l'1,40% (1,32% per i pediatri di libera scelta) del compenso medio per l’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 2013.

Ove l’iscritto cessi l’attività professionale ad una età superiore a quella indicata pro tempore prevista per la pensione di vecchiaia, l’aliquota di rendimento (1,40%) relativa agli anni di contribuzione successivi alla suddetta età, fino e non oltre il 70° anno, viene maggiorata del 20% (1,68%).

Alle pensioni liquidate prima del compimento dell’età di vecchiaia si applica un coefficiente di riduzione secondo l'età di conseguimento va dal 32,58%, a 55 anni, al 2,20% a 66 anni.

È possibile richiedere la conversione in capitale di una quota di pensione, con un massimo del 15%. La conversione è consentita solo se l'iscritto possiede  altre pensioni per importo totale di almeno due volte il  minimo  Inps. I coefficienti di conversione variano in funzione dell'età, e vanno da 16,205 (55 anni) a 10,076 (70 anni).

In caso di cessazione dell'attività senza diritto alla pensione, è prevista la liquidazione, a partire dal 65° anno di età, di un capitale pari all'importo all'88% dei contributi complessivamente versati, maggiorati degli interessi composti al tasso del 4,5% annuo.
 

FONDO MUTUALISTI AMBULATORIALI

Iscritti al Fondo speciale sono tutti i medici aventi rapporto professionale con gli istituti del Servizio Sanitario Nazionale comunque denominati ed operanti negli ambulatori gestiti dallo stesso SSN.

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (Quanto costa la pensione)

La contribuzione consiste in una percentuale pari al 28,00% dei compensi lordi erogati, di cui: 14,19% a carico del Servizio Sanitario Nazionale e 13,81% a carico del medico.

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Pensione di vecchiaia
Spetta all'età di 68 anni sia  per gli uomini che per le donne, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva. Periodo transitorio: il requisito anagrafico dei 68 anni è stato raggiunto nel 2018 con la progressione evidenziata in tabella. 

                                           Pensione di vecchiaia 2017
È richiesta la cessazione diogni attività convenzionata con il SSN.

Pensione di anzianità
La pensione di anzianità viene riconosciuta in presenza di almeno 35 anni di contribuzione ed un’età minima di 62 anni (a regime nel 2018). Periodo transitorio: il requisito anagrafico dei 62 anni è stato raggiunto nel 2018 con la seguente progressione. 

                                         Pensione di anzianità 2017

È inoltre possibile ottenere la pensione di anzianità, indipendentemente dall’età anagrafica, in presenza di un minimo di 42 anni di contribuzione. È necessario il possesso di diploma di laurea da almeno 30 anni. È richiesta la cessazione di ogni attività convenzionata con il SSN.

Alle pensioni liquidate prima del compimento dell’età di vecchiaia si applica un coefficiente di riduzione secondo l'età di conseguimento che va dal 32,58%, a 55 anni, al 2,20%  a 66 anni.


Pensione di inabilità
Spetta in seguito al riconoscimento dello stato di inabilità permanente e  assoluta all'esercizio della professione, derivante da infortunio o malattia. Obbligo di cessazione definitiva di ogni attività professionale. Nel determinare  l'anzianità contributiva, si considerano anche gli anni intercorrenti tra la domanda di pensione ed il compimento dell’età di vecchiaia, con un massimo di 10 anni.

Integrazione al trattamento minimo: l'importo annuo della pensione di inabilità non può essere inferiore a 15.264,00 euro. 


Pensione di invalidità
Non sono previste prestazioni pensionistiche per invalidità permanenti parziali. Può essere erogata, in sostituzione, una indennità il cui importo viene stabilito di volta in volta dall'ENPAM.


Pensione ai superstiti
Pensione di reversibilità: spetta in caso di decesso di un pensionato.
Pensione indiretta: spetta in caso di decesso di un assicurato con almeno 5 anni di contribuzione.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari sono il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto).


Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo, 70%; coniuge con un figlio 80%; coniuge con 2 o più figli 100%; un figlio senza coniuge 80%; 2 figli senza coniuge 90%; 3 o più  figli senza coniuge 100%. 

 

CRITERI DI CALCOLO DELLA PENSIONE

Quota A (riferita all’anzianità maturata sino al 31 dicembre 2012)

Base pensionabile. Il compenso medio pensionabile è pari alla media dei compensi degli ultimi 5 anni moltiplicata per il quoziente tra l'impegno medio settimanale dell'intero rapporto e l'impegno medio settimanale degli ultimi 5 anni.

Aliquota di rendimento per ogni anno di contribuzione: 2,25%.

La quota A viene rivalutata sulla base dell’incremento percentuale fatto registrare dal numero indice dei “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati”, elaborato dall’ISTAT, tra il 1° gennaio 2013 e l’anno che precede quello di decorrenza della pensione

 

Quota B (riferita all’anzianità maturata dal 1° gennaio 2013):

Base pensionabile:

1) si calcola il compenso percepito in ciascun anno di rapporto ricostruendolo attraverso i contributi obbligatori versati;

si rivaluta il compenso di ciascun anno in base all’incremento percentuale registrato dall’indice dei “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati” elaborato dall’ISTAT tra l’anno cui si riferiscono i contributi stessi e quello che precede l’anno di decorrenza della pensione. L’indice ISTAT sopra citato è applicato in misura pari al 75% per gli iscritti che all’1.1.2013 hanno compiuto i 50 anni di età ed in misura pari al 100% per gli iscritti infracinquantenni;
si sommano i compensi annui, come sopra rivalutati, di ciascuno dei periodi di contribuzione e si dividono per il medesimo numero di anni di contribuzione presente nel Fondo.

- Aliquota di rendimento per ogni anno di contribuzione: 2,10%.

Ove l’iscritto cessi l’attività professionale ad una età superiore a quella indicata pro tempore prevista per la pensione di vecchiaia, l’aliquota di rendimento (2,10%) relativa agli anni di contribuzione successivi alla suddetta età, fino e non oltre il 70° anno, viene maggiorata del 20% (2,52%).

Alle pensioni  liquidate prima del compimento dell’età di vecchiaia si applica un coefficiente di riduzione secondo l'età di conseguimento che va dal 32,58%, a 55 anni, al 2,20%  a 66 anni.

È possibile richiedere la conversione in capitale di  una quota di pensione, con un massimo del 15%. La conversione è consentita solo se l'iscritto possiede  altre pensioni  per importo  totale di almeno due volte il  minimo  Inps. I coefficienti di conversione  variano  in funzione dell'età, e vanno da 16,205 (55 anni) a 10,076 (70 anni).

In caso di cessazione dell'attività senza diritto alla pensione, è prevista la liquidazione, a partire dal  65° anno di età, di un capitale pari all'importo all'88% dei contributi complessivamente versati, maggiorati degli interessi composti al tasso del 4,5% annuo.
 

FONDO SPECIALISTI ESTERNI CONVENZIONATI

Iscritti al Fondo speciale sono tutti i medici specialisti esterni aventi rapporto convenzionale con gli istituti del Servizio Sanitario Nazionale.

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (Quanto costa la pensione)

La contribuzione varia in base al tipo di attività, vista o prestazione ambulatoriale come segue:

Branca a visita:

  •       24% dei compensi lordi erogati, di cui:
  •       13% a carico del Servizio Sanitario Nazionale
  •       11% a carico del medico.

Branca a prestazione (fisiokinesiterapia, medicina nucleare, analisi (patologia clinica), radiologia):

  •     14% dei compensi lordi erogati, di cui:
  •     10% a carico del Servizio Sanitario Nazionale
  •     4% a carico del medico.

 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Pensione di vecchiaia
Spetta all'età di 68 anni sia  per gli uomini che per le donne, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva. Periodo transitorio: il requisito anagrafico dei 68 anni è stato raggiunto nel 2018 con la progressione evidenziata in tabella. 

                                          Pensione di vecchiaia 2017

È richiesta la cessazione di ogni attività convenzionata con  il SSN.


Pensione di vecchiaia anticipata (ex anzianità)
È possibile ottenere la pensione di vecchiaia anticipata (anzianità), con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni. Oppure, indipendentemente dall’età minima, con un’anzianità contributiva di 42 anni e un’anzianità di laurea di 30 anni. Periodo transitorio: il suddetto requisito anagrafico di 62 anni è stato raggiunto nel 2018 con la progressione evidenziata in tabella. 

                                      Pensione di vecchiaia anticipata

È richiesta la cessazione di ogni attività convenzionata con il SSN.

Alle pensioni liquidate prima del compimento dell’età di vecchiaia si applica un coefficiente di riduzione secondo l'età di conseguimento che va dal 32,58%, a 55 anni, al 2,20% a 66 anni.
 

Pensione di inabilità
Spetta in seguito al riconoscimento dello stato di inabilità permanente e assoluta all'esercizio della professione, derivante da infortunio o malattia. Obbligo di cessazione definitiva di ogni attività professionale.

Nel determinare  l'anzianità contributiva, si considerano anche gli anni intercorrenti tra la domanda di pensione ed il compimento dell’età di vecchiaia, con un massimo di 10 anni. Integrazione al trattamento minimo: l'importo annuo della pensione di inabilità non può essere inferiore a 15.264,00 euro. 

Pensione di invalidità
Non sono previste prestazioni pensionistiche per invalidità permanenti parziali. Può essere erogata, in sostituzione, una indennità il cui importo viene  stabilito di volta in volta dall'ENPAM.

Pensione ai superstiti
Pensione di reversibilità: spetta in caso di decesso di un pensionato.
Pensione indiretta: spetta in caso di decesso di un assicurato con almeno 5 anni di contribuzione.

Aventi diritto. I superstiti beneficiari sono il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto).


Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo, 70%; coniuge con un figlio 80%; coniuge con 2 o più figli 100%; un figlio senza coniuge 80%; 2 figli senza coniuge 90%; 3 o più  figli senza coniuge 100%. 

MISURA DELLA PENSIONE

La base pensionabile è  data dal compenso medio pensionabile, ossia la somma di tutti i compensi annui percepiti, rivalutati sulla base dell'indice Istat, divisa per il numero totale degli anni di contribuzione.

L'aliquota di rendimento per ciascun anno di contribuzione è pari a:

  •     1,225% del compenso medio sino al 31.3.1988
  •     2,250% del compenso medio dal 1.4.1988;
  •     1,225% del  compenso medio dal 1.4.1988. 

Il compenso medio pensionabile è pari alla somma di tutti i compensi annui rivalutati sulla base dell'indice Istat, divisa per il numero degli anni di contribuzione. La rivalutazione Istat opera in misura intera per la quota di compenso fino a 38.750 euro annui, al 75% per la quota eccedente.

Ove l’iscritto cessi l’attività professionale ad una età superiore a quella indicata pro tempore prevista per la pensione di vecchiaia, l’aliquota di rendimento relativa agli anni di contribuzione successivi alla suddetta età, fino e non oltre il 70° anno, viene maggiorata del 20%.

La pensione maturata sulla base dei contributi versati dal 1° gennaio 2013, si determina secondo il sistema contributivo adottato dall’INPS, secondo i seguenti coefficienti di conversione del montante accumulato.

                                      Coefficienti montante contributivo
 

È possibile richiedere la conversione in capitale di una quota di pensione, con un massimo del 15%. La conversione è consentita solo se l'iscritto possiede  altre pensioni per importo totale di almeno due volte il minimo Inps. I coefficienti di conversione variano in funzione dell'età, e vanno da 16,205 (55 anni) a 10,076 (70 anni).

In caso di cessazione dell'attività senza diritto alla pensione, è prevista la liquidazione, a partire dal 65° anno di età, di un capitale pari all'importo all'88%  dei contributi complessivamente versati, maggiorati degli interessi composti al tasso del 4,5% annuo.

 

LE NOVITÀ 2017-2018

Cumulo gratuito
Dal 1o gennaio 2013 i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, degli iscritti alla Gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive dell'AGO  - comprese, dal 1° gennaio 2017, le Casse libero-professionali - possono cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione. Ciò a condizione che:

  • non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni;
  • non posseggano i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del cumulo.

La facoltà può essere esercitata per la liquidazione dei seguenti trattamenti pensionistici:

  • di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti;
  • anticipata con i requisiti contributivi  previsti dalla legge vigente (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018, (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti);
  • per inabilità;
  • ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione presso una delle Gestioni assicurative interessate al cumulo.

Il criterio di calcolo dell’assegno ottenuto con il cumulo non segue la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma viene applicato il criterio pro-rata, con le regole in vigore in ciascuna gestione.

A differenza di quanto avviene per la totalizzazione (decorrenza differita a 18 mesi per la pensione di vecchiaia e 21 mesi per la pensione di anzianità), la pensione (vecchiaia/anzianità) ottenuta grazie all'istituto del cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

La decorrenza della pensione di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante. La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa
e pertanto i trattamenti liquidati in base alle disposizioni sul cumulo devono avere decorrenza successiva al 1o febbraio 2013 (successiva al 1° febbraio 2017, in caso di contribuzione versata presso una Cassa professionale).

 

WELFARE

Un’iniezione di welfare per la maternità delle dottoresse. Così si può riassumere il maggior intervento sul fronte del Welfare messo in atto dall’Enpam. L’ente, dal 2017, ha deciso di aumentare l’assegno a favore delle professioniste che diventano mamme, in aggiunta ad un  cospicuo pacchetto di misure che vanno dalla protezione dei periodi per gravidanza a rischio, la copertura dei buchi previdenziali, aiuti per asili nido e baby sitter e l’estensione di tutele anche alle studentesse di medicina e odontoiatria non ancora laureate. E non poteva essere altrimenti dal momento che la professione medica è sempre più femminile. Queste nel dettaglio le misure previste, contenute all’interno del Regolamento.

Indennità di maternità. L’assegno copre i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i 3 mesi successivi alla nascita del bambino. L’indennità spetta anche se non si interrompe l’attività lavorativa. L’importo minimo garantito è di 4.958,72 euro (per il 2018) a cui si aggiungerà un ulteriore assegno di mille euro (indicizzati) per le dottoresse con redditi inferiori a 19mila euro (indicizzati), il che fa arrivare l’indennità minima totale a quasi 6mila euro l’anno, circa 1250 euro al mese. Per le professioniste con redditi superiori verrà comunque garantita un’indennità pari all’80% di 5/12 del reddito professionale dichiarato ai fini fiscali nel secondo anno precedente a quello della gravidanza. L’indennità massima è di 24.793,60 euro.

Gravidanza a rischio. Le professioniste potranno essere tutelate da una copertura specifica, prevista per un massimo di 6 mesi (il periodo rimanente ricade nell’assegno di maternità). L’importo viene stabilito annualmente dal Cda dell’ente.

Sussidi per spese di nido e baby sitter. Le neo mamme potranno contare su aiuti economici per le spese di baby sitter e nido (pubblico e privato accreditato) entro i primi 12 mesi di vita del bambino. Modalità, termini e limiti per la fruizione di questi sussidi saranno contenuti in un bando annuale deliberato dal Cda.

Contributo volontario.  Nel caso in cui ci dovessero essere periodi privi di contribuzione a seguito di una gravidanza (maternità, aborto, gravidanza a rischio) o di adozione o affidamento, è possibile colmare gli eventuali buchi con dei versamenti volontari e garantirsi così una continuità utile ai fini dei requisiti e dell’importo della pensione. Il contributo volontario viene calcolato sulla base del reddito professionale dichiarato nel secondo anno precedente alla gravidanza. In assenza di reddito si prende come riferimento per la base del calcolo il minimo Inps previsto nello stesso anno.

Studentesse. Le tutele per la maternità sono state estese anche alle studentesse universitarie in medicina e odontoiatria che decideranno di iscriversi alla Fondazione Enpam già a partire dal 5° o 6° anno del corso di laurea. Per queste ultime è previsto un sussidio di importo pari all’indennità minima stabilita. Occorre precisare che per l’apertura delle iscrizioni all’Enpam che farebbe scattare le garanzie anche alle studentesse, la Fondazione sta attendendo il necessario via libera dei ministeri.

Ma l’offerta di welfare ai “camici bianchi” non finisce qui. Queste le altre significative provvidenze.

• Ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, spetta, a partire dal 31° giorno e per un periodo massimo di 24 mesi (anche non continuativi, nell’arco di 48), un’indennità giornaliera pari a un trentesimo del 62,5% del compenso medio mensile calcolato sulla base dei 3 mesi precedenti.

• Agli specialisti ambulatoriali che hanno un contratto a tempo indeterminato, nei 90 giorni successivi al 181esimo dalla data dell’infortunio, l’Enpam corrisponde il 50% della retribuzione piena dell’ultima busta paga. Trascorso questo periodo e fino ad altri 15 mesi, l’ente corrisponde il 100% della retribuzione piena dell’ultima busta paga. A coloro  che hanno un contratto a tempo determinato, dal 1° giorno fino a un massimo di 3 mesi, viene riconosciuta un’indennità pari alla retribuzione piena dell’ultimo stipendio.

• Agli specialisti esterni, dal 31esimo giorno e fi no a 18 mesi, l’ente corrisponde un’indennità giornaliera pari a 1/43 (a prestazione) o 1/80 (a visita), calcolati sulla media della contribuzione degli ultimi 24 mesi.

• Per i  liberi professionisti, a partire dal 61esimo giorno e fino a 24 mesi (anche non continuativi nell’arco di 36), è previsto un sostegno economico attraverso un sussidio di circa 80 euro per ogni giorno lavorativo perduto (circa 2.000 euro al mese).

Il Regolamento dell'assistenza, offre peraltro altre opportunità, tra queste: 

  • provvidenze a sostegno della genitorialità, ossia borse di studio per i figli,  contributi per asili nido e primo anno di scuola materna; 
  • contributi (sino al massimo del 75% della spesa) per oneri di ospitalità in case di riposo o istituti di ricovero per anziani, malati cronici o lungo degenti;
  • rimborso spese funerarie per un massino di 4 mila euro.

Ai fini della concessione delle prestazioni, il reddito complessivo di qualsiasi natura del nucleo familiare, riferito all’anno precedente, non deve essere superiore a 6 volte l’importo del trattamento minimo Inps nel medesimo anno 39.579 euro nel 2018), aumentato di un sesto per ogni componente il nucleo familiare, escluso il richiedente.

Per ulteriori informazioni e notizie è possibile consultare il “Regolamento delle prestazioni assistenziali del Fondo di Previdenza Generale” pubblicato sul sito web dell’Ente (sezione assistenza).

 

RIFERIMENTI DELL'ENTE

Ente nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri
Via Emanuele Filiberto, 1
00185 Roma
www.enpam.it