Periti agrari

L’iscrizione all’apposita gestione separata dell’ENPAIA (Ente nazionale di previdenza e assistenza impiegati agricoltura) è obbligatoria per tutti i periti agrari che svolgono attività libero-professionale, ancorché abbiano contemporaneamente un rapporto di lavoro dipendente

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI

La Cassa di previdenza dei periti agrari professionisti si alimenta con due tipi di contribuzione.

Contributo soggettivo
E’ stabilito in misura pari al 10% del reddito professionale netto prodotto nell’anno, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell’Irpef, entro un determinato massimale, rivalutato annualmente in relazione alle variazioni Istat dell’indice generale dei prezzi al consumo (pari per l’anno 2018 a 101.427 euro). E’ comunque dovuto un importo minimo di 620,00 euro.

Oltre al contributo soggettivo obbligatorio del 10%, è concessa la facoltà di avvalersi di una maggiore aliquota contributiva variabile prescelta dal 12% al 30% del reddito professionale netto.

E' prevista una riduzione del contributo minimo (50%), limitatamente ai primi tre anni di iscrizione, per coloro che iniziano l'attività prima dei 30 anni.

Contributo integrativo (ripetibile nei confronti dei clienti):

- 2% dei corrispettivi assoggettati ad Iva, con un minimo di Euro 120,00. Sono previste riduzioni (50%) - limitatamente ai primi tre anni di iscrizione - a favore di coloro che iniziano l'attività prima dei 35 anni di età.

Quota fissa di Euro 5 per il fondo maternità.

 

I TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

Pensione di vecchiaia
Viene corrisposta al compimento del 65 anno di età, con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, ovvero all’età di 57 anni, in presenza di 40 anni di contribuzione.

Pensione di inabilità
Viene corrisposta a qualsiasi età, con un minimo di 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 nel quinquennio precedente. E' richiesta la perdita rotale e permanente della capacità lavorativa.

PENSIONE AI SUPERSTITI

Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della morte.

Aventi diritto
I superstiti beneficiari possono classificarsi in tre gruppi: il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto), i genitori, i fratelli e le sorelle (in mancanza di coniuge e figli).

Quote spettanti
La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo: 60%; coniuge e un figlio: 80%; coniuge e due o più figli: 100%. Qualora abbiano diritto a pensione soltanto i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote sono le seguenti: un figlio: 70%; due figli: 80%; tre o più figli:100%; un genitore: 15 %; due genitori: 30%; un fratello o sorella: 15%. La pensione ai superstiti non può, in alcun caso, risultare superiore all’intero ammontare della pensione del dante causa.

Se la vedova possiede redditi

La pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta: del 75%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps; del 60%, in presenza di redditi (escluso quello della casa di abitazione) d’importo annuo superiore a 4 volte il trattamento minimo; del 50%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 5 volte il trattamento minimo Inps.

Il minimo Inps del 2018 è pari a 6.596,46 euro annui. 

 

DECORRENZA E MISURA DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Decorrenza
La pensione di vecchiaia decorre dal mese successivo al compimento del 65° anno di età. La pensione di anzianità, quella di inabilità e invalidità decorrono dal mese successivo alla presentazione della domanda. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

Misura della pensione

L'importo della pensione è determinato dal prodotto tra il montante individuale dei contributi e il coefficiente di trasformazione relativo all'età di pensionamento.

 

Il coefficiente relativo a 57 anni viene preso a riferimento anche per le pensioni maturate in età inferiore a 57 anni.

Il montante si ottiene applicando alla retribuzione imponibile annua un'aliquota di computo (10% o più in caso di versamenti superiori). Tale montante si rivaluta su base composta al 31 dicembre di ciascun anno (con esclusione dell'ultimo anno), applicando un tasso di capitalizzazione dato dalla variazione media quinquennale del Pil nominale, con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare.

 

LE NOVITÀ 2017-2018

Cumulo gratuito

Dall'1 gennaio 2013 i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, degli iscritti alla Gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive dell'AGO  - comprese, dal 1° gennaio 2017, le Casse libero-professionali - possono cumulare gratuitamente i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione. Ciò a condizione che:

  • non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni;
  • non posseggano i requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle forme assicurative oggetto del cumulo.

La facoltà può essere esercitata per la liquidazione dei seguenti trattamenti pensionistici:

  • di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti;
  • anticipata con i requisiti contributivi  previsti dalla legge vigente (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018, (da adeguare alla speranza di vita per gli anni seguenti);
  • per inabilità;
  • ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione presso una delle Gestioni assicurative interessate al cumulo.

Il criterio di calcolo dell’assegno ottenuto con il cumulo non segue la regola del sistema contributivo, come nella totalizzazione, ma viene applicato il criterio pro-rata, con le regole in vigore in ciascuna gestione.

A differenza di quanto avviene per la totalizzazione (decorrenza differita a 18 mesi per la pensione di vecchiaia e 21 mesi per la pensione di anzianità), la pensione (vecchiaia/anzianità) ottenuta grazie all'istituto del cumulo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della domanda.

La decorrenza della pensione di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa e pertanto i trattamenti liquidati in base alle disposizioni sul cumulo devono avere decorrenza successiva al 1o febbraio 2013 (successiva al 1° febbraio 2017, in caso di contribuzione versata presso una Cassa professionale).

 

WELFARE

Il Comitato Amministratore del Fondo, tenuto conto delle risorse messe annualmente a disposizione,  eroga provvidenze agli iscritti, al coniuge e ai loro familiari considerati fiscalmente a carico, che vengono a trovarsi in particolari condizioni di bisogno, determinate da circostanze o da situazioni di notevole gravità.

Le prestazioni possono essere erogate a condizione che l’iscritto sia in regola con il versamento delle quote di iscrizione al Collegio Professionale Provinciale di appartenenza e in regola con il versamento dei contributi dovuti alla Gestione.

Costituiscono circostanze o situazione di notevole gravità quelle derivanti da:

  • gravi malattie e gravi infortuni temporaneamente invalidanti che determinino condizioni di particolare disagio economico dell’iscritto, del coniuge o dei familiari a carico, tali da compromettere le minime esigenze di sussistenza;
  • decesso dell’iscritto, quando determini uno stato di disagio economico per i familiari fiscalmente a carico.

Per la determinazione della misura delle provvidenze si tiene conto delle seguenti condizioni:

  • caso morte: il reddito derivante dall’attività di Perito Agrario sia prevalente rispetto al reddito complessivo del deceduto; il reddito complessivo del coniuge e dei familiari fiscalmente a carico, non risulti superiore ad 18.000 euro;
  • caso malattia grave: l’inattività, certificata, non sia inferiore ad un numero di 90 giorni consecutivi (120 giorni nel caso di infortunio). Identiche al caso morte condizioni reddituali richieste. 

La prestazione viene erogata, nella misura che il Comitato Amministratore riterrà congrua, e così quantificata:  fino ad un massimo di 20 mila euro in caso di morte, e nella misura mensile determinata in base al reddito mensile medio conseguito nel triennio precedente l’evento, sino ad un massimo di 10 mila euro, in caso di malattia o infortunio.

Il Fondo prevede inoltre l’erogazione (mediante convenzione con un istituto di credito) di mutui a tasso agevolato, finalizzati all’acquisto della prima casa, nonché acquisto o ristrutturazione  di unità immobiliari destinati all’attività professionale (studio e pertinenze). Il mutuo, pari all’80% del valore dell’immobile, non può essere superiore a 120 mila euro. Per la richiesta di mutuo occorre un’anzianità contributiva di almeno pari a 3 anni.

Per ulteriori informazioni e notizie è possibile consultare il relativo Regolamento, pubblicato sul sito web dell’ente (sezione Gestione Separata Periti Agrari).

 

RIFERIMENTI DELL’ENTE

ENPAIA - Ente nazionale di previdenza e assistenza impiegati agricoltura
Viale Beethoven, 48
00184 Roma
www.enpaia.it