Lavori e Pensione: il libero professionista non iscritto a un Albo

Liberi professionisti

Professioni e calcolo della pensione, tutte le info utili ai freelance e ai liberi professionisti non iscritti a un Albo

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)
TRATTAMENTI PENSIONISTICI

La pensione ordinaria

Trattamento anticipato

Trattamenti di invalidità

La pensione ai superstiti

Decorrenza delle pensioni

Misura della pensione

  • CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

    Il sistema pensionistico dei  lavoratori autonomi titolari di partita IVA (noti anche come free-lance)  alla Gestione Speciale INPS, è finanziato attraverso un prelievo contributivo rapportato ai compensi ricevuti, dichiarati ai fini IRPEF.

    Aliquota contributiva.

    L’aliquota contributiva è fissata in misura pari al:
    -27,72%, per i soggetti  non iscritti ad altro fondo previdenziale obbligatorio, né titolari di pensione;
    -24% per i soggetti già iscritti ad altro fondo obbligatorio, ovvero titolari di pensione.

    La contribuzione è interamente a carico del lavoratore, il quale può recuperare in fattura il 4%.

    Accredito annuo

    I I contributi pensionistici dei titolari di partita IVA vengono accreditati per tutti i mesi relativi a ciascun anno solare, a condizione che sia stata versata una contribuzione annua non inferiore a quella calcolata sul minimale di reddito stabilito per gli esercenti attività commerciale.. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi sono ridotti in proporzione alla somma versata e sono accreditati, continuativamente, a partire dal mese di gennaio.

    Per l'anno 2016, considerato che il minimale di reddito previsto per i commercianti risulta pari a 15.548 euro, con contribuzione annua del 27,72% pari a 4.310 euro, l'accredito contributivo (almeno un mese) si realizza se è stato versato un contributo pari ad almeno 360 euro (4.310 diviso 12 mesi). Per gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 24% l’accredito dell’intero anno si realizza con un contributo di euro 3.732.


    La contribuzione 2016


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  • TRATTAMENTI PENSIONISTICI

    Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

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  • La pensione ordinaria

    Per i lavoratori parasubordinati  è prevista la pensione ordinaria vecchiaia determinata con il nuovo sistema di calcolo.

    I requisiti per ottenerla sono, in alternativa, i seguenti:
    – 66 anni e 7 mesi di età (66 anni e 1 mese le donne) e almeno 20 anni di anzianità contributiva, oppure
    – almeno 70 anni e 3 mesi di età e minimo 5 anni di anzianità contributiva (non vale la contribuzione figurativa).

    Condizione

    Affinché venga riconosciuta la pensione, l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (limite pari a 673 euro mensili del 2016). Si prescinde da quest’ultima condizione (1,5 volte l’assegno sociale), nel senso che la pensione viene comunque messa in pagamento, all’età di 70 anni, in presenza di un minimo di 5 anni di contribuzione effettiva (non valgono i contributi volontari).

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  • Trattamento anticipato

    Per i lavoratori parasubordinati è possibile anticipare il pensionamento, in presenza dei seguenti requisiti:

    - 63 anni e 7 mesi di età, sia le donne che gli uomini, (requisito soggetto ad adeguamento demografico) e almeno 20 anni di anzianità contributiva;
    - cessazione di eventuale rapporto di lavoro subordinato in atto.

    Condizione

    Affinché venga riconosciuta la pensione, l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 2,8 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (limite pari a 1.255 euro mensili del 2016).

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  • Trattamenti di invalidità

    Sono previsti due distinte prestazioni: l’assegno di invalidità e la pensione di inabilità.

    Assegno d'invalidità

    Si considera invalido l'assicurato la cui capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle sue attitudini sia ridotta a meno di 1/3, in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale.

    L’assegno ha carattere temporaneo: viene infatti accordato solo per un triennio, suscettibile di riconferma sempre che il soggetto risulti ancora invalido. Alla scadenza del triennio, per ottenerne la conferma il titolare di assegno è tenuto a presentare apposita domanda. Dopo tre riconoscimenti consecutivi l’assegno è confermato automaticamente e cioè indipendentemente dalla domanda dell’interessato. Al compimento dell'età pensionabile per la vecchiaia, sempre che ricorrano i relativi requisiti di contribuzione, l'assegno di invalidità si trasforma d'ufficio in pensione di vecchiaia.

    L’assegno d’invalidità è ridotto proporzionalmente all’entità dei redditi, conseguiti per attività lavorativa. In altri termini, all’invalido che continua a svolgere attività lavorativa e realizza una somma superiore a 4 volte il trattamento minimo Inps, l’assegno viene ridotto del 25%. Se il reddito supera invece 5 volte l’ammontare annuo del minimo, la riduzione sale al 50%.

    visual

    Il trattamento minimo 2016 è pari Euro 6.524,57 annui.

    Pensione d’inabilità

    Si considera inabile, ai fini del conseguimento del diritto a pensione, l'assicurato che a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

    La pensione di inabilità è costituita dal trattamento effettivamente maturato sulla base della contribuzione versata, maggiorato di una quota pari a quella che l’inabile avrebbe maturato se avesse continuato a lavorare sino all’età di 60 anni (uomini e donne). L’anzianità contributiva da considerare non può comunque superare i 40 anni.

    Requisito contributivo

    Ai fini del perfezionamento del diritto all'assegno di invalidità e alla pensione di inabilità è richiesto il possesso dei seguenti requisiti di contribuzione: almeno 5 anni di contribuzione (260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la presentazione della domanda.
    Il trattamento minimo 2016 è pari Euro 6.524,57 annui.

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  • La pensione ai superstiti

    Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della morte.

    Aventi diritto

    I superstiti beneficiari possono classificarsi in tre gruppi: il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto), i genitori, i fratelli e le sorelle (in mancanza di coniuge e figli).

    Quote spettanti

    La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo: 60%; coniuge e un figlio: 80%; coniuge e due o più figli: 100%. Qualora abbiano diritto a pensione soltanto i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote sono le seguenti: un figlio: 70%; due figli: 80%; tre o più figli:100%; un genitore: 15 %; due genitori: 30%; un fratello o sorella: 15%. La pensione ai superstiti non può, in alcun caso, risultare superiore all’intero ammontare della rendita della quale risultava titolare, o che sarebbe spettata al lavoratore deceduto.

    Se la vedova possiede redditi

    La pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta: del 75 %, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps; del 60 %, in presenza di redditi (escluso quello della casa di abitazione) d’importo annuo superiore a 4 volte il trattamento minimo; del 50 %, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 5 volte il trattamento minimo Inps.

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    Il trattamento minimo 2016 è pari Euro 6.524,57 annui.

  • Decorrenza delle pensioni

    La pensione di vecchiaia e quella di anzianità decorrono dal mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti richiesti per il diritto.

    L’assegno di invalidità e la pensione di inabilità decorrono dal mese successivo a quella della relativa domanda.

    La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

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  • Misura della pensione

    Il sistema di calcolo della pensione è esclusivamente contributivo, il medesimo criterio stabilito per i lavoratori dipendenti assunti dopo il 1° gennaio 1996.

    Il sistema contributivo funziona ad accumulo. Il lavoratore provvede, ad accantonare annualmente il 26% del reddito assoggettato a contribuzione. Il capitale versato produce una sorta di interesse composto, a un tasso legato alla dinamica quinquennale del Pil (il prodotto interno lordo) e all’inflazione.

    Alla data del pensionamento al montante contributivo, ossia la somma rivalutata dei versamenti effettuati, si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumentare dell’età. Il coefficiente, ad esempio, è pari al 4,589%, per chi chiede la rendita a 60 anni, sale al 5,326% per chi resiste fino a 65 anni e al 6,378% se si decide di arrivare fino a 70 anni. 

    I coefficienti di trasformazione sono rivisti ogni tre anni, sulla base della evoluzione degli andamenti demografici.

    Per le pensioni liquidate a soggetti di età inferiore a 57 anni (in presenza di 40 anni di contributi, pensione di inabilita e pensione ai superstiti) si applica il coefficiente di trasformazione previsto per coloro che hanno compiuto i 57 anni.

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