Lavori e pensione: il lavoratore parasubordinato

Alla ricerca di un lavoro

Professioni e calcolo della pensione, tutte le info utili ai lavoratori parasubordinati

L’Ente previdenziale di riferimento per tutti i lavoratori parasubordinati è l’INPS.
 

 

CONTRIBUTI OBBLIGATORI (quanto costa la pensione)

Il sistema pensionistico dei cosiddetti lavoratori parasubordinati, i collaboratori iscritti alla Gestione Speciale Inps, è finanziato attraverso un prelievo contributivo rapportato ai compensi ricevuti, dichiarati ai fini Irpef.

Aliquota contributiva

L’aliquota contributiva è fissata in misura pari al:
- 32,72%, per i soggetti  non iscritti ad altro fondo previdenziale obbligatorio, né titolari di pensione;
- 24% per i soggetti già iscritti ad altro fondo obbligatorio, ovvero titolari di pensione.

La contribuzione – dovuta entro il medesimo massimale imponibile stabilito per i lavoratori privi di anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995 (pari per l’anno 2017 a 100.324,00 euro) - è ripartita nella misura di 2/3 a carico del committente ed 1/3 a carico del lavoratore.

Accredito annuo

I contributi pensionistici dei parasubordinati vengono accreditati per tutti i mesi relativi a ciascun anno solare, a condizione che sia stata versata una contribuzione annua non inferiore a quella calcolata sul minimale di reddito stabilito per gli esercenti attività commerciale. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi sono ridotti in proporzione alla somma versata e sono accreditati, continuativamente, a partire dal mese di gennaio.

Per l'anno 2017, considerato che il minimale di reddito previsto per i commercianti risulta pari a 15.548 euro, con contribuzione annua del 32,72% pari a 5.088 euro, l'accredito contributivo (almeno un mese) si realizza se è stato versato un contributo pari ad almeno 424 euro (5.088 diviso 12 mesi). Per gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 24% l’accredito dell’intero anno si realizza con un contributo di euro 3.732.

Lavoratori parasubordinati: la contribuzione 2017

I titolari di partita Iva (detti anche “free lance”) per il triennio 2014- 2016 hanno goduto di un sconto particolare (27,72%). A partire dal 2017 l’aliquota viene ridotta definitivamente al 25,72%. Il contributo è interamente a loro carico. Gli stessi possono recuperare in fattura il 4%.​

 

 

TRATTAMENTI PENSIONISTICI

Il diritto alle prestazioni pensionistiche è subordinato alle condizioni che in via generale sono il verificarsi dell'evento protetto (ad esempio il compimento di una determinata età) e il possesso da parte dell'assicurato di determinati requisiti contributivi e assicurativi.

La pensione ordinaria

Per i lavoratori parasubordinati è prevista la pensione ordinaria vecchiaia determinata con il nuovo sistema di calcolo.

I requisiti per ottenerla sono, in alternativa, i seguenti:

  • 66 anni e 7 mesi di età (66 anni e 1 mese le donne) e almeno 20 anni di anzianità contributiva, oppure
  • almeno 70 anni e 3 mesi di età e minimo 5 anni di anzianità contributiva (non vale la contribuzione figurativa)

Condizione

Affinché venga riconosciuta la pensione, l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (limite pari a 673 euro mensili nel 2017). Si prescinde da quest’ultima condizione (1,5 volte l’assegno sociale), nel senso che la pensione viene comunque messa in pagamento, all’età di 70 anni, in presenza di un minimo di 5 anni di contribuzione effettiva (non valgono i contributi volontari).

Trattamento anticipato

Per i lavoratori parasubordinati è possibile anticipare il pensionamento, in presenza dei seguenti requisiti:

  • 63 anni e 7 mesi di età (sia le donne che gli uomini) e almeno 20 anni di anzianità contributiva;
  • cessazione di eventuale rapporto di lavoro subordinato in atto.

Condizione

Affinché venga riconosciuta la pensione, l’importo del trattamento non deve risultare inferiore a 2,8 volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale Inps (limite pari a 1.255 euro mensili nel 2017).

Trattamenti di invalidità

Sono previsti due distinte prestazioni: l’assegno di invalidità e la pensione di inabilità.

Assegno d'invalidità

Si considera invalido l'assicurato la cui capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle sue attitudini sia ridotta a meno di 1/3, in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale.

L’assegno ha carattere temporaneo: viene infatti accordato solo per un triennio, suscettibile di riconferma sempre che il soggetto risulti ancora invalido. Alla scadenza del triennio, per ottenerne la conferma il titolare di assegno è tenuto a presentare apposita domanda. Dopo tre riconoscimenti consecutivi l’assegno è confermato automaticamente e cioè indipendentemente dalla domanda dell’interessato. Al compimento dell'età pensionabile per la vecchiaia, sempre che ricorrano i relativi requisiti di contribuzione, l'assegno di invalidità si trasforma d'ufficio in pensione di vecchiaia.

L’assegno d’invalidità è ridotto proporzionalmente all’entità dei redditi, conseguiti per attività lavorativa. In altri termini, all’invalido che continua a svolgere attività lavorativa e realizza una somma superiore a 4 volte il trattamento minimo Inps, l’assegno viene ridotto del 25%. Se il reddito supera invece 5 volte l’ammontare annuo del minimo, la riduzione sale al 50%.

Lavoratori parasubordinati: invalidi e cumulo redditi

Pensione d’inabilità

Si considera inabile, ai fini del conseguimento del diritto a pensione, l'assicurato che a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

La pensione di inabilità è costituita dal trattamento effettivamente maturato sulla base della contribuzione versata, maggiorato di una quota pari a quella che l’inabile avrebbe maturato se avesse continuato a lavorare sino all’età di 60 anni (uomini e donne). L’anzianità contributiva da considerare non può comunque superare i 40 anni.

Requisito contributivo

Ai fini del perfezionamento del diritto all'assegno di invalidità e alla pensione di inabilità è richiesto il possesso dei seguenti requisiti di contribuzione: almeno 5 anni di contribuzione (260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la presentazione della domanda. Il trattamento minimo 2017 è pari a  6.524,57 euro annui. 

La pensione ai superstiti

Il diritto alla pensione in favore dei superstiti sorge in caso di decesso del pensionato oppure del lavoratore in attività, a condizione che quest'ultimo, al momento del decesso, possa far valere almeno 15 anni di contribuzione, ovvero 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data della morte.

Aventi diritto

I superstiti beneficiari possono classificarsi in tre gruppi: il coniuge ed i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto), i genitori, i fratelli e le sorelle (in mancanza di coniuge e figli).

Quote spettanti

La misura della pensione è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato. Le quote sono le seguenti: coniuge solo: 60%; coniuge e un figlio: 80%; coniuge e due o più figli: 100%. Qualora abbiano diritto a pensione soltanto i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote sono le seguenti: un figlio: 70%; due figli: 80%; tre o più figli:100%; un genitore: 15 %; due genitori: 30%; un fratello o sorella: 15%. La pensione ai superstiti non può, in alcun caso, risultare superiore all’intero ammontare della rendita della quale risultava titolare, o che sarebbe spettata al lavoratore deceduto.

Se la vedova possiede redditi

La pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta: del 75%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps; del 60 %, in presenza di redditi (escluso quello della casa di abitazione) d’importo annuo superiore a 4 volte il trattamento minimo; del 50%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a 5 volte il trattamento minimo Inps.

Lavoratori parasubordinati: cumulo tra redditi e pensioni superstiti 2017

Il trattamento minimo 2017 è pari a  6.524,57 annui.

 

DECORRENZA DELLE PENSIONI

La pensione di vecchiaia e quella di anzianità decorrono dal mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti richiesti per il diritto. L’assegno di invalidità e la pensione di inabilità decorrono dal mese successivo a quella della relativa domanda. La pensione ai superstiti è fissata al mese successivo alla data del decesso del dante causa.

Lavoratori parasubordinati: la decorrenza delle pensioni al 2017

 

LE NOVITÀ 2017

A decorrere dal 1° maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, è istituito l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica (in sigla APE). Si tratta di un prestito corrisposto a quote mensili per 12 mensilità, fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. 28 dicembre 2015

La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.28 dicembre 2015 Trattandosi di un “prestito” e non di una prestazione previdenziale, le somme erogate non concorrono a formare il reddito ai fini dell'Irpef.

Due le tipologie: l’Ape “volontaria”, che prevede appunto la restituzione delle somme incassate e l’Ape “sociale”, gratuita solo per particolari categorie di lavoratori dipendenti, a cui non sono quindi interessati gli iscritti alla Gestione Separata.

Requisiti 

L'anticipo pensionistico può essere richiesto da tutti i lavoratori che, al momento della domanda, hanno un'età anagrafica minima di 63 anni e che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché siano in possesso del requisito contributivo minimo di 20. Inoltre,  la pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, deve essere pari o superiore (al momento dell'accesso alla prestazione), a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 703 euro nel 2017).

La durata minima dell'APE è di 6 mesi. L'entità minima e massima di APE richiedibile, dovranno essere disciplinate da un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Iter procedurale

Per accedere all’anticipo pensionistico, il soggetto richiedente deve prestare all’Inps la domanda di certificazione del diritto all'APE. L'Inps, verificato il possesso dei requisiti, certifica il diritto e comunica all’interessato l'importo minimo e l'importo massimo ottenibile. Il soggetto in possesso della certificazione,  deve presentare domanda di APE e contemporaneamente  domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. Nella domanda il soggetto richiedente deve indicare il finanziatore (la banca) cui richiedere l'APE, nonché l'impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Le informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di legge sono fornite, al soggetto richiedente dall'INPS, per conto del finanziatore e dell'impresa assicurativa.

La domanda di APE e di pensione non sono revocabili, salvo in caso di esercizio del diritto di recesso previsto dal T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia. In deroga al “codice del consumo”, il termine per recedere dal contratto di assicurazione è di 14 giorni.

La quattordicesima

A partire dall’anno 2007, a favore dei pensionati con età non inferiore a 64 anni, viene riconosciuta una somma aggiuntiva, determinata in funzione dell’anzianità contributiva maturata. La somma, una sorta di 14^ mensilità, è corrisposta insieme alla mensilità di luglio e spetta a condizione che il soggetto non possieda un reddito complessivo individuale superiore a 1,5 volte il trattamento minimo Inps (9.787 euro).

A tal fine si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, ad eccezione sia dei redditi derivanti dagli assegni familiari e dall’indennità di accompagnamento, sia del reddito della casa di abitazione, dei trattamenti di fine rapporto e delle competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito l’elevazione del limite di reddito utile da 1,5 volte a 2 volte il trattamento minimo (da 9.167 a 13.050 euro). 

Lavoratori parasubordinati: la quattordicesima mensilità (dati al 2017)

 

MISURA DELLA PENSIONE

Il sistema di calcolo della pensione è esclusivamente contributivo, il medesimo criterio stabilito per i lavoratori dipendenti assunti dopo il 1° gennaio 1996.

Il sistema contributivo funziona ad accumulo. Il lavoratore provvede, ad accantonare annualmente il 26% del reddito assoggettato a contribuzione. Il capitale versato produce una sorta di interesse composto, a un tasso legato alla dinamica quinquennale del Pil (il prodotto interno lordo) e all’inflazione.

Alla data del pensionamento al montante contributivo, ossia la somma rivalutata dei versamenti effettuati, si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumentare dell’età. Il coefficiente, ad esempio, è pari al 4,589%, per chi chiede la rendita a 60 anni, sale al 5,326% per chi resiste fino a 65 anni e al 6,378% se si decide di arrivare fino a 70 anni.

I coefficienti di trasformazione sono rivisti ogni tre anni (ogni due anni dal 2019), sulla base della evoluzione degli andamenti demografici.

Lavoratori parasubordinati: i coefficienti di trasformazione 2017

Per le pensioni liquidate a soggetti di età inferiore a 57 anni (in presenza di 40 anni di contributi, pensione di inabilita e pensione ai superstiti) si applica il coefficiente di trasformazione previsto per coloro che hanno compiuto i 57 anni.

 

 

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