Miniguida alla ricongiunzione

Ricongiunzione, di cosa si tratta e come fare domanda? Tutte le info utili nella nostra miniguida 

Per determinare il diritto e la misura della pensione possono essere utilizzati anche i contributi versati in fondi di previdenza diversi da quello cui si è iscritti. L’operazione di trasferimento, comunemente denominata ricongiunzione, cioè l’unificazione allo scopo di ottenere un’unica pensione calcolata su tutti i contributi versati, ha assunto negli ultimi anni particolare importanza, dovuta sia alla mobilità dei lavoratori dal settore privato a quello pubblico, e viceversa, sia alla maggior frequenza dei casi in cui, nel corso della carriera lavorativa, coesistono periodi di lavoro dipendente con attività di lavoro autonomo o professionale.

Come fare la domanda - La domanda di ricongiunzione deve essere presentata alla competente sede dell’Istituto, Ente, Cassa, Fondo o gestione previdenziale nella quale si chiede di ricongiungere i diversi periodi. La facoltà di ricongiunzione dei vari periodi in un’unica gestione può essere esercitata una sola volta. Tale facoltà può essere esercitata una seconda volta:

  • dopo almeno dieci anni dalla prima, con almeno cinque anni di contribuzione per effettivo lavoro;
  • al momento del pensionamento e solo nella stessa gestione nella quale ha operato la precedente ricongiunzione.

L’iter burocratico - Calcolato l’onere della ricongiunzione, l’ente che riceve i contributi deve darne comunicazione al richiedente mediante raccomandata, dove si avverte l’interessato che il pagamento dell’onere deve avvenire entro   il termine perentorio di 60 giorni a decorrere dalla data di ricezione della relativa comunicazione.

 Se non c’è necessità di un utilizzo immediato della contribuzione ricongiunta, è possibile il pagamento in forma rateale mensile, con la maggiorazione di un interesse annuo composto pari all’indice  dell’inflazione (variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’Istat) dell’anno solare che precede immediatamente quello in cui è stata presentata la domanda di ricongiunzione. Il pagamento dilazionato è consentito per un numero di rate non superiore alla metà delle mensilità corrispondenti ai periodi ricongiunti (il numero massimo delle rate occorrenti per ricongiungere quattro anni di contributi, ad esempio, è 24). I dipendenti pubblici pagano attraverso la ritenuta sullo stipendio.

L’eventuale debito residuo al momento della decorrenza della pensione può essere recuperato ratealmente sulla pensione stessa, assicurando comunque all’interessato la corresponsione di una quota di pensione pari al trattamento minimo Inps.

Il richiedente viene considerato rinunciatario se, entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione dell’onere, non conferma la propria volontà mediante:

a. il pagamento dell’intero importo dovuto;

b. oppure il pagamento di un importo non inferiore alla somma delle prime tre rate per la massima dilazione possibile;

c. oppure la presentazione di una richiesta di rateazione diversa da quella proposta.

Quanto costa ricongiungere - I contributi ricongiunti sono equiparati a tutti gli effetti a quelli obbligatori versati durante il rapporto di lavoro, sono, quindi, utili sia per il diritto sia per la misura della pensione. Il richiedente deve versare:

a. nel primo caso, utilizzo della contribuzione versata come lavoratore autonomo (attraverso la legge n. 29/1979), una somma pari al 50% della differenza tra la riserva matematica necessaria per la copertura del periodo assicurativo e l’ammontare della contribuzione materialmente trasferita dalla propria gestione al fondo lavoratori dipendenti (maggiorata dagli interessi al tasso annuo del 4,5%);

b. nel secondo caso (liberi professionisti, legge n. 45/1990), una somma pari alla differenza tra la riserva matematica necessaria per la copertura del periodo assicurativo e l’ammontare della contribuzione trasferita (maggiorata dagli interessi al tasso del 4,5%).

Le tabelle contenenti i coefficienti di capitalizzazione cui fare riferimento per le ricongiunzioni dirette verso l’Inps sono quelle contenute nel decreto ministeriale del 31 agosto 2007 (pubblicato sul Supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 258 del 7 novembre 2007), le stesse utilizzate per i riscatti. Differenti tabelle (per ogni singola cassa) sono invece previste per la ricongiunzione verso le casse dei liberi professionisti.

In concreto, l’operazione che consente di determinare l’onere di ricongiunzione richiede:

a. il calcolo della pensione annua “teorica” maturata, alla data della domanda, presso il fondo dove si ricongiunge, senza tener conto del periodo trasferito;

b. il calcolo della pensione annua “teorica” maturata, sempre alla data della domanda di ricongiunzione, con l’aggiunta del periodo di contribuzione trasferita;

c. il calcolo dell’incremento di pensione, ossia la differenza tra il risultato del punto b. e quello del punto a.

Una volta ricavato il teorico “incremento di pensione”, per ottenere la riserva matematica occorre  moltiplicarlo per il coefficiente di capitalizzazione corrispondente alle caratteristiche di chi richiede la ricongiunzione.         

Come si può notare, la ricongiunzione dei periodi maturati presso casse di previdenza per liberi professionisti (legge n. 45/1990) è decisamente più costosa, poiché non gode dell’abbattimento del  50% (legge n. 29/1979).

Attenzione! La ricongiunzione opera esclusivamente ai fini di una pensione unica. Questo significa che non si possono accentrare parzialmente i contributi versati in una gestione, né, in caso di iscrizione a tre o più gestioni, trasferirne soltanto due o comunque lasciarne esclusa una parte. La ricongiunzione inoltre non può essere esercitata da coloro che risultino già titolari di rendita, nel senso che non possono essere trasferiti periodi assicurativi che abbiano dato luogo alla liquidazione di un trattamento pensionistico.

Come si paga - Il pagamento si effettua utilizzando gli appositi bollettini MAV inviati dall'INPS con il provvedimento di accoglimento. I bollettini possono essere pagati presso qualsiasi sportello bancario senza costi aggiuntivi e presso tutti gli uffici postali, pagando la commissione postale vigente.

E’ possibile stampare i bollettini Mav direttamente dal sito seguendo il seguente percorso: www.inps.it  > Portale dei Pagamenti > riscatti ricongiunzioni e rendite. Per accedere al servizio è necessario il codice fiscale e il codice Pin rilasciato dall’Istituto (nel caso di singola pratica è sufficiente il solo codice fiscale) oppure richiederli al contact center al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, che provvederà all’invio della copia del bollettino all’ indirizzo desiderato o tramite posta elettronica. Comunicando il numero della pratica e il codice fiscale, è possibile effettuare il pagamento anche con le seguenti modalità:

  • rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”:
    • le tabaccherie che aderiscono al circuito Reti Amiche;
    • gli sportelli bancari di Unicredit Spa (con pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit, anche a debito sul conto corrente bancario);
    • tramite il sito Internet Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio Banca online.
  • On line sul sito Internet www.inps.it  > Portale dei Pagamenti > riscatti ricongiunzioni e rendite, utilizzando la carta di credito per perfezionare il pagamento.
  • Tramite il contact center (con carta di credito) al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.

La banca affidataria del servizio di Pos virtuale, Intesa Sanpaolo Spa, invia la notifica di avvenuto addebito dell’importo all’indirizzo e-mail del prosecutore mentre l’Istituto invia la ricevuta analitica di pagamento all’indirizzo risultante nell’archivio Inps.

In caso di pagamento rateale è possibile richiedere l’addebito diretto su un conto bancario o postale.

Le tasse - Le somme versate a titolo di ricongiunzione sono interamente deducibili dal reddito imponibile Irpef. In pratica, la somma pagata va a ridurre l’imponibile, come se si trattasse di contributi obbligatori. Un bel risparmio, che è tanto maggiore quanto più è elevato il reddito del contribuente. Ed è per questo che all’inizio dell’anno solare successivo ai versamenti, l’ente di previdenza fornisce una apposita attestazione utile ai fini fiscali.

Attenzione! Il versamento, anche parziale, dell’importo dovuto determina l’irrevocabilità della domanda di ricongiunzione. A differenza dei riscatti, le somme già versate non vanno a parziale copertura di periodi assicurativi, ma vengono restituite. Un esempio. Nel caso in cui il richiedente un riscatto di laurea (4 anni) durante il pagamento rateale dovesse fermarsi a metà (non intendendo più proseguire con i versamenti), ha comunque diritto all’accredito dei 2 anni già pagati. In caso di ricongiunzione, invece, le somme relative ai 2 anni già versati vengono restituite, senza alcun accredito parziale.

 

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