I giovani e la previdenza: perché non è troppo presto per pensare alla pensione

Giovani e pensione (pubblica o complementare), un rapporto nient'affatto semplice ma da coltivare: perché non è mai troppo presto per iniziare a pianificare il proprio futuro previdenziale 

“Chi pensa alla pensione? Sono giovane ho tempo!” Nulla di più sbagliato! Il costante aumento dell’aspettativa di vita pone un serio problema di rischio pensionistico per le giovani generazioni, che devono confrontarsi non solo con rendite pensionistiche calcolate con il "meno generoso" metodo di calcolo contributivo, ma anche e soprattutto con i provvedimenti resi necessari - ora e in futuro - da una spesa previdenziale pubblica in costante aumento a causa del progressivo aumento della popolazione. 

In uno scenario sempre più complesso, un'alternativa da considerare è quella offerta dalla previdenza complementare, vale a dire dalla possibilità di accumulare nel corso della propria vita lavorativa una sorta di salvadanaio previdenziale, del quale usufruire poi come pensione aggiuntiva di scorta o, se necessario, ancora prima del pensionamento, in caso di particolari situazioni di difficoltà. Una sorta di "salvadanaio consapevole", dunque, cui - in caso di scelta favorevole alla previdenza integrativa - sarebbe oltretutto bene iscriversi da subito, perché prima si inizia a contribuire e più tempo si ha a disposizione per accumulare i risparmi che saranno destinati alla propria pensione integrativa, ottenendo oltretutto anche dei vantaggi dal punto di vista fiscale

D'altra parte, pensare fin dalla giovane età al risparmio previdenziale impone una conoscenza di tematiche finanziarie, anche solo di base, di cui non tutti i ragazzi dispongono. Una domanda sorge allora spontanea: ma quanto sono preparati i giovani studenti e lavoratori sul tema della previdenza?

Alcuni dati sul rapporto tra giovani e previdenza

Le statistiche sembrerebbero dire non molto e la situazione non migliora, passando dalle conoscenze teoriche alla pratiche. I dati COVIP riguardanti l'adesione ai fondi pensione e ad altre forme pensionistiche complementari mostrano infatti tassi di adesione alla previdenza integrativa di per sé piuttosto bassi (gli aderenti alla previdenza complementare erano appena poco più di 7 milioni nel 2015), ma che non superano il 10% tra i più giovani. Ecco allora che diventa dovoreso un altro interrogativo: scelta consapevole o mancata di un'adeguata formazione previdenziale? 

 

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