A cosa serve un contratto di assicurazione? Il concetto di rischio

Dal ramo "vita” al “danni”: le ragioni, e i possibili rischi e bisogni, che possono spingere a stipulare un contratto di assicurazione (obblighi di legge compresi)

Un concetto centrale per capire il mondo assicurativo è quello di rischio, che definisce insieme a quello di bisogno il senso stesso della scelta di assicurarsi. Chi si assicura lo fa infatti per garantirsi risposte o risorse in termini di servizio per bisogni futuri oppure per tutelarsi dal possibile verificarsi (in futuro) di un rischio presente. Tanto che gli stessi operatori del settore organizzano la loro offerta sulla base dei diversi tipi di rischio contro cui (o dei tipi di bisogno nei confronti dei quali) permettono di assicurarsi.

In alcuni ambiti, è la legge a imporci di assicurarci (si pensi al rischio RC auto e alle polizze RC professionali): in particolare, ciò accade quando l'assicurazione non è pensata solo come garanzia a copertura del singolo ma, più in generale, come tutela della collettività, che potrà così fare affidamento sulla presenza e sulla solvibilità di un'impresa di assicurazione. Nella maggior parte delle circostanze, è però lasciata al singolo individuo la libertà di decidere se garantirsi o meno per i propri rischi e bisogni futuri. Accantonato dunque il caso peculiare delle polizze obbligatorie, quali sono quindi le ragioni che possono spingere qualcuno ad assicurarsi?

In generale, si possono individuare due ragioni principali. La prima è l’esigenza di protezione dal rischio di un determinato evento (anche circoscritto nel tempo), la seconda riguarda invece di solito il medio-lungo periodo e, quindi, vede nell’assicurazione un investimento o una garanzia per il futuro e, in particolare, per la serena gestione di potenziali bisogni correlati a eventi attesi o comunque prevedibili, come ad esempio la vecchiaia. Va d'altra parte che precisato che non tutti i rischi e bisogni sono assicurabili, nonostante oggi la maggior parte trovi ormai risposta nella proposta contrattuale delle compagnie di assicurazione. Maggiore sarà il rischio, maggiore sarà normalmente il premio richiesto, con il vantaggio però di ripartire lo stesso rischio di una generalità più ampia di soggetti esposti allo stesso rischio. Concetto che vale, pur con tutti gli aggiustamenti del caso, anche per le assicurazioni legate a protezione, investimento o risparmio, per le quali l'assicuratore  può essere addirittura chiamato a esercitare il ruolo di investitore qualificato capace di pagare rendite o capitale al verificarsi di determinati eventi, come la sopravvivenza o la morte a una data prestabilita.

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Attenzione, dunque! Normalmente, si usa dire che il rischio per essere assicurato debba riguardare un evento futuro, incerto e avverso, ma questa indicazione non è del tutto precisa, soprattutto per quel che riguarda il tema dell'incertezza: basti pensare al caso della morte! Se per ogni rischio o bisogno è normalmente presente una soluzione assicurativa, le compagnie di assicurazione si distinguono proprio in base alle garanzie che vanno a offrire per rispondere alle esigenze della clientela. In altri termini, poiché a rischi e bisogni diversi corrispondono solitamente condizioni contrattuali diverse, in ambito assicurativo le polizze vengono solitamente distinte nei cosiddetti “rami”: la prima grande distinzione è quella tra danni e vita.

In particolare, sono assicurazioni danni quelle che consentono all’assicurato di ricevere un indennizzo al verificarsi di un evento avverso definito sinistro. Il caso più frequente è quello delle soluzioni assicurative che offrono garanzie in caso di rottura o danneggiamento di beni di proprietà (computer, auto, parti della casa, …), ma questa tipologia ricomprende in realtà anche il rischio di dover rispondere con il proprio patrimonio ai danni procurati a terze persone, come nel caso della polizza RC auto. Con un'importate precisazione: a differenza di quelle vita, le assicurazioni danni devono “risarcire” l’assicurato del danno patito e quindi non possono né devono mai tendere a un suo ingiustificato arricchimento dello stesso (questo è quello che è definito comunemente “principio indennitario”). Rientrano invece nel cosiddetto ramo vita tutte le operazioni contrattuali con le quali la compagnia di impegna a versare un determinato capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (vita, morte o malattia). La più nota è l’assicurazione per il caso di morte, ma devono essere ricordate per importanza e volumi anche le polizze con cui viene riconosciuto al beneficiario un capitale o una rendita -  in caso di sopravvivenza oltre la data pattuita - pari al risultato del risultato ottenuto dalla compagnia dall’investimento dei premi pagati per assicurarsi.

Da qui, dunque, la definizione di “rami” che, a loro volta, possono oltretutto suddividersi in ulteriori sotto-rami (ad esempio, quello danni ne conta 18, tra cui quelli infortuni, malattia, RC auto, …). Salvo casi peculiari, le imprese di assicurazione sono però normalmente autorizzate o all’esercizio del ramo vita o a quello del ramo danni, senza possibilità di operare in entrambi i settori, proprio in virtù della diversa operatività richiesta per garantire rischi e bisogni differenti. Se questa distinzione è ancora marcata dal punto di vista amministrativo, va comunque precisato che, dal punto di vista delle garanzie e delle loro finalità, queste differenze tendono a essere progressivamente superate, sia per la possibilità di accedere a contratti composti da soluzioni vita e danni congiuntamente (pur se prestate da imprese diverse) sia per le cause che possono dare diritto alla prestazione.

Un esempio: è possibile assicurare il proprio rischio di non autosufficienza sia ricorrendo a soluzioni del ramo vita che del ramo danni. Il rischio è lo stesso, ma sarà diversa la natura della prestazione assicurativa ad essere diversa. Nel caso delle polizze vita LTC, al verificarsi del rischio sarà pagata normalmente una rendita per tutto il resto della mia vita; nel caso delle polizze danni LTC, si avrà ad esempio diritto al rimborso delle spese sostenute per pagare un infermiere o un collaboratore domestico o per adeguare la propria abitazione alle nuove esigenze date dalla difficoltà di muoversi.

Se l’assicurazione è la risposta a rischi e bisogni, si tratterà allora di valutare la propria situazione personale e individuare per quali sia necessario stipulare una polizza, avendo l'attenzione di comprendere che cosa viene garantito e cosa no, a quali condizioni, e quali siano le prestazioni a cui si avrà diritto.

 

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