Il welfare integrativo aziendale

E una volta che ho trovato un lavoro (regolare!)…

Ma il lavoro regolare oltre alle tutele che abbiamo sinteticamente esaminato, offre molte altre opportunità ai lavoratori quali: la possibilità di conciliare i tempi di vita con quelli lavorativi, la flessibilità dell’orario lavorativo, i fondi pensionistici integrativi, l’assistenza sanitaria, il benessere psicofisico, l’integrazione sociale e linguistica dei lavoratori extracomunitari, la sensibile riduzione della spesa per gli spostamenti casa-ufficio, per il vitto e per le tasse scolastiche dei figli. Tutto questo, o una parte, è possibile grazie all’adozione di politiche di Welfare Integrativo Aziendale agevolate fiscalmente dallo Stato.

 

Che cos’è il WIA?

 

Con Welfare Integrativo Aziendale intendiamo quell’insieme di attività, beni e servizi posti in essere dalle imprese per migliorare il benessere e la qualità di vita dei propri dipendenti, dei loro familiari e di tutti coloro che hanno rapporti con l’azienda in generale.

Ma il welfare aziendale non è una novità degli ultimi anni! Al contrario, ha radici antiche e nel corso del tempo ha progressivamente cambiato pelle, passando da un ruolo sostitutivo (quando non esisteva alcuna forma di Stato Sociale) a un ruolo aggiuntivo e per certi versi marginale (forse un poco in disarmo nel trentennio di sviluppo vorticoso del welfare di Stato) per arrivare a un ruolo complementare ma importante e sempre più fondamentale oggi in coincidenza con l’attuale situazione economica del Paese e con l’inevitabile quanto dolorosa riduzione delle prestazioni e dei servizi pubblici.

Come funziona?

Le misure intraprese fino a questo momento sono varie e diversificate e riguardano specialmente: la creazione di asili nido aziendali per facilitare la vita dei dipendenti, soprattutto delle donne con bambini piccoli; l’istituzione di mense aziendali; la stipula di convenzioni per migliorare il benessere psico fisico dei dipendenti e dei loro famigliari (con palestre, piscine, centri benessere, laboratori diagnostici, ambulatori sanitari e odontoiatrici, etc.) nonché l’istituzione delle casse sanitarie aziendali; la realizzazione di strumenti di previdenza complementare per aumentare le future pensioni; il car-sharing, il telelavoro, il maggiordomo aziendale che si sostituisce al dipendente per il disbrigo di alcune incombenze quotidiane.

A queste vanno aggiunte anche alcune iniziative di sostegno al reddito come ad esempio i buoni per l’acquisto dei testi scolastici, il supporto economico per il pagamento delle tasse universitarie, le borse di studio per i figli dei dipendenti, la possibilità di richiedere dei prestiti agevolati per l’acquisto di automobili, mutui immobiliari, e così via.

Tuttavia, non sono solo i dipendenti (e le loro famiglie) a godere dei benefit e delle iniziative di welfare privato, ma anche le stesse aziende, perché è ormai un dato di fatto che al benessere dei lavoratori corrisponde anche quello dell’impresa soprattutto in termini di rendimento e crescita interna. Inoltre, bisogna tener conto che numerosi dei benefit concessi dall’azienda sono fiscalmente esenti con ulteriori incrementi previsti dalla legge di stabilità per il 2016.