Prestazione pensionistica integrativa: quando la ottengo e in che forma?

Dall'adesione al fondo alla prestazione: cosa occorre sapere sull'erogazione della pensione complementare

La prestazione pensionistica può essere richiesta quando si maturano i requisiti di pensionamento per la pensione pubblica previsti dalla normativa vigente, purché si abbiano almeno cinque anni partecipazione a una o più forme pensionistiche complementari. Può essere erogata in forma di rendita (pensione complementare) o in capitale o mista, secondo i limiti fissati dalla legge.

Quindi, è bene sottolineare che possedere i requisiti per il pensionamento non comporta obbligatoriamente andare in quiescenza: l’aderente può decidere se cominciare a percepire la pensione complementare o rimanere nel fondo, proseguendo o meno con contribuzioni, fino alla data da lui desiderata. Perché compiere una scelta di questo tipo? L’ammontare della pensione viene calcolato trasformando il capitale in una rendita applicando dei ‘coefficienti di conversione’, che non tengono solo conto dell’andamento demografico della popolazione italiana, ma anche dell'età e del sesso: ne consegue che maggiori saranno il capitale accumulato e/o l’età al pensionamento, tanto maggiore sarà l’importo della rendita.

Come viene erogata la prestazione? La pensione complementare è normalmente pagata dall’impresa di assicurazione con cui il fondo ha stipulato una convenzione; è comunque possibile trasferire la propria posizione presso un altro fondo in caso di convenzioni con una compagnia di assicurazione che applica condizioni economiche più favorevoli. Può essere poi reversibile sia al coniuge sia a un altro soggetto designato, oltre a fornire prestazioni accessorie quali quelle per non autosufficienza.

Al momento della pensione, è inoltre possibile scegliere la liquidazione della propria posizione individuale in un’unica soluzione fino a un massimo del 50%. Tale opzione consente indubbiamente di soddisfare eventuali urgenze, ma ovviamente - nel compiere questa scelta - è da tenere ben presente che più alta è la quota in capitale tanto più bassa sarà la pensione integrativa.

Gli iscritti titolari di reddito da lavoro che cessino l’attività lavorativa e maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi, abbiano un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza e maturato cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari possono richiedere le prestazioni della forma pensionistica complementare, con esclusione di quelle in regime di prestazione definita, in tutto o in parte, in una forma di rendita temporanea denominata  "Rendita integrativa temporanea anticipata" (RITA), che consiste di nell'erogazione frazionata di un capitale pari al montante accumulato richiesto. La rendita anticipata è riconosciuta anche ai lavoratori che risultano essere inoccupati per un per un periodo di tempo superiore a 24 mesi e che maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi e maturato cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari. 

Da sottolineare infine che le prestazioni pensionistiche complementari sono sottoposte agli stessi limiti di cedibilità, sequestrabilità, pignorabilità in vigore per le pensioni a carico degli istituti di previdenza obbligatoria.

Cosa accade in caso di decesso? Nell'eventualità del decesso prima del raggiungimento del pensionamento, la posizione individuale accumulata presso il fondo sarà liquidata agli eredi legittimi/beneficiari che l’aderente avrà indicato. In mancanza di eredi legittimi o di altri beneficiari designati, la posizione resterà acquisita dal fondo stesso.

 

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