Quanto devo versare per ottenere una pensione complementare?

Previdenza complementare, come stabilire quanto destinare alla propria pensione integrativa? Ecco alcune informazioni utili da considerare

La risposta non è univoca, poiché dipende da molteplici fattori, tra loro collegati: l’importo stimato della pensione pubblica, la percentuale di incremento di quest’ultima ritenuta adeguata, gli anni di contribuzione alla previdenza complementare e il rendimento netto del fondo pensione. Per tutte queste ragioni, è quindi possibile suggerire solo un “percorso” per determinare la quota di reddito da lavoro da destinare al fondo pensione ritenuta più adatta alle proprie aspettative. Ovvero:

  • Stimare tramite la “Busta Arancione” la propria pensione pubblica
  • Stabilire la percentuale di incremento di quest’ultima necessaria per disporre di una pensione complessiva che consenta un tenore di vita adeguato
  • Considerare la durata della contribuzione tenendo presente che più numerosi sono gli anni contribuzione più contenuto sarà il versamento annuo
  • Considerare la deducibilità (entro i 5.164 Euro) del versamento annuo: il suo importo netto sarà dunque inferiore a quanto accantonato presso il fondo
  • Nella stima del rendimento, considerare la possibilità di accedere - nel corso della partecipazione - a comparti con possibili rendimenti più alti, ma più rischiosi, quando si è lontani dalla pensione e a quelli meno rischiosi, ma con ritorni più contenuti, mentre ci si avvicina al ritiro in modo da usufruire nel complesso di un rendimento medio accettabile.

La tabella sottostante fornisce qualche esempio in presenza di diverse ipotesi circa durata, rendimento etc per avere una integrazione della pensione pubblica del 10%.

 

 

 

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