Anzianità e vecchiaia: che differenza c'è?

Pensione di anzianità, di vecchiaia e anticipata: facciamo chiarezza (anche sui corrispondenti requisiti di accesso)

La pensione principale è la pensione di vecchiaia, che si percepisce a un'età prevista dalla legge che, per il 2018, è fissata a 66 anni e 7 mesi per tutti, uomini e donne, dipendenti e autonomi. Soglia anagrafica che, in ogni caso, nel biennio 2019-2020 salirà a 67 anni.

La pensione di anzianità, così come era in passato (35 anni di anzianità contributiva, cioè anni in cui si sono versati regolarmente i contributi e una età anagrafica di 62 anni), sta invece scomparendo; oggi si può andare in pensione prima dell'età di vecchiaia (da cui il nome di "pensione anticipata") se si hanno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Anche in questo caso, previsto un adeguamento per il 2019 quando sarà necessario perfezionare 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne. 

I requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva sono indicizzati all’incremento della speranza di vita; di conseguenza, più aumenterà, anche negli anni a venire, l'aspettativa di vita e più tardi si andrà in pensione

 

Potrebbe interessarti anche

Burocrazia, miniguide alla pensione

Miniguide alla pensione

Requisiti, tempi, costi e altre info utili: tutto quello che serve sapere per affrontare burocrazia e pratiche previdenziali 

Come e perché aderire alla previdenza integrativa?

Con il metodo di calcolo contributivo la pensione sarà ancora sufficiente? O meglio iniziare a pensare a una "pensione di scorta"? Alcuni dei dubbi più frequenti di quanti si interrogano sull'adesione alla previdenza complementare

La Busta Arancione

Due strumenti di calcolo in uno: vuoi sapere a quanto ammonteranno la tua pensione pubblica e integrativa? Prova la Busta Arancione di Pensioni&Lavoro, semplice e a prova di clic!