Tutto quello che c'è da sapere sulla ricongiunzione

Ricongiunzione dei contributi: di cosa si tratta e come si ottiene 

Per determinare il diritto e la misura della pensione possono essere utilizzati anche i contributi versati in fondi di previdenza diversi da quello cui si è iscritti. L’operazione di trasferimento, comunemente denominata ricongiunzione, cioè l’unificazione allo scopo di ottenere un’unica pensione calcolata su tutti i contributi versati, ha assunto negli ultimi anni particolare importanza, dovuta sia alla mobilità dei lavoratori dal settore privato a quello pubblico, e viceversa, sia alla maggior frequenza dei casi in cui, nel corso della carriera lavorativa, coesistono periodi di lavoro dipendente con attività di lavoro autonomo o professionale.

Il complesso sistema previdenziale italiano si basa su numerosi trattamenti differenti tra loro, gestiti da un notevole numero di enti, casse e fondi, rivolti a specifiche categorie di assicurati, il cui universo può essere suddiviso in quattro grandi settori: a) dipendenti privati iscritti all’Inps presso il regime generale o nei cosiddetti fondi speciali; b) dipendenti pubblici; c) lavoratori autonomi (coltivatori diretti, artigiani, commercianti); d) liberi professionisti (categorie dotate di una propria Cassa di previdenza).

All’origine, ciascun fondo era separato: non comunicava con gli altri perché vigeva una sorta di impermeabilità tra le varie categorie professionali. Le conseguenze, per coloro che seguivano esperienze di lavoro diverse, erano ovviamente negative. In pratica, gli “spezzoni” contributivi versati nei vari enti davano diritto a pensioni di importo modesto, quando non si perdevano del tutto. A mano a mano che la mobilità del lavoro ha preso piede si è consolidato il principio della ricongiunzione, che può essere gratuita o onerosa. Questo in sintesi il quadro complessivo.

Ricongiunzione gratuita - La possibilità di ricongiunzione, per la quale non è previsto alcun onere finanziario a carico del richiedente, riguarda:

  • tutti i dipendenti pubblici (statali, dipendenti degli enti locali) e gli iscritti ai fondi speciali Inps, che cessano dal servizio senza diritto alla pensione del fondo di provenienza. In questo caso il trasferimento dei vari spezzoni contributivi avviene presso il regime generale Inps;
  • artigiani, commercianti e coltivatori diretti: non esiste alcuna condizione per la ricongiunzione con il regime generale Inps e, quindi, il conseguente cumulo con la contribuzione da lavoro dipendente.

Ricongiunzione onerosa -  È disciplinata da due diverse normative:

  1. legge n. 29/1979. Consente la ricongiunzione nel fondo lavoratori dipendenti Inps dell’eventuale contribuzione versata in qualità di coltivatore diretto, artigiano e commerciante. È, però, necessario che il richiedente possa vantare, nel periodo antecedente la domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in una o più gestioni obbligatorie per lavoratori dipendenti. La stessa normativa consente ai dipendenti pubblici e agli iscritti a fondi speciali di previdenza di ricongiungere presso il proprio fondo di appartenenza l’eventuale quota versata nel regime generale Inps;
  2. legge n. 45/1990. Consente la ricongiunzione presso l’Inps della contribuzione versata in una Cassa o in un fondo libero professionale e viceversa. La destinazione (direzione) dei contributi ricongiunti è stabilita dall’iscrizione al momento della domanda.

La ricongiunzione nel sistema contributivo - Per i lavoratori assunti dal 1° gennaio 1996 in poi, coloro che percepiranno la pensione esclusivamente con il nuovo sistema contributivo, il problema ricongiunzione non si pone concretamente. A loro infatti è data la possibilità di utilizzare, cumulandoli, i diversi periodi maturati presso diverse forme di assicurazione obbligatoria. Praticamente, ognuno dei singoli fondi di previdenza calcola la pensione secondo le proprie regole e paga la quota di sua competenza, sulla base cioè della contribuzione accumulata.