E se mi ammalo? Il SSN, cure e assistenza per i malati e loro famiglie

La prevenzione è fondamentale, ma compito altrettanto essenziale del SSN è tutelare i cittadini quando la salute viene meno: malattie rare o croniche, disabilità, non autosufficienza… Cosa prevede la legge italiana per tutelare i cittadini che si trovino in condizioni cliniche di particolare difficoltà

Parlare di tutela della salute e, in particolare, di assistenza sanitaria significa parlare di un insieme complesso di prestazioni, iniziative e provvidenze, che interessano tanto la prevenzione e la promozione di stili di vita corretti finalizzati al mantenimento della salute quanto la cura della stessa nei casi in cui si incorra in qualche malattia o condizione patologica più o meno grave, più o meno invalidante. 

Proprio perché molteplici sono gli strumenti e i servizi disposti dal Sistema Sanitario Nazionale per garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, secondo i principi fondamentali di universalità, uguaglianza ed equità, una particolare attenzione va riservata a tutti quegli interventi sia preventivi sia di cura e assistenza destinati a persone che si ritrovino in condizioni cliniche di particolare difficoltà, tali da comprometterne ad esempio gravemente la possibilità di svolgere le più normali azioni quotidiane (tra le quali, anche un’attività lavorativa) o che, ancora, necessitino di percorsi di cura molto complessi o onerosi per guarire, se possibile, o quantomeno per mantenere una qualità della vita il più possibile elevata. 

Soprattutto in questi casi, quando di parla di diritto alla salute non si può quindi fare a meno di considerare anche l’altrettanto essenziale principio della protezione dei cittadini affetti da minorazioni fisiche o psichiche, affermato sin dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e accolto in Italia dall’articolo 38 delle Costituzione, che garantisce il mantenimento e l’assistenza sociale a tutti i cittadini inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari alla propria sopravvivenza: ecco perché la legislazione italiana non si limita ad assicurare cure attraverso il SSN, ma garantisce laddove necessario un più ampio servizio di assistenza socio-sanitaria, nell'ambito del quale - il più delle volte - prestazioni di natura socio-economica si affiancano agli interventi terapeutici e diagnostici finalizzati alla cura (quando possibile, attiva e totale) del paziente. Con una duplice finalità: garantire assistenza non solo alla persona malata, ma anche al suo nucleo familiare, soprattutto, ma non esclusivamente, nei casi in cui il paziente necessiti di cure che possono essere adeguatamente offerte anche a domicilio o viceversa, necessiti del supporto di strutture residenziali o semi-residenziali. 

È quello che accade ad esempio nei casi di persone con disabilità, fragilità e non autosufficienza, condizione quest’ultima strettamente associata all’invecchiamento della popolazione, trend che vede l’Italia svettare come uno dei Paesi più longevi al mondo (secondo recenti stime Istat, nei prossimi 20 anni la quota di persone over65 supererà il 29% e quella degli over 85 oltre il 5%).  O, ancora nei casi di malattie croniche, rare (a maggior ragione in assenza di terapie efficaci) o terminali. Circostanze nelle quali il sistema di welfare italiano ha quindi l’obbligo di intervenire con misure che preservino quanto più possibile la salute del paziente così come il benessere psico-fisico del malato e della sua famiglia, evitando che – soprattutto laddove il quadro clinico è più precario – eventi stressanti o ulteriori difficoltà possano favorire un ulteriore deterioramento delle condizioni e del benessere del malato e del suo nucleo familiare. 

 

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