Aderire all'assistenza sanitaria integrativa: i vantaggi fiscali

L'adesione alla sanità integrativa può essere associata ad alcune agevolazioni fiscali ma, attenzione, perché i possibili benefici variano a seconda della forma di assistenza scelta

Gli incentivi fiscali legati alla sanità integrativa sono diversi a seconda della forma di assistenza cui si aderisce. Infatti il Testo Unico delle imposte dirette (Tuir) consente in molti casi di dedurre annualmente dal reddito i contributi versati ad una forma di assistenza integrativa fino all'importo massimo di 3615,20 euro, ma non a chi è iscritto individualmente a una forma di assistenza, o ha sottoscritto una polizza sanitaria. Vediamo nel dettaglio il trattamento relativo alle varie forme.

Fondi cosiddetti "Doc", istituiti e regolati in base all'art. 9 del dlgs.502/1992 successivamente consolidato nella "riforma Bindi" (dlgs.299/1999).

Ad essi si applica l'art .10 del Tuir che permette la deducibilità fiscale dei contributi versati annualmente con un massimo di 3.615,20 euro. Inoltre, l'aderente potrà detrarre la quota parte delle spese sanitarie rimasta a proprio carico.

Fondi "non doc", definiti dall'art. 51, comma 2, lettera a) del (Tuir) come "enti casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fini assistenziali". Queste forme di assistenza integrativa per poter essere classificate in questa categoria ed usufruire delle medesime facilitazioni fiscali dei fondi "Doc" devono però dimostrare di aver destinato annualmente il 20% dell'ammontare complessivo delle erogazioni a favore degli iscritti nelle prestazioni previste per i sopracitati fondi Doc (Decreto Turco 2008). Il successivo decreto del ministro Sacconi (2009) ha precisato l'elenco delle prestazioni ammissibili ai fini del rispetto della soglia del 20% raggruppandole in quattro aree:

  • assistenza odontoiatrica, incluse le protesi;
  • prestazioni sociali a rilevanza sanitaria per i non autosufficienti per favorire l'autonomia e la permanenza a casa, ma anche presso strutture residenziali e semiresidenziali non assistibili a domicilio;
  • prestazioni sanitarie a rilevanza sociale da garantire ai non autosufficienti, sia a casa sia presso strutture esterne;
  • prestazioni destinate a recupero di soggetti temporaneamente inabili per infortunio o malattia, dagli ausili ai dispositivi medici fino alle cure termali e alla riabilitazione.

Pertanto, rispettando il tetto del 20%, è possibile avere lo sgravio del contributo annuo fino a 3.615,20 euro ma a patto che la contribuzione sia avvenuta "in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale". Impostazione confermata dall'Agenzia delle Entrate in risposta ad un interpello (dicembre 2014), dove ha ribadito che lo sgravio contributivo è limitato ai lavoratori dipendenti per effetto di un contratto o regolamento aziendale.

Quindi, lavoratori autonomi o soggetti che si scrivono individualmente per propria scelta a tale tipologia di fondi sono esclusi dai suddetti benefici.

Tuttavia, per i soggetti sopracitati che si iscrivono individualmente ad una mutua sanitaria, l’art 15, co 1, lett i- bis) del Tuir  prevede che i contributi sono detraibili dalle imposte per il 19% fino ad un massimo di  1.291,14 euro.

Assicurazioni e prestazioni sanitarie. Per questa tipologia non sono previste deducibilità fiscali dei contributi con l'unica eccezione dei contratti di copertura della Ltc ai quali si applica una detrazione d'imposta del 19% dei relativi premi fino a un importo annuo di 1.291,14 euro. Tuttavia quando un assicuratore svolge il ruolo digestore di fondi Doc e “non doc”, i contributi versati ai fondi seguono le regole fiscali di quelle forme di sanità integrativa. Per le polizze sanitarie vere e proprie non sono detraibili i premi - assoggettati peraltro all'imposta del 2,5% - ma sono detraibili, nei limiti stabiliti dalla legge, tutte le spese mediche sostenute dai cittadini anche se parzialmente o interamente risarcite da un assicuratore.

Infine, la legge di Stabilità 2017 ha previsto che, a partire dal 1° gennaio 2017, sono deducibili:

  • le somme rivenienti da premi di produttività e versati volontariamente dai lavoratori alla propria forma di assistenza sanitaria collettiva anche se eccedenti il limite di 3.615,20 euro;
  • i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità' o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o il rischio di gravi patologie.
 

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