Quali sono le possibili forme di assistenza sanitaria integrativa?

Sono sempre più numerosi i cittadini che si dotano di una copertura aggiuntiva a quella offerta dal SSN: una rapida guida alle principali forme di assistenza sanitaria integrativa

L’allungarsi della vita delle persone e il cambiamento delle loro esigenze ha portato inevitabilmente a un’evoluzione anche del concetto di salute, intesa oggi non più solo come assenza di malattia, ma piuttosto come un completo stato di benessere psico-fisico. Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano si ritrova però sempre più spesso in difficoltà nel fornire risposte adeguate alle necessità dei cittadini sia in termini di cure sia in termini di spese e di attesa per l’accesso alle prestazioni: di qui, il ruolo progressivamente più rilevante del privato e, in particolare, il sempre più frequente ricorso all’assistenza sanitaria integrativa,

Ma quali sono “gli strumenti” della sanità complementare? Posto che le prestazioni e le modalità di adesione possono variare a seconda dello strumento di riferimento, l’assistenza sanitaria integrativa viene generalmente offerta da:

  • Fondi Sanitari
  • Società di muto soccorso
  • Compagnie di assicurazione
 
I fondi sanitari

Sono entità no profit, costitute con accordi collettivi, dotati di propri organi di amministrazione (che vedono la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e delle aziende) e struttura gestionale. Rientrano cioè generalmente nell’ambito della cosiddetta sanità integrativa di "carattere negoziale". 

Possono essere rivolti ai dipendenti di un’azienda, agli appartenenti a uno specifico gruppo di persone o a una specifica categoria professionale, così come ai residenti in un determinato territorio. Oltre a quelli individuati da alcuni CCNL, esistono infatti anche fondi sanitari dedicati ad alcune categorie di lavoratori autonomi e liberi professionisti. Il comma 177 della legge di stabilità 2018 ha inoltre previsto per lavoratori e lavoratrici delle province autonome di Trento e Bolzano la possibilità, con accordi territoriali od aziendali, di aderire a fondi sanitari integrativi individuati da detti accordi anche in presenza di accordi collettivi nazionali che ne prevedano l’adesione ad uno specifico fondo integrativo nazionale. Ovviamente, i fondi territoriali o aziendali devono garantire prestazioni non inferiori a quelle previste dal fondo nazionale.

In tutti i casi, queste forme di assistenza sanitaria integrativa non possono applicare criteri di selezione degli iscritti: tutti i soggetti cui l’accordo collettivo è rivolto possono iscriversi al Fondo e nessuno può essere escluso in relazione al proprio stato di salute. Possono tuttavia essere previsti limiti di età all’ingresso.

Attenzione! La dizione fondi sanitari è spesso usata in modo estensivo per riferirsi non solo ai fondi sanitari di cui sopra, ma più forme di assistenza sanitaria integrativa. Ciò si riflette anche su alcune distinzioni convenzionalmente usate quando si parla di “sanità complementare”: è il caso di quella tra fondi doc e non docche riguarda strettamente gli ambiti di copertura garantiti, e quelle tra fondi chiusi e fondi aperti, spesso non del tutto propriamente usata per distinguere i fondi di categoria da quelli che consentono l’accesso a un’ampia categoria di soggetti. In quest’accezione, ottimo esempio di fondi aperti sono ad esempio la maggior parte delle società di mutuo soccorso (anche se non ne mancano comunque alcune che offrono le proprie prestazioni solo all'interno di un determinato ambito territoriale). 


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Le società di mutuo soccorso

Associazioni nate nell'Ottocento per sopperire alle carenze dello Stato Sociale e aiutare i lavoratori in caso di incidenti sul lavoro, malattia o perdita del posto, le società di muto soccorso sono entità no-profit (dunque senza finalità di lucro), che presentano diverse caratteristiche in comune con i fondi sanitari ma che, a differenza di questi ultimi, sono aperte all’adesione libera, individuale e volontaria di tutti, senza essere destinate quindi a una specifica categoria di lavoratori e/o persone.

L'intervento delle Società di Mutuo Soccorso nel campo della sanità integrativa è stato previsto dalla legge 833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, e in particolare dall'art. 46, in forza del quale gli enti mutualistici costituiti volontariamente possono erogare prestazioni integrative dell'assistenza sanitaria nazionale e, più precisamente 1. trattamenti e prestazioni socio-sanitarie (con eventuale accesso agevolato in riferimento a tempi di attesa e tariffe) in caso di infortunio, malattia, invalidità al lavoro, inabilità temporanea o permanente; 2. rimborsi e sussidi in caso di spese sanitarie sostenute per la diagnosi e la cura di malattie o infortuni. Sono inoltre spesso previste anche forme di assistenza alla non autosufficienza; le prestazioni effettivamente riconosciute sono in ogni caso di norma precisamente individuate da statuti e regolamenti di ciascuna mutua.

Anche in questo caso, in conformità con la finalità assistenziale delle società di mutuo soccorso, non vengono applicati criteri di selezione degli iscritti: più precisamente, sono aperte alla collettività senza discriminare l’adesione in base a specifici criteri sociali, professionali o di salute e, allo stesso modo, non possono interrompere unilateralmente il rapporto associativo all’aumentare di eventuali fattori di rischio (come vecchiaia, insorgenza di malattie croniche, etc). Attenzione! Il fatto che l’adesione sia libera e volontaria non significa che l’iscrizione e l’accesso alle relative prestazioni non possa essere mediata da un “soggetto terzo”: le società di mutuo soccorso possono ad esempio gestire fondi sanitari integrativi e coperture collettive aziendali derivanti da contratti collettivi e/o regolamenti e accordi aziendali.

 

Le compagnie di assicurazione

Anche le compagnie di assicurazione sono tra i soggetti protagonisti della sanità integrativa, cui concorrono di fatto attraverso coperture assicurative che possono essere indirizzate sia alla protezione da grandi rischi sia all’eventualità di malattia e infortuni, solitamente a fronte del pagamento di un premio annuale. La peculiarità rispetto a fondi sanitari e società di mutuo soccorso è dunque evidente: oltre a porsi come tutela (per costi, modalità e tempi) per prestazioni integrative rispetto a quelle offerte dal SSN, tali polizze possono prevedere anche rimborsi e risarcimenti relativi alle eventuali perdite finanziarie dell'assicurato derivanti dalla malattia.

Nel concreto, molto – dalle prestazioni garantite all’eventuale importo di massimali, franchigie e del premio stesso - dipenderà dal tipo di polizza stipulata: il mercato assicurativo permette infatti sempre più spesso ai propri assicurati, anche a mezzo di coperture aggiuntive, di “personalizzare" e “comporre” le proprie soluzioni di assicurazione sulla base delle proprie effettive esigenze. Attenzione, però, perché non è detto che tutte le possibili coperture siano estendibili a quanti desiderano aderire: alle compagnie di assicurazione è infatti concesso di applicare dei criteri di selezione. È ad esempio spesso previsto sia un limite di età all’ingresso sia un accertamento sullo stato di salute dell’aderente, al termine del quale spetterà alla compagnia assicurativa la decisione di assicurare (o meno) il cliente sulla base delle risposte pervenute.

 

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