Gli ambiti di copertura dell'assistenza sanitaria integrativa

Prestazioni del SSN e sanità privata: facciamo chiarezza sugli ambiti di copertura garantiti in caso di adesione all'assistenza sanitaria integrativa

In tutte le sue possibili forme, la sanità integrativa (ad adesione individuale o collettive) si pone l’obiettivo di offrire servizi, attività e prestazioni socio-sanitarie che vanno a rafforzare e completare quelle offerte dal SSN. Più precisamente, le diverse forme di assistenza sanitaria integrativa possono offrire prestazioni: integrative o complementari; aggiuntive o supplementari; sostitutive o duplicative di quelle garantite dal sistema pubblico (e in particolar modo dai LEA).  Una distinzione nient’affatto banale dalla quale dipendono infatti anche gli ambiti di copertura della forma di assistenza sanitaria integrativa prescelta. 

Dunque, ricapitolando, le possibili coperture offerte dall’assistenza sanitaria integrativa dipendono innanzitutto dalla categoria di appartenenza della forma scelta dall’iscritto. In particolare, la gran parte dei fondi sanitari di origine contrattuale, le società di mutuo soccorso e delle polizze ad adesione collettiva o individuale offre prestazioni integrative, aggiuntive e persino sostitutive di quelle del SSN: tutte queste forme rientrano tra i cosiddetti fondi non doc (o fondi sostitutivi)definiti dall’art. 51, comma 2 lettera a) del TUIR– vale a dire enti, casse o società di mutuo soccorso avente esclusivamente fini assistenziali i cui ambiti di copertura possono sovrapporsi a tutti gli effetti a quelli del Servizio Sanitario Nazionale. Nello specifico, le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie offerte dipendono da quanto stabilito nello statuto (pur sempre nel rispetto delle soglie e dei vincoli eventualmente fissati dalla legge). 

Diverso invece il caso dei cosiddetti fondi doc (o fondi puramente integrativi) – categoria istituita con l’art.9 dlgs. 502/1992 e nella quale rientra al momento un numero comunque relativamente esiguo di fondi – i quali erogano di fatto solo prestazioni integrative del SSN e, in particolare:

  • prestazioni integrative e sostitutive a quelle offerte dal SSN, comprese quelle di medicina non convenzionale (visite specialistiche e diagnostiche, riabilitazione, ecc); 
  • prestazioni socio-sanitarie erogate in forma domiciliari o presso strutture residenziali o semiresidenziali, purché accreditate; 
  • prestazioni finalizzate al recupero del pieno stato di salute in caso di malattia o infortunio (per la parte non garantita dal SSN in base alla legislazione vigente) e altre prestazioni socio-sanitarie non comprese nei LEA;
  • prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei LEA e finalizzate alla prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche. 

In altre parole, i fondi doc possono erogare nell’ambito della sanità integrativa esclusivamente prestazioni che non coincidono con quelle effettuate dal SSN, con la quale i fondi sanitari integrativi è consentito entrare in relazione solamente esercitando un ruolo aggiuntivo. Per i fondi doc vale inoltre il divieto di adottare politiche di selezione dei rischi: devono cioè consentire l’accesso alle prestazioni sanitarie a chiunque, a prescindere dall’età e dall'eventuale stato di salute. Attenzione!  Al di là di questi comuni denominatori, esattamente come già accaduto per i fondi non doc, molteplici sono le fonti che possono istituire a queste forme di assistenza sanitaria integrativa: la contrattazione collettiva, eventuali deliberazioni di associazioni che operano nell’ambito dell’assistenza socio-sanitaria, regolamenti di regioni o di altri enti locali, atti (non meglio specificati dalla normativa vigente) assunti da soggetti pubblici e privati che accettino esplicitamente l'obbligo di non selezione dei rischi sanitari.

Una distinzione importante, infine, anche in funzione di eventuali detrazioni fiscali. Per poter usufruire dei benefici fiscali previsti per i fondi doc, il fondo non doc deve destinare almeno il 20% dell’ammontare totale delle attività destinate a favore degli iscritti nell’area dell’odontoiatria e/o della non autosufficienza (LTC) e/o dell’inabilità temporanea. 

 

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