Welfare aziendale: quali benefici per l'impresa?

Dalle possibili agevolazioni fiscali all'eventuale ritorno in termini di retention ed employer branding: perché investire risorse in progetti di welfare aziendale può essere vantaggioso per un'azienda

Indubbiamente, farsi carico di un piano di welfare aziendale richiede degli investimenti, anche notevoli, in termini di tempo, risorse umane ed economiche: quali allora i vantaggi che fanno del welfare aziendale uno strumento efficace al raggiungimento di obiettivi di produttività, competitività e sostenibiltà d'impresa

Estremizzando il concetto, si potrebbe innanzitutto affermare che un'impresa sana e di successo non può fare a meno, per essere e mantenersi tale, di dipendenti appagati e soddisfatti del proprio ambiente di lavoro i quali, a propria volta, possono diventare un'utile leva strategica per attrarre nuove risorse di talento. In altri termini, la possibilità di distinguersi dai propri competitor anche grazie al welfare aziendale rappresenta sempre più spesso, soprattutto per medie e grandi imprese, una modalità essenziale per attrarre capitale umano di valore, da un lato, e favorire la retention di risorse valide, dall'altro. 

Miglioramento del clima di lavoro e della qualità delle relazioni interne all'azienda, maggiore motivazione dei dipendenti e aumento del livello di engagement da parte dei propri collaboratori sono dunque, in quest'ottica, solo alcuni dei risultati tangibili di come il welfare aziendale possa favorire la stabilità di un'impresa e migliorare, di riflesso, la quantità e la qualità del lavoro svolto al suo interno. Diverse indagini evidenziano infatti come l'erogazione di servizi di welfare aziendale favorisca l'instaurarsi di un rapporto positivo di fiducia tra azienda e dipendente, aumentando la motivazione e il senso di appartenenza di quest'ultimo. Con particolare riferimento ai servizi dedicati alla conciliazione vita-lavoro, il welfare aziendale favorisce poi la riduzione di turnover e assenteismo, contribuendo inoltre positivamente alla riduzione del gender gap

Non solo, un elemento che può poi risultare vantaggioso sia per le aziende sia per i dipendenti è quello della natura fiscale:  semplificando,  potremmo dire che, a mezzo di piani di welfare, può essere offerto ai lavoratori un panel di servizi e benefit non monetari il cui valore, a parità di costi aziendali sostenuti, risulta essere superiore rispetto a quello generato dall'erogazione diretta della corrispondente cifra in busta paga. L'attuale quadro normativo prevede infatti che tali beni non concorrano alla formazione di reddito da lavoro dipendente e consentono all'azienda di beneficiare della deducibilità dei costi. 

Una tra le chiavi vincenti del welfare aziendale è infine la forte trasversalità di questo strumento, il cui obiettivo finale è del resto la soddisfazione del suo utilizzatore finale, vale a dire il lavoratore: in quest'ottica, settore e dimensione dell’azienda di appartenenza non sono aspetti che influiscono sulla buona riuscita di un piano welfare. 

 

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