Non solo ticket o voucher: tutti i servizi erogabili dal welfare aziendale

Quali le ulteriori erogazioni per il welfare aziendale al di fuori del reddito di lavoro dipendente?

Riferimento normativo è ancora una volta il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. In particolare: 

"[2. Non concorrono a formare il reddito:]  

f)  L’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’art. 12 per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 100".  

L’Art. 100 del TUIR specifica inoltre che: "Le spese relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi".

Opere e servizi aventi finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto possono quindi essere riconosciuti come servizi riconducibili al welfare aziendale sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali (coerentemente con la disposizione presente in Art.51 co.2f), così come su base volontaria da parte del datore di lavoro (Art. 100, comma 1)  

Requisiti art.100 per la non imponibilità

Affinché la deducibilità delle spese indicate all’Art.100 del TUIR sia ammessa, devono tuttavia sussistere i seguenti requisiti fondamentali: 

  • Spesa diretta: deve rappresentare una spesa diretta da parte del datore di lavoro, volontaria contrattualizzata tramite accordo o regolamento aziendale (ovvero nel caso di Piani Welfare finanziati con premi contrattualizzati, come i Premi di Risultato).Categorie omogenee: strutture e prestazioni a disposizione di tutti i dipendenti o di alcune categorie omogenee (non discriminatorie) . Esempio: non è possibile definire un beneficio rivolto solo alle dipendenti madri e non ai padri (o viceversa). È possibile destinare, invece, visite specifiche rivolte a categorie selezionate, come nel caso dell’ecografia alle future madri e del pap-test alle dipendenti donna (dato che in questo caso i dipendenti maschi non trarrebbero alcun beneficio dal servizio).
  • Beneficiari: il dipendente e i familiari previsti dall’art. 12 del TUIR, anche se non fiscalmente a carico.
  • Finalità specifiche: specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto.

Limiti art.100 per la deducibilità

Il limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese per il personale:

  • decade solo in caso di erogazione dei servizi in conformità a contratti, accordi o regolamenti che configurino l’adempimento di un obbligo negoziale;
  • resta valido in caso di liberalità non formalizzate.

Altre voci di spesa per il personale

Con la circolare 5/E del 29 marzo 2018, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta chiarendo che "le spese in regime di art.51 co.2 lett. f-bis), f-ter) e f-quater) sarebbero da interpretarsi come un “di cui” della lettera f)". Semplificando, ciò vuol dire che i rimborsi dell’Area Famiglia sono deducibili dal reddito d’impresa solo nel limite del 5x1000 delle spese per il personale a meno che non siano inserite in un accordo sindacale o in un regolamento che configuri l’adempimento a un obbligo negoziale

 

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