Cassa integrazione e COVID-19: le novità del decreto “Cura Italia”

Cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga: le tutele previste dal decreto "Cura Italia" per affrontare l'emergenza coronavirus

Per far fronte all’emergenza COVID-19, il decreto “Cura Italia” ha introdotto diverse misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese. Tra le misure in materia di lavoro, che stabiliscono a partire dal 23 febbraio 2020 e per 60 giorni anche la sospensione delle procedure di licenziamento collettivo già pendenti e, nello stesso periodo, l’impossibilità di intimare nuovi licenziamenti collettivi o licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, si prevedono anche tutele a sostegno del reddito per la sospensione o la riduzione dell’attività̀ lavorativa, mediante l’utilizzo esteso della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga. 

Di seguito, le principali novità previste, che - si ricorda - non trovano comunque applicazione per lavoratori domestici e tirocinanti. 

 

Cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19 nazionale” 

Le novità che riguardano le CIGO richiesta per ragioni strettamente connesse all’epidemia da COVID-19 sono:

  • l'estensione dell’integrazione a tutti i dipendenti in forza all'azienda che ne faccia richiesta al 23 febbraio, a prescindere dall’anzianità e tipologia contrattuale (con l’eccezione dei lavoratori in somministrazione cui spetta un trattamento ad hoc); 
     
  • la CIGO con causale “COVID-19 nazionale” viene concessa per un periodo massimo di 9 settimane che, in caso di successive richieste, non saranno computate ai fini del limite massimo di CIGO ottenibile;
     
  • l'abbreviazione della procedura di consultazione sindacale, che può essere conclusa anche in via telematica in tre giorni (anziché 25) citando l’apposita causale;
     
  • lo snellimento della procedura di domanda, per la quale l’impresa non dovrà fornire alcuna prova in ordine alla transitorietà dell’evento e alla ripresa dell’attività̀ lavorativa né, tantomeno, dimostrare la sussistenza del requisito di non imputabilità̀ dell’evento all’imprenditore o ai lavoratori; 
     
  • nessun contributo aggiuntivo è dovuto dall'azienda; 
     
  • le aziende possono farne richiesta anche se hanno già presentato una domanda o hanno in corso un’autorizzazione con un’altra causale. Il periodo concesso con la causale per l’emergenza prevarrà infatti sulla precedente autorizzazione o domanda. Dunque, anche le imprese in regime di CIGS possono richiedere fino a 9 settimane di CIGO con la causale COVID-2019: l’erogazione della CIGO sarà effettuata direttamente dall'INPS ai lavoratori e sospende il decorso della CIGS, che riprende ad esaurimento del periodo di CIGO.

 

Assegno ordinario 

Si tratta di una prestazione di integrazione salariale erogata, nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale (FIS). 

Semplificando, spetta dunque alle imprese con più di 5 lavoratori che non abbiano normalmente diritto alla CIGO, a carico dei Fondi di Solidarietà istituiti presso l'INPS dalle diverse Categorie o del Fondo di Integrazione Salariale per le Categorie che non l'abbiano istituito. Caratteristiche e modalità gestionali sono sostanzialmente le stesse previste per la cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19 nazionale”salvo che per il pagamento delle indennità a carico del FIS, che vengono pagate direttamente dall’INPS ai lavoratori. 

 

Cassa integrazione in deroga COVID-19 

Spetta a tutte le imprese che non abbiano accesso a nessuno degli ammortizzatori sopra elencati, comprese quelle dei settori agricolo, pesca e terzo settore, nonché gli Enti Religiosi riconosciuti civilmente. 

Entità, modalità e durata (per un periodo massimo di 9 settimane) sono analoghe a quelle previste per la CIGO con causale COVID-2019, se non i seguenti elementi distintivi: 

  • la richiesta va indirizzata alla Regione in cui si trova il sito produttivo; 
     
  • l'INPS eroga direttamente l'indennità ai lavoratori; 
     
  • per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti è necessario l’accordo sindacale, anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello territoriali sulla durata della sospensione del rapporto di lavoro; per i datori che occupano fino a 5 dipendenti non è richiesto alcun accordo. 

 

Lavoratori in somministrazione 

Come anticipato, per i lavoratori in somministrazione, è prevista una disciplina ad hoc e, nello specifico, il diritto al TIS (Trattamento di Integrazione Salariale) sia in deroga che ordinario. 

Anche in questo caso, un riferimento utile per comprendere la natura della prestazione è la CIGO, di cui viene mantenuta anche l’entità, con due significative eccezioni: la durata dell'erogazione non può eccedere quella della missione e l'erogazione è a carico del Fondo di Solidarietà.