Tutto quello che c'è da sapere sulla cassa integrazione guadagni

Quando e a chi spetta la CIG: tutte le informazioni utili su cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga (anche alla luce delle novità introdotte per contrastare gli effetti di COVID-19)

La cassa integrazione guadagni è uno dei principali ammortizzatori sociali previsti dal nostro ordinamento e rappresenta una prestazione economica erogata con lo scopo di integrare o sostituire la retribuzione dei lavoratori nei periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. Viene riconosciuta ai lavoratori subordinati, inclusi quelli con contratto di apprendistato professionalizzante, con un'anzianità di effettivo lavoro di almeno novanta giorni alla data di presentazione della relativa domanda, ad eccezione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio. 

La durata massima del trattamento è di 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile (calcolato a ritroso dall’ultimo giorno di trattamento di integrazione salariale), mentre la misura dell’indennità è pari all’80% della retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se avesse svolto la propria prestazione lavorativa, con un importo massimo stabilito per il 2020:

  • di 998,18 euro (lordi) per le retribuzioni fino a 2.159,48 euro;
     
  • di 1.199,72 euro (lordi) per le retribuzioni che superano i 2.159,48 euro. 
     

L'indennità è al netto dei contributi (che sono coperti figurativamente) e sottoposta ad aliquota fiscale del 5,84%.

Attenzione! Nel caso di dipedenti part-time la retribuzione mensile lorda è rapportato al corrispondente importo full-time.

Al di là di queste caratteristiche comuni, la cassa integrazione può rispondere a differenti esigenze e distinguersi dunque in: ordinaria (CIGO); straordinaria (CIGS) e in deroga (CIGD). Esaminiamone di seguito caratteristiche, analogie e differenze. 
 

 

Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO)

La cassa integrazione ordinaria è l’istituto pensato per conservare l’occupazione e il reddito dei lavoratori in situazioni di difficoltà dell’azienda che si presume possano risolversi in tempi brevi, in quanto dovute a fattori esterni o cause congiunturali non direttamente imputabili né al datore di lavoro né al dipendente stesso, quali situazioni temporanee di mercato, intemperie stagionali, etc. 

Per l'ammissione al trattamento ordinario di integrazione salariale, l'impresa deve dunque presentare in via telematica all'INPS una domanda di concessione, nella quale devono essere indicati la causa della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro e la presumibile durata, nonché i nominativi dei lavoratori interessati e le ore richieste. La domanda deve essere presentata entro il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. Se accolta, è comunque l’azienda (salvo quando impossibilitata) ad anticipare l’integrazione salariale ai dipendenti, per essere poi successivamente rimborsata dall’INPS. 

In particolare, la CIGO si rivolge ai dipendenti (operai, impiegati e quadri) delle imprese appartenenti ai settori dell’industria e dell’edilizia che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro ad orario ridotto. 

Così come disposto dalla normativa vigente, è corrisposta fino un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile in casi eccezionali per successivi periodi trimestrali, fino a un massimo complessivo di 52 settimane. Superato questo limite, l’azienda non può farne nuovamente richiesta per la stessa unità produttiva solo a condizione che trascorra un periodo di almeno 52 settimane dalla ripresa della normale attività. 

Attenzione! In ogni caso, l'integrazione salariale ordinaria riguardante più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 52 settimane nell’arco di un biennio mobile. 

 

 

Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS)

L’intervento della cassa integrazione nella sua versione straordinaria è finalizzato a sostituire o integrare il salario di dipendenti (sospesi o con orario ridotto) impiegati presso aziende che si ritrovino a far fronte a un’eccedenza del personale lavorativo rispetto alla produttività. Più precisamente, rispetto a quanto accade nella CIGO, l’intervento straordinario non è collegato a eventi esterni e/o imprevedibili che condizionano l’attività dell’impresa nel breve/medio periodo, ma a situazioni strutturali strettamente collegate all’attività aziendale stessa, come processi di conversione della produzione o crisi vere e proprie. 

Nel dettaglio, la cassa integrazione guadagni straordinaria è dunque rivolta alle aziende che, ai sensi dell’art. 21 del d.lgs.81/2015, affrontano:

  • un processo di riorganizzazione aziendale con durata massima di 24 mesi anche continuativi, in un quinquennio mobile;
     
  • crisi aziendale con durata massima di 12 mesi anche continuativi;
     
  • contratto di solidarietà di durata massima di 24 mesi anche continuativi, in un quinquennio mobile. La durata dei trattamenti per la causale di contratto di solidarietà viene computata nella misura della metà per la parte non eccedente i 24 mesi e per intero per la parte eccedente.


Possono beneficiare del trattamento straordinario di integrazione salariale le imprese industriali, quelle edili e quelle artigiane che abbiano occupato nel semestre precedente alla richiesta oltre 15 dipendenti. Ne possono inoltre usufruire anche le aziende che abbiano occupato nel semestre precedente più di 50 dipendenti appartenenti al settore del commercio, delle agenzie di viaggio e turismo.

Sono destinatari della CIGS lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti ed esclusi invece, dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio, che siano alle dipendenze di un’azienda destinataria della normativa e possiedano almeno 90 giorni di anzianità di effettivo lavoro alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

Anche in questo caso, l'ammissione al trattamento di integrazione salariale implica una domanda di concessione, nella quale devono essere indicati la causa della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro e la presumibile durata, nonché i nominativi dei lavoratori interessati e le ore richieste. La richiesta deve essere formulata entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo aziendale relativo al ricorso all’intervento. 

Attenzione! La domanda per la CIGS va presentata in via telematica e in un’unica soluzione contestualmente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Direzioni territoriali del lavoro competenti per territorio. L’eventuale concessione del trattamento avviene tramite apposito decreto ministeriali, adottato – salvo casi particolari – entro un tempo di 90 giorni dalla domanda da parte dell’impresa. Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’impresa può dunque presentare all’INPS – sempre in via telematica – per il conguaglio delle prestazioni già concesse (o, se previsto da decreto, per il pagamento diretto delle prestazioni da parte dell’Istituto). 

Nell’ambito della durata massima di 24 mesi, l’intervento può essere poi valido per un periodo di tempo variabile a seconda delle causali per le quali se ne è fatta richiesta: 

  • 24 mesi, anche continuativi nel quinquennio mobile, in caso di riorganizzazione aziendale; 
     
  • 12 mesi in caso di crisi aziendale di una o più unità produttive. Una nuova erogazione per la stessa causale non può poi essere richiesta sino al trascorrere di un periodo pari ai 2/3 di quello concesso tramite la precedente autorizzazione ministeriale; 
     
  • 24 mesi, anche continuativi nel quinquennio mobile, in caso di stipula di contratti di solidarietà. 
     

Attenzione! La legge prevede comunque un limite massimo complessivo in base al quale, per ciascuna unità produttiva, la somma dei trattamenti ordinari e straordinari di integrazione salariale autorizzati non può superare la durata massima di 24 mesi in un quinquennio mobile.

Per le imprese del settore edilizia e le imprese che svolgono attività di escavazione lavorazione di materiali lapideila durata massima complessiva della cassa ordinaria e straordinaria è stabilita in 30 mesi per ciascuna unità produttiva.
 

 

Cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD)

Si tratta di una prestazione a sostegno del reddito riconosciuta ai dipendenti delle aziende escluse dal campo di applicazione degli ammortizzatori sociali, o perché escluse all’origine da queste forme di tutela o perché hanno già esaurito il periodo massimo di fruizione previsto per le tutele ordinarie. 

Attenzione! In realtà, tale trattamento di integrazione salariale non è più fruibile a decorre dall’1 gennaio 2017. Tuttavia la circolare n. 34 del 4 novembre 2016 del Ministero del Lavoro ha previsto la possibilità, per le Regioni e Province autonome, di utilizzare (entro il 31 dicembre 2017 e nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili nei limiti del 50%) le risorse per la concessione di ammortizzatori in deroga, anche con decorrenza successiva al 31 dicembre 2016, purché consecutivi alla fruizione di precedenti interventi ordinari scaduti dopo tale data e purché i relativi provvedimenti di concessione siano stati adottati entro e non oltre il 31 dicembre 2016. Pertanto, la concessione di cassa integrazione guadagni in deroga può interessare anche periodi di intervento che hanno inizio e termine nell’annualità 2017, purché consecutivi alla fruizione di precedenti interventi di cassa integrazione guadagni ordinaria o di cassa integrazione guadagni straordinaria con scadenza successiva al 31 dicembre 2016. 

Nel concreto, la CIGD può essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati con la qualifica di operai, impiegati e quadri, compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, con un'anzianità lavorativa presso l'impresa di almeno 12 mesi alla data di inizio del periodo di intervento, salvo eccezioni previste dalla legge. Per quanto riguarda gli apprendisti, si rinvia in particolar modo alla circolare INPS parag. 2, lettera b), 29 marzo 2016, n. 56.

Il trattamento può essere invece richiesto da impresepiccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti) e da cooperative sociali con riferimento ai lavoratori che hanno instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato. 

 

 

COVID-19, tutte le novità legate alla gestione dell'emergenza

Per far fronte all’emergenza COVID-19, il governo italiano è intervenuto nel corso degli ultimi mesi con una serie di provvedimenti emergenziali – si ricordano in particolare  i decreti “Cura Italia” , "Rilancio", “Agosto”  e “Ristori”– cui ultimi si aggiungono in ordine di tempo anche la Legge di Bilancio per il 2021 e il decreto legge Sostegniper introdurre una serie di misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese. 

Tra gli interventi in materia di lavoro si prevedono tutele a sostegno del reddito per la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa, mediante l’utilizzo esteso della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga, nonché il divieto di licenziamenti per motivi economici. 

Di seguito le principali novità aggiornate al disposto del decreto-legge 41 del 22 marzo 2021

Attenzione! Restano comunque esclusi da questi strumenti di sostegno al reddito i tirocinanti, cui viene concesso di sospendere il tirocinio e prolungarlo successivamente per recuperare il periodo non goduto.

 

Cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19 nazionale” 

Di seguito, punti salienti e novità che riguardano le CIGO richiesta per ragioni strettamente connesse all’epidemia da COVID-19:

  • con il decreto Sostegni vengono concesse altre 13 settimane da fruire tra l’1 aprile e il 31 giugno 2021;
     
  • la CIGO COVID-19 è gratuita. Nessun contributo addizionale è dovuto all’azienda; 
     
  • l'estensione dell’integrazione riguarda tutti i dipendenti in forza all'azienda che ne faccia richiesta con causale "COVID-19" al 4 gennaio 2021 a prescindere dall’anzianità e tipologia contrattuale (con l’eccezione dei lavoratori in somministrazione cui spetta un trattamento ad hoc); 
     
  • risultano sospesi i limiti normalmente previsti di 52 settimane nel biennio mobile, di 24 mesi nel quinquennio mobile di 1/3 delle ore lavorabili;
     
  • viene confermata l’estensione della possibilità di fare domanda anche alle aziende che hanno già ottenuto la cassa integrazione ordinaria con altra causale (precedenti autorizzazioni o domande non definite vengono annullate d’ufficio per i periodi corrispondenti; i periodi autorizzati sono neutralizzati in caso di successive richieste);
     
  • invariate le modalità per la richiesta e per l’erogazione dell’indennità (può essere erogata tramite conguaglio su UNIEMENS oppure mediante pagamento diretto del lavoratore da parte dell’INPS). 

 

Assegno ordinario 

Si tratta di una prestazione di integrazione salariale erogata, nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione dei Fondi di solidarietà e del Fondo di Integrazione Salariale (FIS). 

Semplificando, spetta dunque alle imprese con più di 5 lavoratori che non abbiano normalmente diritto alla CIGO, a carico dei Fondi di Solidarietà istituiti presso l'INPS dalle diverse Categorie o del Fondo di Integrazione Salariale per le categorie che non l'abbiano istituito. Caratteristiche e modalità gestionali sono sostanzialmente le stesse previste per la cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19 nazionale” (compreso l'obbligo di esame congiunto con le organizzazioni sindacali, inizialmente escluso dal decreto "Cura Italia"). Anche l’assegno ordinario viene erogato con pagamento a conguaglio da parte del datore di lavoro: il pagamento diretto dei lavoratori, da parte dell'INPS, può essere autorizzato su richiesta della azienda nel caso di serie e documentate difficoltà finanziarie debitamente documentate dalla stessa.

Il decreto Sostegni concede altre 28 settimane da fruire nel periodo compreso tra l’1 aprile e il 31 dicembre 2021. Viene abolito il pagamento del contributo addizionale, mentre non si tiene conto del tetto contributivo aziendale. 

 

Cassa integrazione in deroga COVID-19 

Spetta a tutte le imprese che non abbiano accesso a nessuno degli ammortizzatori sopra elencati, come ad esempio quelle operanti nel Terzo Settore, nonché gli Enti Religiosi riconosciuti civilmente. Entità, modalità e durata sono analoghe a quelle previste per la CIGO con causale COVID-2019. Alcune precisazioni, anche a seguito delle ultime novità legislative si rendono tuttavia necessarie: 

  • la richiesta va ancora rivolta alla Regione, anche se si sta pensando a una procedura centralizzata all’INPS; 
     
  • il pagamento dell’indennità avviene esclusivamente con versamento diretto da parte dell’INPS. 

Anche in questo caso il decreto Sostegni concede una proroga di ulteriori 28 settimane, fruibili nel periodo compreso tra l’1 aprile e il 31 dicembre 2021.