Cosa ottengo dopo aver scelto la pensione integrativa?

Forse non tutti sanno che aderire alla pensione complementare non significa solo crearsi una pensione di scorta di cui disporre in vecchiaia: ecco tutte le "prestazioni" che è possibile ottenere, anche nel corso della vita lavorativa 

L’adesione alla previdenza complementare consente di accumulare nel tempo delle somme che serviranno poi a ottenere una serie di “prestazioni” sia nel corso della propria attività lavorativa sia durante la vecchiaia

Innanzitutto, al raggiungimento dei requisiti per la pensione obbligatoria, con almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, è possibile trasformare la propria posizione individuale in una rendita che costituirà a tutti gli effetti la propria pensione integrativa. Requisito di cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare che si riduce a tre qualora si cessi l’attività lavorativa (anche in assenza dei requisiti per la pensione obbligatoria) e ci si sposti in altri Stati membri della comunità europea. 

La rendita sarà poi pagata dall’impresa di assicurazione con cui la forma pensionistica complementare è convenzionata, oppure direttamente dal fondo pensione se ha i requisiti fissati dalla legge. All'aderente è comunque anche concesso di trasferirsi presso un'altra forma pensionistica complementare laddove voglia avvalersi di eventuali migliori condizioni di pagamento. La pensione così ottenuta può essere anche reversibile, al coniuge o a qualsiasi altro beneficiario eventualmente designato.

Cosa succede al momento del raggiungimento dei requisiti per la pensione? Quella di trasformare tutta la propria posizion in una rendita, così da ricevere la pensione complementare per tutta la vita non è in realtà l'unica eventualità possibile. Altra opzione è infatti quella di ricevere la liquidazione della propria posizione individuale in un’unica soluzione fino a un massimo del 50% del capitale accumulato (mentre il restante 50% sarà comunque convertito in rendita): una possibilità che consente ad esempio di coprire importanti necessità immediate, esattamente come spesso accadeva in passato con la liquidazione del TFR. Ovviamente, la scelta è da valutarsi con attenzione, a seconda delle proprie esigenze: normalmente, chi si affida alla previdenza complementare lo fa proprio perché mosso dalla volontà di integrare la pensione obbligatoria e migliorare dunque la propria condizione da pensionato; viceversa, la liquidazione in un'unica soluzione può risolvere contingenze economiche del momento, ma esporre al rischio di difficoltà al protrasi dell'età anziana. 

Attenzione! Bisogna tuttavia precisare che, già durante la fase di contribuzione, è possibile prelevare somme a titolo di anticipazione o di riscatto in relazione a determinate situazioni di difficoltà previste dalla legge e dal fondo pensione di riferimento (spese sanitarie, acquisto/ristrutturazione prima casa, sostegno al reddito in caso di sospensioni/riduzioni dell’attività lavorativa). Anche in questi casi, si dovrà però tenere presente che la somme prelevate - e non reintegrate -  vanno a ridurre la posizione individuale e, di conseguenza, ciò di cui si disporrà al momento del pensionamento, esponendosi al rischio di non avere poi denaro sufficiente a soddisfare le esigenze della propria età anziana.

 

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