Tutele per gli iscritti e trasparenza nella previdenza complementare

La mancata adesione alla previdenza complementare è spesso associata anche al timore di una gestione poco efficace o trasparente: le disposizioni di legge a tutela degli aderenti

I fondi pensione hanno una struttura di vigilanza e controlli tale da essere considerati uno degli strumenti finanziari più sicuri fra quelli disponibili ai risparmiatori italiani: tra tutte le normative vigenti in materia di previdenza complementare, quella italiana è infatti ritenuta tra le più tutelanti a favore degli iscritti.

In particolare, il sistema della previdenza complementare si fonda su un insieme di regole finalizzate alla tutela del risparmio previdenziale. Tali regole si sostanziano, innanzitutto, sulla composizione degli organi di Amministrazione e controllo (CdA, Collegio Sindacale, Responsabile, Organismo di sorveglianza, Controllo interno, Assemblea dei delegati), che devono essere composti da persone che abbiano requisiti specifici di professionalità ed onorabilità. Seguono poi precise disposizioni sui prodotti finanziari eligibili per gli investimenti e  riguardanti inoltre il cosiddetto obbligo della banca depositaria, nella quale custodire l'intero patrimonio affinché non possa essere usato o sottratto da un singolo in alcun modo (evitando il fenomeno del "prendi e scappa"). 

Non solo, allo scopo di assicurare il buon funzionamento della previdenza complementare, il legislatore ha inoltre istituito una specifica Autorità di vigilanza: la COVIPCommissione di vigilanza sui fondi pensione – nata con la precisa missione di garantire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti, nonché la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche complementari a tutela degli iscritti e dei beneficiari.

A tal fine, la Commissione ha dunque emanato una serie di provvedimenti che impongono a ogni fondo pensione di fornire periodicamente ai propri iscritti un'informativa ampia e trasparente,  anche attraverso la creazione di un proprio sito web. Non solo, gli iscritti attivi possono in ogni momento richiedere informazioni sulle conseguenze della cessazione del rapporto di lavoro sui propri diritti pensionistici complementari con riferimento a: 

  • condizioni che disciplinano l'acquisizione di diritti pensionistici complementari e alle conseguenze della loro applicazione in caso di cessazione del rapporto di lavoro;
  • valore dei diritti pensionistici maturati o una valutazione degli stessi riferiti a non più dei dodici mesi precedenti la data della richiesta;
  • condizioni che disciplinano il trattamento futuro dei diritti pensionistici in sospeso.

Possibilità oltretutto garantita anche a chi è ancora iscritto al fondo pur avendo perso i requisiti di partecipazione al fondo e/o agli eredi e beneficiari in caso di morte dell’aderente

Spetta poi sempre alla COVIP la definizione di una procedura “reclami” per la quale l’iscritto che riscontri anomalie o irregolarità nel proprio fondo e scelga di rivolgersi a quest'ultimo per le opportune richieste di chiarimento deve ricevere una risposta tempestiva, chiara ed efficace. In assenza di risposta o in caso di riscontri insoddisfacenti, l'aderente può invece scegliere di presentare un esposto direttamente alla COVIP che, verificate fondatezza e rilevanza dei fatti segnalati ed effettuati tutti i necessari approfondimenti, potrà valutare  l’adozione dei provvedimenti più opportuni nei confronti della forma pensionistica complementare interessata.

Informazioni e approfondimenti sulla normativa sono disponibili sul sito www.covip.it; per ulteriori chiarimentiè inoltre possibile contattare anche  l’Ufficio Relazioni con il Pubblico via mail all’indirizzo urp@covip.it.