Pensionamento anticipato, quali strumenti per chi vuole lasciare il mondo del lavoro?

Quota 100, opzione donna e APE: quali sono le opzioni per dire addio in anticipo al mondo del lavoro, anche alla luce della Legge di Bilancio e dei successivi decreti attuativi? 

Attraverso le Leggi di Bilancio il legislatore è più volte intervenuto negli ultimi anni con lo scopo di flessibilizzare l’uscita dal mondo del lavoro, consentendo il raggiungimento della pensione con requisiti anagrafici o contributivi meno stringenti rispetto a quelli previsti per il pensionamento di vecchiaia (o per la pensione anticipata in senso stretto).

Se, ultima in ordine di tempo, è Quota 100 – rivolta agli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’INPS (lavoratori autonomi e dipendenti) e alla Gestione Separata, con almeno 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva - tra le principali novità in ambito pensionistico introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 spicca invece indubbiamente l’APE (anticipo pensionistico), misura di flessibilità che consente a chi abbia raggiunto almeno i 63 anni di età di godere di “redditi ponte”, rispettivamente erogati dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (APE sociale) o dalle banche (APE volontaria), che possano accompagnarli fino all’effettivo pensionamento. 

Tra le pià note e discusse, anticipo pensionistico e Quota 100 non sono comunque le uniche opzioni possibili: quali allora le principali strade per il pensionamento anticipato da percorrere nel 2019? 

 

APE VOLONTARIA 

Può essere in via esemplificativa definita come quella misura che consentirà di ritirarsi dal lavoro in anticipo percependo l’assegno INPS attraverso un finanziamento bancario fino alla maturazione dei requisiti per la pensione. Si tratta dunque di un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, corrisposto dalla banca – esentasse - sotto forma di quote mensili per un totale di 12 mensilità. La successiva restituzione del prestito, che includerà anche interessi e polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, sarà invece diluita in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta effettuata direttamente dall’INPS al pagamento di ciascun rateo pensionistico (tredicesima inclusa). Prevista comunque per legge la possibilità di estinzione anticipata del prestito. In ogni caso, poiché si tratta a tutti gli effetti di un prestito e non di una prestazione previdenziale, le somme erogate dall'APE volontaria non concorrono a formare il reddito ai fini dell'Irpef.

Chi potrà farne domanda? Può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata; sono invece esclusi i liberi professionisti iscritti alle Casse professionali. Non solo, per accedere al prestito, sono richiesti inoltre almeno 63 anni di età (e 20 di contributi); il richiedente dovrà poi maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi dal momento della richiesta e non dovrà poi risultare già titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità e dovrà contare su un importo stimato della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS. 

 

APE SOCIALE 

Riservata solo ad alcune categorie di lavoratori, soggetti individuati come in condizioni di "particolare difficoltà" ma che soddisfino comunque i prerequisiti fondamentali dei 63 anni di età, dei 30 anni di contribuzione (o 36 nei casi previsti dalla legge) e della non titolarità di una pensione diretta, l'APE in versione sociale si differenzia dalla volontaria per via degli oneri che, in questo caso, sono a carico dello Stato. Si tratta dunque a tutti gli effetti di un’indennità di natura assistenziale erogata dall’INPS su domanda, per una durata pari al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell'età richiesta per la pensione di vecchiaia. 

 

APE AZIENDALE

Si tratta di quel particolare strumento correlato all'APE volontaria sulla base del quale diviene possibile per i datori di lavoro sostenerne (in maniera più o meno cospicua) i costi per i propri dipendenti. La misura è quindi innanzitutto pensata per favorire l'uscita anticipata dei lavoratori più anziani, consentendo loro al tempo stesso di contenere la rata di ammortamento del prestito finanziario

 

ISOPENSIONE

Possibile "alternativa" all'APE è l'isopensione, scivolo pensionistico pagato interamente dall'azienda in attesa della maturazione dei requisiti necessari per l'accesso alla pensione. La possibilità si rivolge esclusivamente ai dipendenti del settore privato che siano dipendenti di imprese con organico superiore a 15 dipendenti. 

 

OPZIONE DONNA

Strada di accesso al pensionamento anticipato rivolta alle sole donne, consiste in una misura sperimentale che consente alle lavoratrici autonome e dipendenti che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti dalla legge (35 anni di contribuzione e 58 anni di età – 59 se autonome) di lasciare in anticipo il mondo del lavoro a condizione di optare per un assegno pensionistico interamente (ri)calcolato con il metodo contributivo.

Il risultato è quindi, nella maggior parte dei casi, un ricalcolo sconveniente dal punto di vista prettamente economico per l’optante che, a fronte di una prestazione pensionistica erogata “prima” e potenzialmente per più anni di quanto sarebbe accaduto attendendo la maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata, percepirà una pensione di importo verosimilmente più basso di quello determinato con il sistema di calcolo cui avrebbe avuto diritto sulla base della propria storia contributiva.

 

QUOTA 100 

Si tratta di un’opzione introdotta dal decreto legge 4/2019 che consente di accedere alla pensione con 62 anni di età e 38 di contributi; la misura ha carattere sperimentale la cui validità si estende per il momento al prossimo triennio, vale a dire a tutti i lavoratori (dipendenti, autonomi e iscritti alla Gestione separata INPS) che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2021. 

 

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