Reddito di Inclusione, guida pratica per i potenziali beneficiari del REI

Reddito di inclusione al via: cosa devono sapere quanti presenteranno domanda per il REI? Quanto spetta, in cosa consiste, come farne richiesta e le ultime novità legislative

Il REI (reddito d’inclusione) è una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, rivolta sia ai cittadini italiani sia agli appartenenti all’Unione europea, (purché residenti in Italia da almeno 2 anni) che soddisfino i prerequisiti previsti per legge a seguito di opportuna valutazione economica. Possono cioè accedere al beneficio le sole famiglie senza reddito o a basso reddito (eventualmente anche in possesso di piccole proprietà), che superino la cosiddetta "prova dei mezzi" e aderiscano a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà. 

Regolato dal decreto legislativo n.147/2017, con cui è stata data attuazione alla delega contenuta nella legge n.15/2017, il REI decorre a partire dall'1 gennaio 2018.  Il reddito d'inclusione è costituito nei fatti da un beneficio economico e da una serie di servizi alla persona garantiti a livello locale. 

 

Chi ha diritto al reddito di inclusione? La composizione del nucleo familare 

Il REI viene concesso ai nuclei familiari in condizioni di povertà. In particolare, secondo quanto disposto dalla normativa, il nucleo familiare deve innanzitutto trovarsi al momento della domanda, affinché quest'ultima risulti valida, in una delle seguenti condizioni relative alla propria composizione:  

  • presenza di un componente di età minore di anni 18;
  • presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o tutore;
  • presenza di una donna in stato di gravidanza accertata;
  • presenza di almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni che si trovi in stato di disoccupazione. Lo stato disoccupazione è riconosciuto anche  ai lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponda a un’imposta lorda pari o inferiore rispettivamente a 8.000 e 4.800 euro. A riguardo, va tuttavia precisato che il REI è però incompatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.          

Attenzione! Nella sua prima formulazione, il Reddito di inclusione individuava uno specifico target di persone in povertà: era infatti riconosciuto alle famiglie con minori, con disabili gravi, con donne in stato di gravidanza accertata o persone disoccupate di 55 o più anni di età. Con le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2018 (n.205/2017), questi requisiti rimarranno in vigore solo fino al prossimo luglio per poi decadere interamente dopo questa data. A far tempo dall'1 luglio 2018, quindi, i nuclei familiari richiedenti dovranno essere in possesso dei soli requisiti di cittadinanza e soggiorno e di quelli riferiti alla condizione economica.

Le domande secondo i nuovi requisiti potranno essere inoltrate a partire dal mese di giugno, anche se l’Inps fa sapere che saranno comunque nuovamente prese in considerazione anche le domande presentate tra gennaio ed maggio 2018 e, in precedenza, non ammesse proprio per la sola mancanza dei requisiti relativi al nucleo familiare. 

 

Chi ha diritto al reddito di inclusione?

I requisiti economici - Per quanto  riguarda invece i requisiti di carattere economico, il nucleo familiare del richiedente deve essere, per l’intera durata del beneficio e congiuntamente, in possesso di:

  1. un valore dell’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 6.000 euro;
  2. un valore della  situazione  reddituale (in sigla Isre, di fatto le  entrate) non superiore a 3.000 euro;
  3. un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro;
  4. un valore del patrimonio mobiliare, non superiore a una soglia di 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro  per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro.

In aggiunta, nessun componente il nucleo familiare deve risultare intestatario o avere piena disponibilità di:

  • autoveicoli o motoveicoli immatricolati per la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta, con esclusione degli autoveicoli e dei motoveicoli per cui è prevista un'agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità;
  • navi e imbarcazioni da diporto.

 

Decorrenza e durata del REI

Il Reddito d'inclusione è concesso a decorrere dall'1 gennaio 2018. Il beneficio economico è riconosciuto per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi. Superato questo limite, può essere rinnovato, per non più di 12 mesi, ma solo a condizione che siano trascorsi almeno 6 mesi dalla data di cessazione del godimento della prestazione.

 

Entità della misura

Il sostegno economico offerto varia in considerazione della consistenza numerica del nucleo richiedente ed è inoltre commisurato alle sue risorse. Più precisamente, è pari, su base annua, al valore di 3.000 euro, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare. 

Entità misura REI

A prescindere dalla sua effettiva entità, il beneficio economico è erogato dall’Inps tramite  la “Carta REI”, emessa  da Poste italiane (servizio Banco Posta): oltre che per l'acquisto  dei  generi  previsti, la Carta offre la  possibilità  di  prelievi  di contante entro  un  limite  mensile  non  superiore  alla  metà  del beneficio massimo attribuibile. Le agevolazioni riguardano inoltre le tariffe elettriche e gas, già previste a favore delle famiglie economicamente svantaggiate  beneficiarie della Carta acquisti.Questi valori sono tuttavia ridotti nel caso in cui il nucleo percepisca altri redditi o trattamenti assistenziali, fatta eccezione per quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, come ad esempio, l'indennità di accompagnamento. La misura è poi soggetta a un tetto massimo di erogazione, in quanto il suo importo non può essere in nessun caso superiore all’ammontare annuo dell’assegno sociale (pari nel 2018 a 6.539 euro).

 

Come inoltrare la domanda per il REI? 

La richiesta per il reddito d'inclusione deve essere presentata, presso i Comuni, o altri punti di accesso identificati dai Comuni stessi (Caf e enti di patronato), sulla base dell’apposito modello di domanda predisposto dall’Inps allegato alla circolare n.172/2017 e disponibile anche sul sito  del Ministero del lavoro.

 

Come accdere ai servizi alla persona? 

Ai servizi alla persona previsti dal REI si accede previa valutazione “multidimensionale”, finalizzata ad identificare i bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti. La valutazione tiene conto cioè specificatamente conto delle risorse e dei fattori di vulnerabilità del nucleo, di fattori ambientali e di eventuali  elementi di sostegno già presenti. In particolare, di ciascun nucleo familiare che ne faccia richiesta sono verificate:

  • condizioni e funzionamenti personali e sociali;
  • la situazione economica;
  • la situazione lavorativa e profilo di occupabilità;
  • educazione, istruzione e formazione;
  • la condizione abitativa;
  • reti familiari, di prossimità e sociali.

In caso di esito positivo delle verifiche sul possesso dei requisiti, il Comune ha dunque obbligo di programmare - entro un massimo di 25 giorni - un’analisi preliminare, con l’obiettivo di orientare le scelte successive che porteranno alla definizione di un “progetto personalizzato”, cui il richiedente è tenuto ad aderire  in quanto condizione vincolante all'erogazione del REI. In assenza di sottoscrizione del progetto, il reddito d'inclusione non può cioè essere erogato. Il progetto definito a seguito della valutazione multidimensionale del bisogno deve essere pertanto sottoscritto dai componenti il nucleo familiare, entro 20  giorni lavorativi dalla data in cui è stata effettuata l’analisi preliminare. Entro la stessa scadenza, la sottoscrizione del progetto è comunicata dagli ambiti territoriali all’Inps ai fini dell’erogazione del beneficio economico del reddito d'inclusione. 

In particolare, il progetto individua, sulla base dei fabbisogni del nucleo familiare:

  • gli obiettivi generali e i risultati specifici che si intendono raggiungere in un percorso volto al superamento della condizione di povertà, all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale;
  • i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico;
  • gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare.

Così come il progetto stesso, anche la sua durata - che può eccedere quella del beneficio economico - è valutata sulla base delle effettive necessità di sostegno del nucleo economico, secondo i principi di proporzionalità e appropriatezza. Prevista inoltre una verifica periodica che, come il progetto stesso, coinvolge nel monitoraggio tutti i partecipanti del nucleo familiare. 

Attenzione! Laddove, in esito all’analisi preliminare, la situazione di povertà emerga come connessa in via esclusiva alla sola dimensione della situazione lavorativa, è previsto  che il progetto personalizzato sia sostituito da un  “patto di servizio”,  vale a dire da un programma di ricerca intensiva di occupazione, per cui valgono le stesse condizioni e scadenze previste per il "progetto personalizzato"