Vivere sano: alimentazione, fumo, alcol e attività fisica

Uno stile di vita sano e attivo può favorire la prevenzione di tumori, di malattie del sistema respiratorio o cardio-vascolare o, ancora, di patologie croniche come il diabete: alcuni consigli utili da seguire per mantenersi in buona salute

Per quanto non metta del tutto al riparo dai rischi di possibili disturbi della salute, uno stile di vita sano e l’adozione di alcune buone abitudini può essere fondamentale nel contrastare l’insorgenza di alcune patologie oggi molto diffuse in Italia, come ad esempio tumori, diabete, malattie respiratorie, cardio-vascolari. Diversi studi scientifici hanno infatti evidenziato come mettere in pratica comportamenti salutari, da un lato, ed evitare invece pratiche potenzialmente dannose, dall'altro, possa produrre notevoli vantaggi per la salute in termini di prevenzione sia primaria, vale a dire ostacolando o evitando del tutto la comparsa di una determinata patologia, sia secondaria, cioè favorendo un decorso più favorevole nel caso in cui la malattia si sia invece già presentata. 

Ma cosa significa esattamente adottare uno stile di vita sano?  Ecco alcuni “consigli” da seguire! 

 

Alimentazione 

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbe essere evitato attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata. Per poter funzionare correttamente, il corpo umano ha infatti bisogno di un apporto adeguato di energia e nutrienti, che solo una dieta varia è in grado di garantire: di qui, dunque, l’importanza di variare le proprie scelte alimentari, preferendo un regime che combini nelle giuste quantità, e salvo diverse indicazioni del proprio medico curante, tutti i principali gruppi di alimenti (frutta e verdura; cereali e legumi; latte e derivati; carni, uova e pesce; grassi da condimento, con preferenza per l’olio extravergine di oliva). 

Oltre alla varietà, grande attenzione va poi a quantità e qualità degli alimenti. Innanzitutto, non bisogna dimenticare che il fabbisogno energetico di ciascun individuo varia a seconda di molteplici fattori, tra cui età, sesso, stile di vita, etc: una sana alimentazione è dunque quella che consente di assumere tutte le calorie di cui il proprio organismo necessita in base alle sue specifiche necessità, ripartendole adeguatamente nel corso della giornata ed evitando eccessi. Mantenere il peso corporeo nella norma è essenziale per una buona salute e, per riuscirci, è importante privilegiare alimenti poveri di grassi ma di alto valore nutrizionale come verdura, frutta, cereali e legumi. Preferibile viceversa limitare l’assunzione di grassi di origine animale, moderare il consumo di zuccheri e cibi zuccherati (il cui consumo eccessivo è associato al rischio di insorgenza di obesità, diabete e malattie cardiovascolari) e ridurre l’uso di sale che, se usato in dosi eccessive, può favorire la comparsa di ipertensione arteriosa, di alcune malattie del cuore e dei reni. 

Sempre sul fronte della qualità degli alimenti, non da meno sarà poi prestare la massima attenzione alle giuste modalità di conservazione e cottura e leggere sempre con attenzione anche le etichette dei prodotti che si consumano, non solo per trarne indicazioni utili in merito al loro utilizzo, ma anche per verificare la presenza di conservanti, insaporitori o di altre sostanze usate nei processi di lavorazione che, se assunte con regolarità o in quantità eccessive, possono a loro volta aumentare i rischi per la salute. 

Attenzione! Una dieta sana ed equilibrata passa anche da una giusta idratazione. Non bisogna infatti dimenticare che l’acqua è indispensabile per la gran parte dei processi che avvengono nel corpo umano, che del resto ne è costituito per circa il 70%: bere acqua in quantità adeguata alle esigenze del proprio corpo (indicativamente, si raccomanda di assumere almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno, ma diverse indicazioni sono possibili in base al particolare stato di salute o allo stile di vita del singolo individuo) è quindi una pratica da non sottovalutare per preservare la propria salute. Da limitare, viceversa, il consumo di bevande zuccherine al posto dell’acqua, anche in virtù del loro spesso elevato apporto calorico. 

 

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Consumo di alcol

Un luogo comune piuttosto diffuso è quello secondo cui l’alcol sia una sostanza particolarmente nutriente: in realtà, malgrado l’elevato contenuto calorico, non può affatto considerarsi tale, nella misura in cui la sua ingestione non è di per sé utile (come accade invece con proteine, vitamine, etc) per svolgere alcuna particolare funzione organica.  Al contrario, anzi, l’alcol è una sostanza con effetti tossici e psicotropi: il suo consumo può provocare dipendenza, mentre stati di intossicazione acuta possono essere indirettamente causa di altri danni alla salute o alla comunità (come nel caso di episodi di violenza, incidenti stradali infortuni sul lavoro, o di altri comportamenti a rischio). D’altra parte, il consumo in quantità eccessive di bevande alcoliche può essere direttamente responsabile di danni al fegato o al sistema nervoso o aumentare comunque il rischio di insorgenza di varie patologie, come ansia, depressione, pancreatiti, cirrosi e patica o persino di forme tumorali. 

Proprio per questa ragione, uno stile di vita sano non può passare che da un consumo attento di sostanza alcoliche. Particolarmente raccomandato dunque, oltre a una certa moderazione, anche il consumo solo durante i pasti e mai a digiuno, evitando oltretutto se possibile di mischiare tra loro diversi tipi di bevande alcoliche e privilegiando quelle a bassa gradazione. Alcuni accorgimenti ulteriori si richiedono poi a giovani, anziani e donne: il sistema di smaltimento dell’alcol da parte dell’organismo umano è infatti un processo complesso, la cui “efficacia” può variare anche in funzione di sesso ed età. La capacità di metabolizzare l’alcol è solitamente non del tutto sviluppata fino ai 21 anni di età: ecco perché il consumo di bevande alcoliche dovrebbe essere completamente evitato almeno fino ai 18-20 anni di età. 

Una menzione particolare spetta poi alle donne in stato di gravidanza: l’alcol può infatti facilmente attraversare la placenta e raggiungere il feto, interferendo con i processi di sviluppo cellulare e provocando nelle peggiori delle ipotesi (consumo ripetuto e/o in quantità elevate) aborti spontanei, gravi deficit cognitivi o anomalie nello sviluppo del cranio e del volto. Data l’impossibilità di stabilire con precisione le dosi pericolose per il feto, in gravidanza è consigliato astenersi dal bere.

Attenzione! Anche l’interazione tra farmaci e alcol può riversarsi particolarmente pericolosa per la salute, ragione per la quale è fondamentale attenersi in merito alle indicazioni del proprio medico curante in caso di terapia farmacologica. 

 

Fumo

Come forse mai abbastanza noto, il fumo di tabacco rappresenta la principale causa di morte evitabile nel mondo, rappresentando uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Può danneggiare il sistema riproduttivo (tanto nell’uomo quanto nelle donne), riducendo la fertilità e, durante la gravidanza, causare aborti e complicazioni. Il fumo è ad esempio il maggiore fatto di rischio di basso peso al momento della nascita. Smettere di fumare è quindi un ottimo modo per guadagnare immediatamente salute. 

Fumare è poi pericoloso non solo per il fumatore, ma anche per chi gli sta intorno: ampiamente dimostrati sono del resto i danni dell’esposizione al cosiddetto fumo passivo, soprattutto su neonati e bambini, nei quali può causare infezioni polmonari, tosse o altri disturbi respiratori e aumentare il rischio di insorgenza di asma e otiti.  Dal punto di vista fisico-chimico non ci sono grosse differenze tra fumo attivo e passivo: si formano in ogni caso circa 4.000 sostanze chimiche diverse, molte delle quali cancerogene, irritanti, nocive o allergeniche e tra le quali vale la pena di ricordare la nicotina, principale responsabile della dipendenza da tabacco. Diversi sono pertanto i provvedimenti anche legislativi in materia, tra cui vale la pena di ricordare per il suo forte impatto sul tema del fumo passivo la cosiddetta “legge Sirchia” del 16 gennaio 2003, che sanciva il divieto di "fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico", e con l’eccezione di sale appositamente adibite ai fumatori. 

 

Sport e attività fisica

Per mantenersi in buon salute, è essenziale anche muoversi quotidianamente evitando uno stile di vita troppo sedentario. Se è vero che la sedentarietà abituale è infatti considerata un fattore di rischio per patologie cardiovascolari e diabete, lo è altrettanto che un buon livello di attività produce effetti benefici sulla salute sia fisica (ad esempio contrastando sovrappeso e obesità) sia psicologica (allontanando stati di ansia e depressione). 

Premessa indispensabile a farsi è che fare esercizio e mantenere uno stile di vita attivo non significa necessariamente fare sport, comunque fortemente consigliato almeno un paio di volte a settimana soprattutto nel caso dei più giovani. L’Organizzazione mondiale della Sanità definisce semmai l’attività fisica come qualsiasi movimento corporeo prodotti dai muscoli scheletrici richiedendo anche dispendio di energia: definizione nella quale non rientra per l’appunto il solo sport in senso stretto, ma anche tutta una serie di attività come camminare, andare in bicicletta, etc che possono far parte della quotidianità di chiunque. Di qui, l’importanza per la propria salute di sfruttare ogni possibile occasione – lavoro domestico, trasporto casa-ufficio, etc, passeggio con il cane, uso delle scale al posto dell’ascensore – per mantenersi in movimento e praticare esercizio. 

Attenzione! Pur con la premessa che anche l’esercizio più moderato è per l’organismo un beneficio enorme rispetto alla sedentarietà, è – come per il caso dell’alimentazione – impossibile esprimersi in termini di “quantità” o “ricette” valide in modo universale per tutti: non esiste un livello di attività fisica raccomdabile in senso assoluto per qualsiasi tipo di persona. Anche in questo caso, ad esempio, l’età sarà un importante fattore discriminante; compatibilmente con le proprie condizioni di salute e in particolare con la necessità di evitare cadute, sforzi eccessivi o pratiche pericolose, un buon livello di esercizio è ad esempio raccomandato anche alle persone anziane.

 
Attenzione! Le informazioni di questa pagina hanno valore divulgativo, sono pertanto volutamente semplificate e in nessun caso possono sostituire il parere di uno specialista. Per dubbi, valutazioni specifiche e consigli, vi suggeriamo anzi di rivolgervi al vostro medico di fiducia! 
 

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