Periodicità e ottica di lungo periodo: costi, rischi e vantaggi dei PAC

Cosa si intende per PAC e quando questa soluzione di investimento può risultare conveniente per il risparmiatore? Dai possibili rischi ai potenziali benefici, ecco come funziona un Piano di Accumulo del Capitale

Una particolare modalità di sottoscrizione di fondi comuni di investimento, o più in generale di OICR, è rappresentata dai Piani di Accumulo del Capitale, spesso (non del tutto propriamente) accumunati anche al risparmio previdenziale per la prospettiva di lungo periodo che li caratterizza.

Peculiarità di questo strumento è infatti quella di consentire l’acquisto di quote di uno o più fondi attraverso versamenti periodici successivi, ben adattandosi anche alle esigenze dei piccoli risparmiatori: a fronte di importi anche relativamente contenuti, la regolarità – di solito i versamenti hanno frequenza mensile, trimestrale o quadrimestrale – con cui viene effettuato l’investimento consente infatti di generare rendimenti interessanti, quantomeno sul lungo periodo. 

Nell’immaginario collettivo, e in particolar modo tra i meno esperti, è in effetti piuttosto radicato il falso mito secondo il quale l’unico approccio possibile al tema degli investimenti sia quello speculativo, che mira cioè a ottenere ampi margini in tempi relativamente ristretti. Una convinzione in verità non del tutto corretta, e non solo per la varietà di soluzioni oggi offerte dal mercato del risparmio retail: purché corrisposte con periodicità regolare e in presenza di importanti orizzonti temporali, anche somme esigue possono produrre performance di rilievo mitigando nel corso del tempo gli alti e bassi di mercati finanziari volatili. 

 

Cosa sono e come funzionano i PAC: possibili benefici e rischi 

Dunque, ricapitolando, i PAC sono una soluzione di investimento che consente di sottoscrivere uno o più strumenti finanziari ripartendo l’investimento su più versamenti successivi. Il risparmiatore versa quote costanti e a scadenza regolare per un periodo di tempo stabilito al momento della stipula del contratto: pur con margini di variazione e personalizzazione, la durata del programma di investimento è infatti normalmente determinata in anticipo, così come lo sono periodicità, frequenza e importo (perlomeno minimo) delle rate. 

Le somme così accumulate sono dunque collocate sul mercato attraverso l’acquisito di (quote di) fondi comuni di investimento, ETF o, più in generale, strumenti di investimento collettivo del risparmio, non senza margini di rischio ma comunque beneficiando della prospettiva di lungo corso per mitigare fenomeni di volatilità e ridurre così l’impatto di un eventuale andamento negativo dei mercati finanziari. Proprio perché i versamenti sono in linea di massima predeterminati al momento della sottoscrizione del PAC e si susseguono poi automaticamente, i Piani di Accumulo agevolano gli investitori meno esperti sottraendoli al rischio di emotività, bias ed errori comportamentali o di avventurarsi in pratiche che, come il market timing, producono spesso risultati avversi in assenza di una confidenza con i mercati finanziari. 

Attenzione! In caso di imprevisti o sopraggiunte necessità finanziarie, è generalmente possibile interrompere i versamenti in qualsiasi momento o qualunque ragione e chiudere, con una certa flessibilità, il piano senza incorrere in commissioni di uscita (bene però verificare oneri e costi al momento della sottoscrizione). Al termine della durata prefissata il risparmiatore può invece generalmente decidere se sia incassare il capitale maturato o mantenerlo - del tutto o in parte – investito, tanto più che alcuni piani tendono ad approntare nel corso del periodo di sottoscrizione diverse strategie finalizzate a massimizzare le diverse fasi del ciclo di investimento, ad esempio esponendosi a maggiori rischi (e maggiori opportunità di crescita) nelle fasi iniziali e riducendoli quando ci si avvicina alla data target. Una “tattica” solitamente mirata alla tutela del capitale, neutralizzando al tempo stesso l’impatto emotivo di un eventuale andamento negativo dei mercati.

Come tutti gli strumenti finanziari, anche i PAC non sono comunque esenti da criticità a proposito delle quali l’investitore,preferibilmente supportato da professionisti del settore, farebbe dunque bene a informarsi prima della stipula del contratto. Se, ad esempio, è vero che i Piani di Accumulo del Capitale sono una buona strada per contrastare fenomeni di volatilità, lo è altrettanto che, rispetto ad altre soluzioni di investimento, tendono invece a sottoperformare in presenza di scenari tranquilli o comunque positivi. Allo stesso modo, come già visto, non ne eliminano comunque tutto gli effetti della volatilità né tantomeno sono in grado di eliminare i rischi connessi alle soluzioni di investimento prevista dal fondo oggetto del piano. Anche per questo, resta prioritario per i risparmiatori valutare attentamente tutte le opzioni a propria disposizione così da selezionare quelle effettivamente più in linea con le proprie esigenze.